martedì 26 settembre - Aggiornato alle 14:46

Perugia, questore Messina: «Il nostro compito è garantire sempre sicurezza»

Intervento in occasione della festa della polizia. L’emergenza-terremoto, i rapporti con la magistratura, le sfide future

di Francesco Messina*

‘Esserci sempre’ vuol dire esser sempre presenti, curando di affidarsi alla flessibilità che è elemento indispensabile al governo del cambiamento figlio della complessità del nostro tempo. Significa essere in grado di gestire una complessità specchio di una società che è andata via via destrutturandosi, finendo per liquefarsi, cosi come ha efficacemente evidenziato negli ultimi anni il geniale e compianto sociologo polacco Zigmut Bauman. Viviamo tempi difficili, caratterizzati dal rapido sviluppo di dinamiche sociali di non indifferente rilevanza sotto l’aspetto della sicurezza; al loro dispiegarsi anche la nostra provincia non si è potuta sottrarre. L’ondata di forte disagio economico e sociale che ha investito l’intero Paese non ha risparmiato questo territorio; situazioni sensibili per l’occupazione si sono manifestate in questa area geografica e forse, proprio a cagione dell’attuale clima di crisi, le minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza proprie di questo contesto socio-ambientale hanno finito per essere percepite dalla popolazione come particolarmente pressanti. Il cittadino esige sicurezza e ne ha diritto, così come ha il diritto di manifestare liberamente, nel rispetto delle leggi vigenti, il proprio pensiero anche se si tratta di pensiero dissenziente. È doveroso evidenziare, tuttavia, la delicatezza che oggi ha finito per assumere il nostro ruolo di garanti di ciò che con espressione tecnica si definisce regolarità dell’ordine pubblico. Sotto tale profilo, non posso non richiamare l’attenzione su quanto oggi avviene nelle piazze ove il clima di scarsa coesione sociale spesso ha finito per far assumere alle forze dell’ordine la funzione di vero e proprio diaframma posto a separare il dissenziente violento ad ogni costo, dal resto dei manifestanti. La valenza di tali specifiche attività istituzionali, che anche nella provincia di Perugia rappresentano il ‘core business’ dell’azienda Polizia di Stato, rende prioritario garantire ai cittadini il godimento di un diritto come quello alla sicurezza unanimemente qualificato come diritto di libertà. Prevenire e reprimere ogni forma di criminalità, garantire che ognuno possa liberamente manifestare il proprio pensiero, educare i più giovani al rispetto responsabile della legalità, difendere i diritti dei più deboli, sono i compiti che ci siamo proposti di svolgere qui a Perugia dove la Polizia di Stato in attuazione di quella flessibilità di cui ho detto, ha scelto di lavorare in squadra e non isolatamente, muovendosi all’interno di un team i cui componenti hanno operato all’unisono, in accordo e in fattiva sinergia. A questo gruppo di attori pubblici titolari per scelta normativa della responsabilità di garantire la sicurezza in senso stretto (Prefetto, Questore, Comandanti Provinciali dell’Arma e della Guardia di Finanza) si sono aggiunti di volta in volta altri attori pubblici e privati, anch’essi titolari della responsabilità di garantire la fruizione di un diritto alla sicurezza da intendersi in accezione diversa da quella esclusivamente riferita alla prevenzione e alla repressione dei reati. In tale ambito si è significativamente sviluppata la collaborazione con molti sindaci della provincia e con le rispettive polizie locali nonché, in aggiunta, con i rappresentanti di associazioni di categoria e persino di altri consessi assistenziali volontari privati di volta in volta coinvolti anche in specifiche progettualità aventi ad oggetto la tutela di particolari fasce sociali composte da cittadini ritenuti bisognosi di aiuto rafforzato perché oggettivamente più deboli.

