mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 10:07

Pd, la ‘chiamata alle armi’ di Presciutti: «Bisogna ripartire dai sindaci»

L’intervento del primo cittadino: «Per riconquistare credibilità e fiducia occorrono anche e soprattutto figure radicate sul territorio e rappresentative»

Massimiliano Presciutti

di Massimiliano Presciutti*

A volte il confine fra la realtà e la fantasia rischia di diventare molto labile soprattutto in politica e in maniera particolare quando si cerca disperatamente di non prendere atto di quella che oggi per il Pd, la sinistra, il fronte democratico, liberale, ambientalista è una cruda verità. Diciamola dritta e per come è: siamo di fronte a un bivio, provare davvero a ripartire o rassegnarci inesorabilmente non solo e non tanto alla sconfitta quanto al disonore. Nella situazione in cui siamo occorrono coraggio e scelte nette, forti, inequivocabili, bisogna parlare non in politichese ma alla testa e al cuore delle persone, bisogna dare spazio a chi ha dimostrato sul campo di meritarlo perché ha conquistato in condizioni quasi impossibili la fiducia e la stima dei cittadini, è arrivata l’ora della riscossa dei Sindaci mi verrebbe da aggiungere se non ora quando! Cosa altro deve ancora accadere per capire che una stagione si è definitivamente chiusa e che se ne deve aprire da subito un’altra?

PRONTA LA SQUADRA DI VERINI

In prima fila Sia chiaro non mi riferisco alle ultime vicende giudiziarie o almeno non esclusivamente a quelle, il problema è molto più profondo, marcato e viene da molto più lontano, da un’assenza perpetrata per troppo tempo rispetto ai problemi reali delle persone e dei territori, soprattutto quelli più marginali e in difficoltà. Mentre in tanti, troppi, si accapigliavano per un posto al sole in consiglio regionale, in qualche cda o agenzia piuttosto che in parlamento, solo i sindaci quasi sempre in beata solitudine hanno continuato a occuparsi dei cittadini, dei loro problemi, delle loro ansie e dei loro bisogni nei luoghi di lavoro, nelle lunghe ed estenuanti vertenze, nei luoghi della vita sociale e associativa, nelle strade delle frazioni dei piccoli centri e nelle scuole, a diretto e stretto contatto con le persone da 0 a 100 anni. Non esistono proposte costruite a tavolino così come non esistono ricette precostituite: il futuro dobbiamo ricostruirlo dal basso, dai territori, con e per i cittadini con umiltà e passione, con una grande capacità di ascolto, non dal piedistallo ma con i piedi ben piantati per terra.

LA LETTERA DEL 104 E LA BATTAGLIA PER LE CANDIDATURE

Il ruolo dei sindaci Per riconquistare credibilità e fiducia occorrono anche e soprattutto figure radicate sul territorio e rappresentative, quindi: i sindaci. La campana è suonata, il momento è arrivato, se non ci sarà un gesto di generosità da parte di chi in questi anni ha avuto tanto, in certi casi anche troppo dalla politica, lo spazio dovremo conquistarcelo da soli perché sono i cittadini che ci hanno chiesto col loro voto, forse per l’ultima volta, di farci carico della responsabilità del cambiamento. Noi sappiamo come si fa, non siamo stati nominati da nessuno, siamo abituati a metterci la faccia e a chiedere il consenso in maniera diretta senza paracadute, a decidere sempre e comunque per il bene dei nostri concittadini senza mai nasconderci.

Noi ci siamo Per costruire il futuro anche in Umbria serve pane e fortuna, serve fede e coraggio, soprattutto ci vogliono buoni compagni di viaggio, che dobbiamo saper coinvolgere, appassionare, rendere protagonisti, solo così potremo costruire la nuova casa, non il centro-sinistra come lo abbiamo conosciuto fino a oggi, ma una proposta davvero alternativa, ambiziosa, inclusiva che sappia tenere insieme le persone su un’idea di futuro concreta e attuabile perché alle persone non dobbiamo chiedere da dove vengono ma dove vogliono andare, abbattendo le barriere, costruendo ponti, facendo prevalere la proposta sulla paura. Ai sindaci, agli amministratori locali e a nessun altro spetta questo gravoso ma affascinante e bellissimo compito: quello di portare l’Umbria e il nostro paese fuori da questa brutta tempesta. Io ci sono, credo di poter dire noi ci siamo insieme a tanti nostri concittadini pronti a essere protagonisti della rinascita, perché oggi più che mai o si cambia tutto o si muore.

*Sindaco di Gualdo Tadino

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