sabato 15 dicembre - Aggiornato alle 12:56

«A Perugia lunedì tutti in piazza per i diritti. Non ci arrendiamo a questo clima di odio»

Tamiazzo (Arci) spiega l’adesione a ‘Camminiamo Diritti’ il 10 dicembre: «Viviamo pericoloso restringimento per la società civile democratica»

Foto Fabrizio Troccoli

di Paolo Tamiazzo*

Ormai la criminalizzazione della solidarietà e il restringimento dello spazio per la società civile democratica è una delle priorità comuni alle forze oscurantiste e reazionarie in tutta Europa. Il Forum Civico Europeo, la rete di cento associazioni dell’Est e dell’Ovest europeo di cui l’Arci fa parte, sta coordinando il lavoro per una azione comune che si terrà il 10 dicembre, 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

L’obiettivo è che, in quel giorno, organizzazioni di società civile si rendano visibili insieme in tutta Europa, per difendere il valore democratico della loro esistenza e delle loro azioni, che rendono ogni giorno più accessibili i diritti umani a milioni di persone, e per protestare contro gli attacchi allo spazio pubblico e alla partecipazione.

L’Arci è stata una tra le prime organizzazioni europee alla quale è stato chiesto di aderire e in Italia è capofila della campagna, anche attraverso una lettera inviata dalla Presidente nazionale a tutto il mondo dell’associazionismo che illustrava la campagna e ne chiedeva l’adesione.

Anche a Perugia, grazie al lavoro e all’impegno di tante associazioni presenti nel territorio, il prossimo 10 dicembre sarà una giornata di festa, di riflessione, di impegno. Il titolo della manifestazione parla chiaro: «Camminiamo diritti». Diritti che credevamo consegnati alla storia di civiltà di questo paese, di questo continente, dell’umanità intera, e che mai come oggi diventano carta straccia in una pericolosa “vulgata” dove i diritti umani e i loro difensori sono descritti come un orpello inutile, radical-chic, pericoloso per la sicurezza. Non ci arrendiamo a questo clima di odio, la storia ci ha insegnato di cosa è foriero.

Vogliamo usare queste celebrazioni per ricordare a tutti il senso che ebbe questa Dichiarazione, pietra miliare di un’idea che un altro mondo era non solo possibile, ma assolutamente necessario, visto le recenti enormi ferite provocate dal secondo conflitto mondiale, finito da pochi mesi. Finalmente il detto latino “Si vis pacem, para bellum” perdeva il suo terribile senso a fronte di un detto: “Se vuoi la pace, prepara la pace, più compatibile con l’idea di quel “mondo nuovo” che doveva nascere sulle ceneri della seconda guerra mondiale. E nella città di Aldo Capitini l’obiettivo della manifestazione di lunedì non poteva che essere quello di far sentire «la propria voce in difesa dei diritti, che oggi sono negati e calpestati, mentre la solidarietà è considerata reato, l’aiuto viene tacciato di buonismo, l’odio per il diverso prevale sullo spirito di fratellanza, facilitando la diffusione di nuove forme di razzismo e fascismo, di una pericolosa deriva antidemocratica».

Siamo certi rappresentare ancora la maggioranza dei cittadini, una maggioranza sbigottita e ammutolita dal clima violento che respira giornalmente. La manifestazione di lunedì prossimo serve anche per dare voce a quel pezzo di cittadinanza che ne sarà pure la parte più impaurita, ma che senza dubbio ne rappresenta la parte migliore.

*Responsabile Pace ARCI Umbria

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