Emergenza terremoto In ragione, inoltre, della sopravvenienza del grave evento sismico che durante lo scorso anno ha colpito parte della nostra provincia devo qui richiamare la quotidiana cooperazione che la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza, hanno sviluppato nelle zone interessate dal terremoto con altre istituzioni dotate di eccellenti professionalità rappresentate dal Corpo dei Vigili del fuco, dall’Esercito e dalla Protezione Civile. Nel periodo ricompreso tra il 26 agosto 2016 e oggi circa 20 mila turni di servizio di personale appartenente a tutte le forze dell’ordine e all’Esercito sono stati complessivamente garantiti in servizi espletati sia in sede di soccorso alle popolazioni colpite, che in sede di prevenzione e di contrasto alla minaccia di reati predatori nei confronti delle stesse.

I rapporti con la magistratura Mi è particolarmente gradito, ancora, menzionare la collaborazione con gli autorevoli rappresentanti della magistratura. Con loro, soprattutto in tema di aspetti specificamente repressivi, abbiamo avuto il piacere di lavorare costantemente nella comunanza di obiettivi e, ovviamente, nel rigoroso rispetto delle prerogative e delle competenze che l’ordinamento giuridico attribuisce a ciascuno. Al centro di una tale compagine, tuttavia, noi abbiamo sempre curato di mantenere i cittadini di Perugia e della sua provincia, essi sono sempre stati considerati parte integrante di una squadra il cui obiettivo primario è stato garantire standard di sicurezza adeguati agli specifici bisogni del nostro territorio. Occorre ribadire che viviamo in una regione sana, permeata in ogni sua fascia sociale da datata e ampia diffusione di quella cultura della legalità che in altre zone del nostro Paese tarda purtroppo ad affermarsi. E, tuttavia, un tale risultato, per essere preservato, necessita di un rigoroso e puntuale esercizio dei poteri che l’Ordinamento attribuisce a ciascuna delle Istituzioni a cui è demandata la responsabilità della gestione della sicurezza. Per la parte che ci riguarda abbiamo privilegiato l’esigenza di fornire ai cittadini di Perugia e della sua provincia risposte adeguate circa la nostra presenza fisica sul territorio provvedendo, con non pochi sacrifici di tutto il personale impegnato, al potenziamento, rispetto al passato, dei servizi di controllo ordinari e straordinari (implemento di ben il 43%). Grazie a una severa qualificazione e quantificazione delle minacce terroristica e mafiosa abbiamo curato di garantire, sia sotto l’aspetto preventivo che sotto il profilo investigativo giudiziario, le migliori condizioni di sicurezza possibili. Particolare attenzione abbiamo dedicato, poi, all’esercizio dei poteri di polizia amministrativa e di polizia giudiziaria, implementando energicamente l’azione di contrasto e orientandola selettivamente sui fenomeni dello spaccio di stupefacenti e dell’immigrazione clandestina perché questo è ciò che, precipuamente nel capoluogo di regione, ha consigliato di realizzare l’attenta lettura delle esigenze del territorio alla luce della pressante richiesta di sicurezza posta dalla cittadinanza. I risultati, in termini di sicurezza effettiva, non sono mancati essi sono indiscutibilmente incoraggianti.

