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mercoledì 14 aprile - Aggiornato alle 22:51

Industria chimica dell’Umbria sud, Sangraf scommessa vinta ora speranze per Treofan

L’ottimismo del segretario Femca Cisl Framarini in vista del tavolo al ministero del Lavoro per la fabbrica ternana di proprietà Jindal

di Frabrizio Framarini* 

In attesa dell’odierno incontro presso il ministero del Lavoro, dove non si discuterà il se ma il quando sarà dato il via libera alla cassa integrazione per i lavoratori Treofan, che da febbraio non percepiscono ne quest’ultima né tantomeno lo stipendio, cogliamo con interesse il fatto che le istituzioni umbre abbiano incontrato il ministro dello Sviluppo economico mettendo al centro del confronto il rilancio del polo chimico di Terni. È bene ricordare infatti che una parte importante della soluzione della vertenza Treofan, oltre che dal ministero del Lavoro, passa proprio da questo dicastero.

L’esempio narnese Nella sede ministeriale di via Molise trovammo infatti una soluzione qualche anno fa per un’ altra importante vertenza, quella della Sgl Carbon di Narni. Oggi la Sangraf (questo è il nuovo nome della fabbrica narnese dopo l’acquisizione da parte di un importante gruppo cinese) è diventata una bella realtà industriale per l’Umbria. Con i suoi 83 dipendenti la Sangraf di Narni è l’unico stabilimento europeo del gruppo asiatico e produce i suoi elettrodi interamente in Italia. Da start up ha dovuto affrontare numerose difficoltà: Prima la crisi del mercato dell acciaio a cui si è poi sommata la problematica legata alla pandemia. Nonostante ciò l’azienda ha acquisito buone fette del difficile mercato degli elettrodi e grazie agli investimenti effettuati e altri che sono a budget per diversi milioni di euro, punta ad incrementare le sue quote. A testimonianza del fatto che, nelle difficoltà, le cose si stanno indirizzando nella giusta direzione, qualche giorno fa è stato consuntivato il primo premio di partecipazione che ha registrato buoni risultati grazie al determinante apporto di tutti i lavoratori. L’esperienza Sangraf dimostra quindi che il territorio dell’Umbria del sud ha dato conferma della sua vocazione a carattere industriale e può contare su ottime competenze tecniche. Speriamo allora, partendo da questa positiva esperienza, che anche per la Treofan si possa – con l’impegno di tutti – trovare velocemente una soluzione che possa rilanciare il troppo bistrattato ma ancora ostinatamente vivo polo chimico ternano.

*Segretario generale Femca Cisl Umbria

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