martedì 22 ottobre - Aggiornato alle 21:59

«Io, musicista, vi spiego tutte le criticità macroscopiche di San Francesco al prato»

Luca Franceschelli ha suonato venerdì con Uri Caine: «Lascia a bocca aperta, ma senza adeguamenti sostanziali è inutilizzabile»

Il concerto a San Francesco (foto ©️Fabrizio Troccoli)

Pubblichiamo l’intervento di Luca Franceschelli, fagottista dell’Orchestra da camera di Perugia, relativo ai problemi di San Francesco al prato. L’auditorium nell’ambito del programma di Umbria jazz è stato aperto occasionalmente venerdì scorso per il concerto di Uri Caine; sul palco, oltre al pianista e compositore americano, anche alcuni membri dell’Orchestra da camera (tra i quali lo stesso Franceschelli) e i fiati dell’Umbria jazz Orchestra. Ancora molti i lavori da fare all’auditorium in vista della vera e propria apertura che dovrebbe arrivare fra pochi mesi. L’intervento di Franceschelli è stato pubblicato mercoledì su Facebook.

di Luca Franceschelli

Scusate il post molto lungo ma se avete due minuti leggetelo. Essendo io musicista mi piacerebbe parlare di un argomento che mi sta particolarmente a cuore, il nuovo Auditorium di San Francesco al Prato. Quando a maggio ci fu l’apertura per presentarlo alla città notai subito delle criticità macroscopiche che avrei voluto condividere ma essendo alla vigilia delle elezioni e il conseguente clima “caldo” che si respirava, ho voluto evitare polemiche politiche. Oggi invece, dopo aver avuto anche l’onore di suonarci il 19 luglio scorso nel concerto inaugurale e quindi avere una cognizione ancora più precisa voglio raccontarvi com’è davvero questo nuovo monumento cittadino. L’Auditorium si mostra a un primo impatto davvero bello, la scelta dei colori del legno, le luci, le travi del tetto… esteticamente è un’opera sicuramente fantastica che lascia a bocca aperta. Il problema è che senza degli adeguamenti sostanziali è di fatto inutilizzabile. A oggi, mancando le poltrone e i pannelli acustici sul palco, non conosciamo quale sarà la reale acustica.

Detto questo, nel progetto, evidentemente fatto di chi in una sala da concerto non è mai entrato, ci sono degli errori abbastanza ridicoli ma sostanziali. Cominciamo dal palco: è un cubo di cemento rivestito di legno invece di essere una struttura di legno e vuoto sotto così da fare da cassa di risonanza; inoltre è stretto e profondo quando un palco dovrebbe essere invece largo e corto. Un’orchestra disposta in profondità non può suonare (era già estremo suonare al Morlacchi avendo un boccascena molto stretto). Inoltre, a differenza di ciò che accade in qualunque auditorium moderno non sono state previste nessun tipo di pedana (mobile o fissa) rendendo di fatto qualunque organizzatore di eventi “schiavo” degli allestitori che dovranno adeguare il palco. Da ultimo il fatto che non ci sia nessun tipo di balaustra rendendo il palco pericolosissimo (vorrei conoscere chi ha dato i permessi sulla sicurezza) e l’accesso al palco è solo da un lato rendendo lento e scomodo l’ingresso degli artisti. Come dicevo, mancano i pannelli acustici sopra al palco che rifletteranno il suono. Avendo però già montato le americane per le luci i suddetti pannelli andranno messi così in alto da renderli totalmente inutili.

La parete dietro al palco è una bellissima vetrata dove però dalle 17 alle 20 circa entra il sole che si muove dal palco alla platea: il risultato è che prima su chi suona e poi sul pubblico c’è sole a picco quindi va necessariamente predisposto una sistema di tendaggi che permettano l’utilizzo della sala anche di pomeriggio. Quando arriveranno le poltrone sono previsti un cospicuo numero di posti anche a lato palco: senza una gradinata chi acquisterà quei posti godrà della vista delle schiene dei musicisti. Lo comprereste voi un biglietto senza visuale? Il foyer (o biglietteria), che al momento non è allestito, è diviso solo con dei tendaggi dalla sala quando, sia per aspetti climatici e sia per aspetti acustici deve necessariamente essere separato. Pensate in pieno inverno un ritardatario che arriva a un concerto: apre la porta portando con sé il freddo che raggiunge la sala e poi dovrà parlare con il botteghino, pagare e così via; il tutto disturbando il pubblico e i musicisti del concerto. Inoltre non è stato previsto un guardaroba.

Concludo con i camerini: la porta che dalla sala va ai camerini (al momento completamente vuoti) è così stretta da non passarci strumenti ingombranti come contrabbasso o bassotuba se non con manovre assurde. Dopodiché c’è una lunga e scomoda scala così che gli strumentisti (pensate le donne con tacchi alti o chi ha strumenti pesanti) arrivano sul palco con enormi difficoltà e fatica. Capisco che per molti questi aspetti parranno marginali e mi considereranno il solito criticone quindi vi faccio un paragone: immaginate che domani si inauguri un campo di calcio con le porte nei lati lunghi e al posto del prato una bella distesa di catrame, al posto delle gradinate una distesa di seggiole tutte in piano alcune coperte con dei cartelloni e gli spogliatoi senza bagni e docce. Cosa pensereste?

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