mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 03:11

La doccia fredda di Gubbio non congela un Grifo che gioca a memoria. Il Pagellone di Mariano

Mario Mariano

di Mario Mariano

Poteva essere la svolta ed invece la gioia si è strozzata in gola. Il tempo di lasciare lo stadio, arrivare al parcheggio e sintonizzare la radio sui risultati e arriva la grande sorpresa: il Frosinone era uscito indenne dal Barbetti. La curiosità di capire cosa mai poteva essere accaduto ed ecco in tempo reale, grazie alla tecnologia, trovate le immediate risposte. Due uomini in meno sono stati fatali al tandem Roselli-Roscini, il Gubbio è solo andato vicino all’impresa che non gli era riuscita qualche settimana fa contro il Lecce. «Tutto è cambiato in un attimo – ci racconta Luciano Mancini, con la consueta analisi pacata -, un gesto antisportivo del Frosinone che non ha restituito il pallone, ha provocato la bagarre delle due espulsioni e il goal all’ultimo assalto». Mancini aggiunge che ancora una volta la squadra di Stellone ha puntato a cercare con costanza asfissiante i due attaccanti Ciofani e Curiale con lunghi lanci e che la sua forza sta proprio nel non desistere da quello che è più di uno schema, «perché quei due sono di categoria superiore».

LA CRONACA

Frosinone spietato Un Frosinone spietato e magari antisportivo, che persegue l’obiettivo con un cinismo che può essere combattuto usando le stesse armi. Da qui la convinzione che i giochi molto probabilmente si decideranno all’ultima di campionato, ed in ogni caso il Grifo dovrà puntare esclusivamente sul proprio potenziale, provando a vincere prima di tutto la guerra di nervi in atto da tempo con il Frosinone. Il potenziale del Grifo contro la modesta ma volenterosa Paganese ha evidenziato tre uomini, uno per reparto, due conferme ed un «recuperato». Comotto ha messo la grinta di sempre, andando a chiudere sulle fasce, proponendosi addirittura per il tiro, solo limite riscontrabile, ma, avesse anche quello, giocherebbe ancora in serie A. Uno che però nell’area avversaria non si è mai distinto se non quella volta a Reggio Emilia, nello spareggio per la scalata alla serie A, quando siglò il goal del momentaneo pareggio.

LE INTERVISTE

Gioco a memoria Su Comotto goleador non ci scommette nessuno, ma questo non è un problema. Semmai il problema è che la squadra gioca sì a memoria, ma la manovra diventa insidiosa solo quando il pallone viaggia a velocità elevata; altrimenti tutto è prevedibile e perfino la difesa più battuta come quella della Paganese è in grado di chiudere gli spazi. E perfino Marruocco, antico bucaniere della Prima Divisione, un lontanissimo passato con la maglia del Grifo , quando la sua fama era strettamente collegata alla fidanzata famosa (una Miss Italia) riesce a limitare il passivo e ad assurgere a protagonista. Un Marruocco dai fianchi rotondi e dal rinvio sempre sballato, ha trovato il coraggio di uscire con uno stile tutto suo per stoppare i tiri di Fabinho ed Eusepi. E quando è stato ampiamente superato, ci hanno pensato i suoi compagni ad evitare che il bottino assumesse proporzioni importanti. Gli altri due che si sono stagliati sugli altri, sono stati Nicco e Mazzeo, che è andato vicinissimo al poker, ma può sentirsi gratificato dalla doppietta, peraltro decisiva.

LA FOTOGALLERY

Stillo: pomerigio di grande relax, assolutamente inoperoso e non colpevole in alcun modo sul goal di Palma. Tornerà in panchina, ma pronto ad ogni evenienza. Voto: 6

Comotto: cambia il modulo ma non il suo modo di aggredire il pallone, di essere da esempio ai compagni in fatto di determinazione e desiderio di vincere. Da sempre l’impressione di non accontentarsi di fare la propria parte, e questo lo fa apprezzare da tifosi e compagni. Voto: 7

Massoni: una leggerezza, che non è purtroppo la prima, costa il goal della Paganese e la sensazione netta e che quella macchia oltre a rovinargli il pomeriggio gli è da pregiudizio nelle altre iniziative sia in difesa che in attacco sui calci piazzati. Voto: 5

Sini: presidia la zona e quando vede il corridoio giusto sa usare precisione e rapidità per servire i compagni. Voto: 6

Conti: la crescita del ragazzo è lenta, ci si aspetta una qualche iniziativa che gli permetta di sfondare sulla fascia, ma la sensazione è che avverte troppo la responsabilità di una maglia da titolare. Voto: 5+ (dal 31’ st Vitofrancesco: poco più di un quarto d’ora per non abbassare mai la concentrazione. Voto: ng)

Sanseverino: dire che si sia inserito nei meccanismi è tesi difficile da sostenere; gioca in più zone, senza una precisa specializzazione, provando perfino ad arrivare al tiro. Generoso. Voto: 6 (dal 18’ st Moscati: La sensazione è che soffra la panchina, perché quando entra vorrebbe recuperare il tempo perduto e fatica ad assolvere i compiti che gli chiede Camplone. Forse deve convincersi di non essere in quarantena. Voto: 6

Filipe: la Paganese è allegra nelle marcature e lui gioca molti palloni, con maggiore precisione del passato, avvicinandosi alla porta avversaria e facendo le prove generali per il goal. Che verrà, perché il tiro è potente. Voto: 6+

Nicco: va bene, sbaglia qualche passaggio; va bene, commette qualche fallo di troppo. Ma sarebbe come voler sostenere che Dal Fiume non era il centrocampista che meritava di giocare a fianco di Vannini. Corre dall’inizio alla fine, recupera palloni e spinge la squadra, cosa chiedergli di più? Voto:7-

Fabinho: deve partire da lontano e sta alle disposizioni; non è continuo, ma forse è nelle sue corde brasiliane. Va vicino al goal, che avrebbe meritato per impegno. Voto: 6+

Eusepi: dovrebbe pensare meno a cosa deciderà l’arbitro quando sta per duellare con l’avversario di turno, perché la sensazione è che punti sempre a ricevere la punizione a favore. In ogni caso la sua fisicità è un punto di forza per la squadra. Voto: 6 (dal 43’ Sprocati: fa in tempo a divorare un goal. Voto:ng)

Mazzeo: eroe di giornata, va saputo aspettare. Le sue partenze non sono mai sprintate, l’importante è emergere al momento giusto. Doppia ciliegina con quel sinistro che punisce Marruocco e che sicuramente avrebbe punito anche portieri meno massicci di lui. Voto: 7.5

Camplone: accusato di non cambiare mai, propone la difesa a tre, ma l’esperimento alla lunga è più un fatto dovuto che una libera scelta e comunque non dà i risultati sperati. Sul piano della rabbia la squadra fa un passo indietro rispetto a L’Aquila. Voto: 6

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