mercoledì 26 giugno - Aggiornato alle 04:53

Il Grifo allunga grazie a Taddei e a Camplone. Quante analogie con la stagione di Castagner

Mario Mariano

di Mario Mariano

L’allungo del Perugia è ben fotografato nello scatto di Taddei che ha regalato i tre punti e incrementato il distacco dalle seconde da parte della capolista. Il Brescia pensava di averla fatta franca ma ha commesso un errore gigantesco, sottovalutando le qualità di Rodrigo Taddei. Il brasiliano non è che prima di essersi andato a guadagnare il rigore avesse giocato una partita esemplare, tutt’altro, ma da ‘anziano’ che conosce tutti i trucchi del mestiere ha colto l’attimo giusto per un guizzo, uno scatto, un allungo che ha steso le rondinelle. Pairetto non ha potuto esimersi dall’assegnare il rigore per l’uscita temeraria di Arcari che pure fino ad allora era stato il migliore in campo. Ecco, il Perugia capolista non ha segreti da tenere nascosti: anzi, gli piace mostrare i suoi gioielli, che sono rappresentati dai giovani sorprendenti per continuità rendimento (un esempio per tutti Goldaniga) e dagli ‘anziani’ (un esempio per tutti Comotto).

LA CRONACA

La firma di Camplone Se poi anche Taddei, che molto aveva sbagliato, specie nel primo tempo in fase di costruzione del gioco riesce a capitalizzare in una sola azione tutto il lavoro di una squadra, specie nel secondo tempo, ecco che i giochi sono fatti e, al di là delle somme, il Brescia poco o nulla ha da recriminare, se non quel gol al decimo della ripresa con Velotti sbucato sorprendentemente da dietro, ma sicuramente quantomeno appaiato all’ultimo difensore di casa. Ma nella giornata dell’allungo, è doveroso sottolineare che i tre punti, oltre che la firma di Taddei, portano anche quella di Andrea Camplone. Lui che alla vigilia aveva detto di essere in emergenza, ma che aveva chiesto ai suoi di stringere i denti, specie a Taddei, il più anziano della comitiva. Camplone ha ancora una volta azzeccato i cambi, dando un segnale preciso sia alla squadra che ai tifosi, togliendo Fazi ed inserendo Parigini, il calciatore forse più veloce di tutto il calcio professionistico italiano, capace di mandare il Grifo in superiorità numerica proprio grazie alle sue accelerazioni.

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Nessuna magia Dunque nessun miracolo e nessuna magia: il Perugia riesce a confermarsi leader del campionato cadetto e pazienza se le punte, preposte essenzialmente a segnare, restano al palo. Nel gioco di Camplone, viene voglia di dire, c’è la conferma che le squadre che hanno un’identità precisa, devono portare al gol il maggior numero di giocatori possibili. Era così anche quaranta anni fa, nel Perugia di Ilario Castagner, e tante troppe analogie si registrano rispetto a quella magica stagione. Non ultimo il fatto che il numero degli abbonati dell’era moderna, è superiore a quella di tanti anni fa. Alla faccia della televisione, e del tempo corso che non ha diminuito l’entusiasmo del popolo biancorosso.

Provedel Decisivo nei minuti iniziali, quando vola per opporsi ad una conclusione maliziosa di Bentivoglio. Sempre sicuro nell’ordinaria amministrazione, si conferma guardiano di personalità. Voto 6,5

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Goldaniga Ha acquisito, grazie alla fiducia accordatagli da Camplone, quella spavalderia che solo i giovani sanno sfruttare se sufficientemente disciplinata. La sua forza fisica è al servizio della squadra sia in difesa che nell’area avversaria, quando prova la conclusione aerea. È un punto di forza della formazione biancorossa. Voto 7

Comotto Forse è quello che gioca più palloni di tutti, ed è naturale che talvolta i suoi tackle siano portati con troppa rudezza. Ma il temperamento e la concentrazione sono le sue caratteristiche principali. Di testa e di piede, c’è sempre, e chi si avventura dalle sue parti ne esce scornato. Voto 7

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Rossi L’esame Curi è superato, dopo la prestazione incerta con il Vicenza e iustamente preferisce non strafare dopo quella eccellente contro il Modena. Qualche errore nei passaggi, ma a lui si chiede essenzialmente di non commettere errori nella zona calda del campo. Voto 6,5

Del Prete Gioventù e tecnica: uno spettacolo vederlo fare 40 metri di campo e andare a concludere centrando la traversa. I compagni giocano molto su di lui perché sanno che difficilmente spreca un pallone che è uno. La sua spinta nella ripresa è decisiva. Voto 7

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Fazi Quando un centrocampista si vede poco si usa dire che fa un lavoro oscuro. Ed è proprio così. Di fatti quando scambia in velocità con Del Prete in maniera pregevole, si capisce che è in campo. Voto 6 (dal 15’ st Parigini Fa incrociare subito le gambe a quelli del Brescia, retrocede per stanare l’avversario e scambia in profondità con Falcinelli. Il suo ingresso dà la scossa alla squadra e ne aumenta il potenziale offensivo. Voto 6,5)

Taddei Dall’inizio della stagione si discute se sia più utile davanti alla difesa o a sostegno delle punte. Lui prova ad emergere in entrambe le fasi ma è chiaro che avendo tecnica ed esperienza, è capace di accelerazioni improvvise, che lo premiano anche questa volta. Voto 6,5

Verre Partita di contenimento, di contrasti a tutto campo, di minori accelerazioni. Naturale, di conseguenza, che si presenti poco alla conclusione. Ma quanto a utilità in mezzo al campo nulla da eccepire. Voto 6+

Crescenzi Più difensore che attaccante, perché Sestu lo costringe a non prendersi le libertà di sempre. Alla lunga riduce ai minimi termini l’avversario, e sprigiona energia lungo la fascia sinistra. Voto 7

Rabusic Oramai è stato inquadrato: gli piace fare la sponda, muoversi per aprire varchi, magari fare qualche figura non proprio edificante, magari rischia di essere sostituito ma alla fine al suo attivo ci sono più di una palla gol. Voto 6 (dal 31’ st Perea Entra nel momento topico della partita, e anche qui Camplone dimostra coraggio perché l’ex laziale è al debutto. Entra nel vivo del gioco e si rende utile. Voto 6)

Falcinelli Lottatore, altruista, ma anche fromboliere che trova sulla sua strada un Arcari in vena di miracoli. È a secco da tre turni ma il lavoro a favore del collettivo lo assolve ampiamente. Voto 6,5 (dal 41’ st Vinicius Conferma di avere qualità tecniche e fisiche, tra le quali una velocità niente male. Non è un caso che il ritmo si alza grazie all’apporto suo e a quello di Parigini. Voto 6+)

Camplone Gli elogi non lo hanno cambiato d’una virgola, e questo è un segnale positivo. Gli elogi se li merita tutti perché è coerente tra le dichiarazioni della vigilia e gli intenti che trasmette alla squadra durante la partita. Sa cambiare in corsa, sempre puntando al massimo risultato, il pareggio non rientra nelle sue corde. Voto 7+

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