giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 16:09

Perugia rischia tutto contro la Nocerina con un Koprivec protagonista e jolly-Rantier. Il Pagellone

Il Pagellone di Mario Mariano

di Mario Mariano

Ha accettato di giocarla a viso aperto, rischiando di perdere, ma siccome la fortuna aiuta gli audaci, l’ha spuntata il Perugia proprio quando le sue quotazioni avevano toccato il minimo storico della contesa. Disquisire ora se i tre punti sono meritati, se a metterci lo zampino sia stata la dea bendata, se la Nocerina meritava almeno il pareggio è esercizio di nessuna utilità. Piuttosto andiamo nel concreto, sostenendo che la Nocerina è parsa – e di gran lunga – la migliore squadra vista al Curi, e non solo in questa stagione. Averla dunque rimandata a casa con due goal (ad uno) sul groppone è motivo di vanto per la  pattuglia di Camplone che ha avuto una reazione straordinaria un attimo dopo che Aureliano, un arbitro sicuro di sé, ma eccessivamente autoritario e permaloso, ha invitato il tecnico del Perugia a lasciare la panchina.

Rantier-Marchei Non sapremo mai di quale grave colpa si sia macchiato Camplone, forse una protesta eccessiva, forse un gesto accompagnato da qualche imprecazione, certo è che quella espulsione ha prodotto una reazione benefica per la squadra che si è subito avvantaggiata da un cambio che per alcuni versi ha sorpreso. A entrare in campo è stato infatti Rantier, diventato il Marchei degli anni della prima serie A, perché come lui partiva dalla panchina e realizzava goal pesantissimi.

Livello superiore Nel calcio non vince sempre chi gioca meglio, anche se questa volta si potrebbe aggiungere un «di gran lunga», ma per non sciorinare tutto il repertorio, tanto caro a Boskov, quello ad esempio che le «partite finiscono quando l’arbitro fischia» diremo che il migliore del Perugia è stato Koprivec, che pure nel primo tempo aveva creato qualche apprensione per rinvii di piede non all’altezza della sua fama; così come non ci ha convinto il cambio di Moscati con Dettori, perché ha «alleggerito» il centrocampo, già in affanno massimo nella prima frazione di gioco. Partita di livello superiore, ben interpretata dalle due squadre, partita corretta e magari ci piace pensare che il fair play sia scaturito dal pensiero dedicato alla memoria di Carmelo Imbriani, onorato al meglio con un minuto di applausi e di bel calcio.

Vento girato Nella gestione Camplone è girato chiaramente il vento, non tanto e non solo nel gioco e nello stare in campo (la differenza rispetto al passato possono averla fatta, in qualche misura, i nuovi acquisti), ma negli episodi: con Battistini in panchina, ad essere espulsi erano i giocatori (Koprivec e Politano), stavolta  è toccato al mister finire la partita anzitempo. Certo a Camplone sarebbe da fargli un monumento se – di proposito – ha fatto saltare la mosca al naso di Aureliano, così come, si racconta, usasse fare Ulivieri, capace di studiarle di tutte pur di alzare la concentrazione dei suoi allievi.

Koprivec: Quattro interventi a salvare la partita che lo issano a protagonista del pomeriggio. Un punto di forza che deve solo evitare di voler fare gli straordinari con l’uso improprio dei piedi. Tutti preferiamo che usi le mani come un idraulico usa le tenaglie. Voto:7.5

Cangi: Negro lo mette in crisi per più di un tempo, costringendolo a starsene sulle sue, ma poi mette sul finale lo zampino sul gol vittoria e le sue quotazioni giustamente aumentano. Voto:6

Cacioli: Appaiono evidenti le sue responsabilità nel pareggio della Nocerina con quella tattica del fuorigioco che stavolta fa acqua perché c’è sempre chi si distrae. Esce per infortunio, ma prima o poi capirà che giocare solo sui nervi non è sempre produttivo. Voto: 6- (dal 30′ pt Russo: Più duttile del compagno, più tonico e meno in affanno pur davanti ad avversari che gli sbucavano da tutte le parti. Si permette qualche recupero  decisivo che autorizza a credere che si stia impegnando molto negli allenamenti, convito che ci sarà spesso spazio anche per lui. Voto: 7)

Massoni: Anche lui vittima di qualche distrazione nel primo tempo, cresce alla distanza anche se è costretto agli straordinari davanti a Koprivec con un  azzeccatissimo tuffo a pelo d’erba che manda a vuoto l’assalto di Evacuo. Voto:6

Giani: Possiamo dire che ci si aspettava di più da lui, visto lo score, vista la smania di mettersi in evidenza. Gioca a suo favore che preferisce la posizione centrale, ma alla lunga è il più deludente, né carne né pesce. Non può essere certo essere considerato un naturale sostituto di Liviero. Voto: 5+

Moscati: Fatica ad entrare in partita, ma poi fa argine a centrocampo, coprendo le spalle a Politano, arrivando fino sulla linea dei terzini, spendendo il massimo delle energie ed essendo capace di arrivare fino in fondo. Voto:6.5 (dal 18′ st Dettori: Forse Camplone pensa che lasciarlo in panchina sia un lusso che non può permettersi, certo è che con il suo ingresso il centrocampo va in apnea, ma a guadagnarne è la fase offensiva: c’è lui a dettare il passaggio goal della preziosissima vittoria. Voto:6)

Esposito: Alti e bassi, cioè belle giocate e piccoli ritardi che diventano giganteschi per quel gruppo di tifosi della tribuna che lo mette in croce ogni volta che il pallone arriva dalle sue parti. Un preconcetto non utile che influisce sul rendimento di un calciatore pur non alle prime armi. Voto:6.5

Nicco: Tanta forza nelle gambe, prova dalla distanza, ma il tiro è ancora impreciso. Va meglio nelle giocate di fino, quando esce vincitore dal tackle. Si sta rivelando il rinforzo più utile. Voto:6.5

Politano: Un po’ meglio come vivacità, ma a differenza delle ultime  prestazioni trova pane per i suoi denti perché su di lui chiudono subito in prima battuta, senza lasciargli possibilità di manovra. Voto:5.5 (dal 38′ st Rantier: Chiamatelo jolly, chiamatelo amuleto o come volete, certo è che con lui in campo, il goal arriva nel finale ed è sempre pesantissimo.I nizia l’azione e la conclude come meglio non avrebbe potuto. Voto:7)

Ciofani: Non gli arriva un pallone che è uno da insaccare come sa fare lui quando deve chiudere i cross, ed allora si mette come sempre e meglio di altre volte al servizio della squadra. Fa la sponda in maniera giusta, crea i presupposti per il primo goal, fa reparto da solo e pare assai migliorato anche negli appoggi rispetto ad inizio di stagione. Voto:7-

Fabinho: Un calo, e pure vistoso nella ripresa, non autorizza Camplone a sostituirlo perché il brasiliano, finalmente in goal, è capace di rientri profondi per difendere almeno il pareggio. Decisione sacrosanta, perché alla fine raccoglie i frutti più copiosi da una prestazione  piena di iniziative e di affanni. Voto:7.5

Camplone: Alla faccia che tutto sembrava gli passasse sopra la testa, senza scuoterlo. E’ convinto delle sue teorie anche quando non danno grandi vantaggi (la tattica del fuorigioco stavolta non produce frutti, ma solo danni), azzecca i cambi e la squadra seppure in affanno, continua a giocare a viso aperto non accontentandosi del pari. Complimenti! Voto:7

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