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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 17:07

Pacifismo non a tutti i costi: arrivano i critici, poco prima della Marcia della pace

Tre posizioni: «Il movimento non è privo di ambiguità». «Non è equidistante». «Sempre prima la libertà»

Alla vigilia della marcia della pace del 24 aprile si è sviluppata una polemica sul manifesto che la convoca e, più in generale, un dibattito sulla natura del pacifismo. E’ un movimento storicamente ambiguo? E’ equidistante fra aggressori e aggrediti? Passaggi magazine apre un dibattito con tre primi articoli. Gabriella Mecucci, pur riconoscendo la necessità di mantenere aperta la via del dialogo, ricostruisce la storia, non priva di “ambiguità”, del movimento: nel 1981 aderì alla Marcia persino Breznev. Giampiero Rasimelli difende il pacifismo e nega che oggi sia equidistante: la condanna dell’invasione russa è inequivocabile e invita alla partecipazione. Nicola Fano chiede di schierarsi sempre e comunque in difesa della libertà. Il confronto si amplierà nei prossimi giorni: Passaggi Magazine pubblicherà altri interventi per dare una lettura il più possibile articolata delle diverse posizioni sul pacifismo. Continua a leggere

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