La sicurezza percepita Non altrettanto possiamo affermare quanto alla sicurezza percepita. Fuori da ogni ipocrisia, con spirito sinceramente costruttivo ritengo che su questo si debbano svolgere alcune considerazioni. In un contesto culturale di tal fatta, avanzato e storicamente soddisfacente sotto i profili della diffusione della cultura della legalità e della responsabilità, un ruolo fondamentale continua a giocare, a parer mio, la modalità di realizzazione dell’informazione locale. Non può, infatti, disconoscersi come il responsabile ed equilibrato esercizio del sacrosanto diritto di informare i cittadini ad opera di chi se ne occupa finisca, in questi territori, per incidere in maniera determinante sulla idea di sicurezza in forza della quale quei cittadini interpretano il dispiegarsi della loro realtà quotidiana. E’ ciò che definiamo ‘sicurezza percepita’. Devo a questo proposito sottolineare come troppo spesso, quasi in balia di una sorta di ipertrofia comunicativa del crimine, da taluno degli ‘addetti ai lavori’, qui, abbiamo assistito alla enfatizzazione di fatti di cronaca propalati in modalità tale da favorire l’insorgere di un tanto diffuso quanto (nella realtà delle cose) ingiustificabile senso di vittimizzazione indiretto, che ha finito per affermare l’idea di una collettività (pervasa dal senso di insicurezza) quasi priva di tutela nei confronti di una minaccia incontrollabile, consistente in alcune specifiche tipologie delittuose e, talvolta, purtroppo, in talune altrettanto specifiche categorie sociali. Il diffuso ricorso a toni allarmistici e la descrizione sensazionalistica dei fatti, hanno finito inesorabilmente per suscitare timore nell’opinione pubblica locale. «Una cronaca nera orientata alla spettacolarizzazione suggerisce l’idea di una società orientata da passioni e da follie imprevedibili» sostiene Mario Morcellini, sociologo illustre di cui posso vantare l’amicizia, non possiamo consentire che un tale rischio possa rallentare il faticoso e costante processo di miglioramento delle condizioni di sicurezza del nostro territorio che quotidianamente ci impegna. Anche chi produce informazione, come chi la comunica, deve ritenersi un attore della sicurezza e pertanto deve aver cura di integrarsi alla perfezione in quella squadra a cui sopra ho fatto cenno; la mia idea di giornalista coincide perfettamente con la definizione che ne ha dato il grande Joseph Pulitzer che mi piace citare concludendo sull’argomento: «Il giornalista è la vedetta sul ponte di comando della Nave Stato, scruta attraverso la nebbia per allertare sui pericoli incombenti, resta al suo posto per vigilare sulla sicurezza e il benessere delle persone che in lui confidano».

I reati Non mi soffermo sui dati che nel complesso descrivono in positivo la situazione della sicurezza nel nostro territorio. I risultati raggiunti, in definitiva, si pongono in linea con un incoraggiante consolidato decremento del generale tasso di delittuosità. Alla variazione in diminuzione del numero dei delitti consumati complessivamente nel corso dell’anno è infatti corrisposto l’aumento in termini di numero di denunce in stato di arresto, per i presunti autori individuali.E’ un processo virtuoso che avanza inesorabilmente da quattro anni. A Perugia, dunque, il sistema sicurezza continua tenere bene, nonostante gli effetti che anche nel nostro territorio ha prodotto il contingente stato di crisi economica e sociale, è però doveroso evidenziare come i rassicuranti risultati conseguiti corrano il rischio di apparire insufficienti se non adeguatamente completati con una tempestiva e rigorosa azione tendente a l’attuazione di politiche di sviluppo che vadano in senso contrario alla deindustrializzazione di una provincia da sempre caratterizzata da un responsabile impegno imprenditoriale. Ho imparato negli anni come il contrasto efficace ad ogni forma di criminalità non possa fare a meno dello sviluppo dell’economia. Da più parti e in diversi contesti si è autorevolmente sostenuto come lo sviluppo economico crei lavoro e come dal lavoro derivi libertà di cui il diritto alla sicurezza è espressione diretta.

Le sfide future Siamo coscienti della complessità delle sfide che ci attendono nell’immediato futuro, la Polizia di Stato è pronta ad affrontarle con la consapevolezza dell’importanza del proprio ruolo. Noi ci saremo, saremo, come sempre, pronti a svolgere i nostri compiti, continueremo a garantire ai cittadini le migliori condizioni di sicurezza possibile, soprattutto prevenendo e, ove occorra, reprimendo ogni sorta di comportamento penalmente rilevante sempre nel rigoroso rispetto delle norme, dei diritti e delle libertà garantiti dalla Costituzione della Repubblica. La sicurezza è di tutti, essa è un bene che non può avere valenza divisiva ne può tollerare alcun compromesso, tutti sono chiamati a dare un contributo alla sua concreta realizzazione, ognuno nel rispetto delle proprie prerogative e delle proprie responsabilità. A voi donne e uomini della Polizia di Stato di Perugia e della sua provincia, ai vostri coniugi e alle vostre consorti, vanno il mio più vivo apprezzamento e il mio più sentito ringraziamento per l’abnegazione, l’attaccamento al servizio e lo spirito di sacrificio che quotidianamente dimostrate di possedere.

* Questore di Perugia

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