mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 22:11

«Regionali, il Pd costruisca una coalizione larga aperta anche al Movimento 5 stelle»

L’intervento di Carla Casciari: «Bisogna fare presto e in vista del 27 ottobre è l’unità che può fare la differenza»

Carla Casciari

di Carla Casciari*

Né di sì populisti, ne di no popolari. Abbiamo bisogno di fatti e coerenza per dare risposte ai cittadini con la responsabilità e l’orgoglio di non voler consegnare la nostra regione alla destra populista che oggi vede in Salvini un leader irrispettoso. La mia esperienza politica di movimentista mi ha insegnato che l’energia propulsiva al cambiamento se non fa massa critica sui contenuti si disperde negli individualismi disfattisti e nei no qualunquisti. Ora il momento di coagulare, di costruire una coalizione, l’unica rappresentativa di tutte le persone con anima progressista e riformista che su diritti, sull’ambiente, sulle politiche per l’immigrazione, sulla presenza da protagonista in Europa, sulle politiche di sviluppo e sul welfare hanno una visione comune. E allora, se non ora, quando? Per le prossime imminenti elezioni regionali del 27 ottobre occorre costruire una piattaforma non solo con il civismo vero (e non quello di ex uomini e donne di partito) ma tendendo anche la mano a elettori, amministratori, classe dirigente del Movimento 5 Stelle. Ritengo che la cultura dell’odio e del rancore non appartenga a coloro che, sebbene delusi dai partiti di centro-sinistra, hanno votato Movimento 5 Stelle.

Una coalizione larga E come hanno dimostrato questi 14 mesi di governo giallo-verde, troppo distanti appaiono le posizioni che, con la faciloneria di chi è attratto dal governare la res publica, sono state appuntate nei capitoli del patto di governo, strumento ormai in soffitta. In attesa di chiarire gli equilibrismi che Salvini e Di Maio proporranno dopo la crisi aperta nell’afa ferragostana, ma già ritrattata per non far tornare gli italiani al voto, in Umbria si può fare una coalizione larga aperta a quei pentastellati che, ormai delusi, cercano un luogo dove portare il loro costruttivo contributo, che sono certa sarà molto utile anche per la ‘rigenerazione’ di cui sento tanto parlare dentro il Pd umbro. Quindi, in attesa della costituente delle idee del segretario Zingaretti, prevista a novembre, il Pd umbro può e deve accelerare i tempi. Se concordiamo sul pericolo Salvini, se l’obiettivo è difendere l’Umbria, terra di San Francesco, di Aldo Capitini, di Altiero Spinelli, è l’unità che può fare la differenza, nelle imminenti elezioni regionali del 27 ottobre prima che nel governo nazionale

*Consigliere regionale Pd

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