giovedì 27 febbraio - Aggiornato alle 21:37

Pd, Bettarelli: «Serve congresso a tesi. Verini decida se vuol essere parte della soluzione»

Il consigliere regionale dem: «Distinguere in maniera netta la discussione sul cosa fare da quella sui gruppi dirigenti»

Michele Bettarelli (©Fabrizio Troccoli)

di Michele Bettarelli*

Il risultato elettorale del 27 ottobre non è stato un caso ma la logica conseguenza di una serie di atti e di scelte compiute dal Pd umbro. Il nostro elettorato si è mostrato più illuminato del gruppo dirigente e di fronte a tentativi gattopardeschi ha scelto di dare un segnale di netta e decisa discontinuità. Ora è necessario ricostruire il rapporto tra il Partito democratico e la società umbra. Per fare ciò è fondamentale costruire un percorso congressuale che possa consentire un confronto vero sulle idee e sull’identità prima che sulle persone, superando quello che è il problema dei problemi: una visione del partito personalistica che vede nel consenso alla cordata di turno l’unico vero obiettivo strategico dell’azione politica. Così facendo negli anni si è persa di vista la funzione primaria del partito: una comunità valoriale capace di esprimere visioni prospettiche della società umbra. Dal 12 aprile il Pd non è riuscito a trovare il modo di discutere e ragionare su quanto accaduto. La gestione del commissario è stata solo la prosecuzione delle logiche che hanno caratterizzato il congresso del dicembre 2018, con il limite oggettivo che a guidare quelle logiche è stato l’espressione massima di chi quel congresso lo ha perso.

PD, IL PERCORSO VERSO IL CONGRESSO

Verini Il commissario deve decidere se vuol essere parte della soluzione o vuole continuare a essere parte del problema. Tentare di spiegare il risultato elettorale del 27 ottobre solo come logica conseguenza delle vicende giudiziarie può essere utile alle coscienze personali ma non aiuta a comprendere le ragioni profonde di un sconfitta epocale dalle cui responsabilità nessuno è immune. Spero che si metta una parola definitiva alla logica delle riunioni in cui “amici degli amici” decidono il futuro di una comunità di donne e di uomini che hanno determinato la storia di crescita civile e materiale della società umbra. C’è bisogno di lavorare per costruire un percorso congressuale che possa vedere al centro della discussione la proposta che il Pd vuole avanzare all’Umbria, magari in un congresso per tesi che possa distinguere in maniera netta la discussione sul cosa fare da quella sui gruppi dirigenti.

*Consigliere regionale Pd

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