giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 16:00

Perugia-Pisa 0-1, la differenza è nell’anima: i grifoni non ce l’hanno, i nerazzurri sì. Il Pagellone

Mario Mariano

di Mario Mariano

Dino Pagliari da calciatore ha fatto una carriera di gran lunga inferiore a quella di Giacomo Dicara, ma non basta aver giocato in A ed aver avuto come maestro Galeone per spuntarla su un Pisa che ha avuto un merito che nel calcio paga sempre: arrivare sul pallone prima dell’avversario. Forse il merito di Pagliari, che in panchina dà l’impressione di non perdere mai la lucidità è stato proprio questo: pur avendo giocatori tecnicamente inferiori a quelli del famoso 2-2 che costò la qualificazione ai play off del Perugia, ha sostituito la qualità con la quantità, con la rabbia di mordere il pallone. Caratteristica che non rientra nel dna di Camplone e Di Cara, i quali continuano a ribadire nei loro concetti che gli avversari «non giocano al calcio».

LA CRONACA 

Errore Errore da matita rossa, specie se gli avversari corrono di più, hanno più coraggio, maggiore voglia di centrare l’obbiettivo. È probabile che i giocatori del Pisa presi singolarmente non valgano meno del Perugia, ma questo accresce i meriti di chi quei giocatori li ha motivati al punto che le qualità tecniche – almeno sulla carta superiori – sono state annullate.Alla prova dei fatti il Pisa ha dimostrato di avere un’anima, il Perugia no. Alla luce della posizione di classifica di una squadra che non ha mai frenato di fronte ai propositi di partenza(promozione diretta), adesso si rende indispensabile rivedere il progetto, trovare una strategia. Non fosse altro che per rispetto a quanti hanno ribadito vicinanza e sostegno anche nella domenica della mancata rivincita per la incancellabile delusione della estate scorsa.

LE INTERVISTE

Stillo Sul goal commette un errore per inesperienza: mai sperare che un compagno possa toglierti la castagna del fuoco, restando incerto sul da farsi. Avrebbe insomma dovuto tentare l’uscita e non fermarsi a metà strada. Si riscatta a metà ripresa su conclusione ravvicinata di Napoli. Voto: 5.5

Moscati Attorno a lui sono iniziate a circolare ipotesi di incomprensioni con il tecnico, che ne condizionerebbero il rendimento. Il ragazzo lotta e corre, sia a destra che a sinistra, ma l’impressione è che qualcuno sottolinei più gli errori che le giocate. Voto: 6

Comotto Da lui ti aspetteresti chissà cosa ed adesso si viene assaliti dal dubbio: che la lunga carriera sul groppone cominci a pesargli? Viene superato da Arma sul goal e «scherzato» dai pisani che provano a sfondare sull’out di sinistra. Voto: 5

Sini Non dà prove di sicurezza, anche per il cambio di posizione. Ne sono riprova i troppi falli anche quando assolutamente non necessari. Mette su un piatto d’argento il pallone sul quale Napoli potrebbe raddoppiare. Voto: 5.5

Daffara Non incide. Non che commetta errori grossolani, anzi ha pure una buona partenza, ma è troppo attendista. Fa rimpiangere terzini incursori di cui ci si è liberati con troppa fretta. Voto 5.5 (dal 1′ st Conti Anche lui in altalena, ora dentro, ora fuori. In ogni caso in fase offensiva appare più utile: sue le incursioni più pericolose dalle quali nascono i cross per Vitofrancesco e Insigne. Voto: 6)

Vitofrancesco L’errore di metà ripresa quando perde l’attimo fuggente a tre metri dalla porta pesa eccome sulla pagella e speriamo che almeno una notte la passi insonne. Per il resto è tra i più vivaci, tra quelli ad esempio cui non si può dire che tira indietro la gamba. Voto: 5.5

Filipe Avvio lento, come a cercare di capire come entrare in partita, si riprende con il passare del tempo, liberandosi velocemente del pallone. Ma è chiaro che gli avversari avevano una tonicità superiore in ogni zona del campo. Voto: 6 (dal 27′ st Mungo Prova ad alzare il ritmo, ma è come se parlasse al vento, nel senso che i compagni non sono sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. Voto: Ng)

Nicco Un altro che non starebbe confermando le qualità dello scorso anno, secondo fonti vicine alla guida tecnica, ma non è esattamente cosi: fa il suo, corre (anche a vuoto, ovviamente), ma se segna tutto il suo apporto diventa più brillante. Voto: 6

Mazzeo Arretra, vaga a centrocampo alla caccia di palloni e diversi ne gioca pure. Ma non è quello il suo ruolo, e chi ha memoria media ricorda che così giocava anche quattro anni fa. Salvo che ai tempi faceva anche qualche goal. Esce tra i fischi. Voto: 5+ (dal 13′ st Insigne Escluso qualche scampolo di tecnica, al momento è più cugino che fratello dell’attaccante del Napoli. Stenta ad entrare in partita, prova qualche giocata estemporanea. Voto: 5.5)

Eusepi Si presenta sola davanti a Provedel e si lascia ipnotizzare cercando il primo palo, dopo una corsa che lo lascia senza fiato. Spesso anticipato, protesta per il trattamento ricevuto dai difensori avversari, ma la sensazione è che staziona poco in area, arretrando e consumando energie. Voto: 5+

Fabinho Pagliari è di parola: almeno all’inizio ordina il raddoppio sul brasiliano che, non fosse per qualche millimetrico fuorigioco, sbaglia poco in rapporto ai palloni che gli servono. Ha bisogno di essere lanciato, ma spesso è lui che crea spazi per gli altri. Voto: 6.5

Di Cara-Camplone La squadra può aver avvertito l’assenza di un tenace come Scognamiglio e di Koprivec, ma dove si è vista la differenza è sulla preparazione della partita e sulle motivazioni delle due squadre. Va detto chiaro e tondo che Pagliari nello studio dei filmati ha saputo ricavarne maggior profitto. Voto: 5.5

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.