venerdì 18 gennaio - Aggiornato alle 19:41

«Idee, competenze e capacità di unire sogno e concretezza: ecco perché voterò Gianpiero Bocci»

Domenica le primarie per scegliere il nuovo segretario regionale, l’appello di Betti a favore dell’ex sottosegretario

Un seggio allestito per le primarie (foto F.Troccoli)

Domenica 16 in Umbria si terranno le primarie per la scelta del nuovo segretario regionale del Pd. A sfidarsi saranno Gianpiero Bocci e Walter Verini. Nei giorni scorsi Umbria24 ha pubblicato l’appello a favore del deputato firmato da Carlo Rossini, mentre oggi è la volta del sindaco di Corciano Cristian Betti che ha deciso di appoggiare l’ex sottosegretario all’Interno.

di Cristian Betti

«Solo coloro che hanno il coraggio di affrontare i grandi insuccessi possono ottenere grandi successi». Devo dire che queste parole di Bob Kennedy mi hanno aiutato molto nel gestire le fasi immediatamente successive alla batosta del 4 marzo, giorno nel quale il Partito democratico è stato sonoramente strapazzato dagli elettori. Queste, ma anche le telefonate di molte persone che mi hanno chiamato e mi hanno chiesto di poter dare una mano, partecipare alle riunioni, addirittura fare la tessera quando mai ne hanno avuta una. Sì, proprio così, nel momento più basso per il nostro partito molti hanno deciso di metterci la faccia, dimostrando che il rassegnarsi a una più o meno lunga fase di dissoluzione, di accuse reciproche fra leader, di cassandre e prefiche, non è proprio nell’animo e nel cuore di quella parte di Italia che non si riconosce nell’attuale Governo. Intendiamoci, i due partiti che attualmente rappresentano la maggioranza in Parlamento hanno vinto le elezioni e dunque legittimamente hanno l’onore e l’onere di governare; però c’è un’Italia che anela un’alternativa, che si riunisce nelle piazze in maniera spontanea, che discute e si interroga circa un’altra visione del paese.

«ECCO PERCHÉ VOTERÒ WALTER VERINI»

Ridare un’alternativa Noi non possiamo essere così egoisti da pensare di chiuderci al nostro interno, rimirandoci l’ombelico come abbiamo fatto per troppo tempo, e non uscire, dialogare, discutere, condividere con tutti coloro che hanno la volontà di costruirla, questa alternativa. E questo potremo farlo solo nel momento in cui avremo ricostruito dalle fondamenta il senso più profondo della nostra appartenenza a questa nostra comunità politica, la sua visione del mondo, la sua lettura dei fenomeni globali e locali, il rapporto con l’Europa e con le nazioni più povere della Terra così come con quelle più potenti e/o rampanti. Dovremo interrogarci sul rapporto pubblico/privato, sul rapporto fra generazioni, sul rapporto fra Stato ed Enti locali, sulle sempre maggiori diseguaglianze. E dopo che ci siamo interrogati, che abbiamo discusso, analizzato, valutato, andremo ovunque a proporre le nostre soluzioni. Dovremo quindi, continuando a parafrasare Bob Kennedy, essere visionari pragmatici. Unire concretezza e sogno. Intrecciarli indissolubilmente. Questa è Politica, che significa un’altra cosa rispetto a cavalcare le legittime paure e preoccupazioni della gente per un immediato quanto effimero successo elettorale. Questo significa davvero ridare un’alternativa.

LA BATTAGLIA DEI SEGGI: C’È UN RICORSO 

Alzare il tiro Credo che non facciamo un grande servizio al paese se continuiamo a sbeffeggiare le gaffe dei ministri e sottosegretari, se attendiamo che si compia qualche sciocchezza per poi portarla a pubblico ludibrio. Così non riconquisteremo nessuno. Così come non possiamo continuare con il continuo piagnisteo di chi si sente incompreso ingiustamente dai cittadini, ma fare quello che gli italiani sanno fare meglio, ovvero rimboccarsi le maniche e cambiare il mondo. Quindi, così come non mi ha mai appassionato in passato, mi appassiona ancora meno oggi interrogarmi su cosa farà questo o quel leader del Partito democratico. Credo che tutti noi, a partire dai territori, dovremo essere impegnati in un altro esercizio, ben più lungimirante e avido di futuro, che è quello di dare priorità ai diritti collettivi, senza aver paura di rompere schemi vetusti e preconcetti. Questo tipo di percorso quindi coinvolge necessariamente sia la dimensione interna alla collettività-partito, che va rianimata e ricostruita, sia all’esterno mettendo a disposizione di tutti la nostra visione del paese e del mondo. Anche noi, nella nostra Umbria, dovremo percorrere questo sentiero. Alzare il tiro ma al tempo stesso affrontare le problematiche che ci si pongono innanzi.

L’Umbria Disegnare il futuro della nostra regione coinvolgendo in maniera più incisiva tutti coloro che quotidianamente si battono nei territori per migliorare la vivibilità dei nostri centri urbani, per aumentare il numero dei bambini che possiamo ospitare nei nostri asili nido, per poter tendere una mano agli svantaggiati, per migliorare gli edifici scolastici, per mantenere e aumentare i servizi agli anziani, per creare occasioni di lavoro, per migliorare l’efficienza del ciclo dei rifiuti. Mi riferisco a tutti i sindaci, gli assessori, i consiglieri comunali, gli iscritti al partito, che in questi anni hanno compiuto miracoli per continuare a migliorare la qualità della vita delle proprie comunità nonostante i tagli disarmanti ai bilanci ed i vincoli imposti dai livelli centrali di governo, attuati spesso da chi non aveva la minima idea di come certe decisioni potessero poi incidere negativamente nella possibilità di dare risposte da parte di chi ha nel rapporto quotidiano con le persone la propria regione d’essere.

Perché Bocci Ho messo a disposizione del candidato alla segreteria regionale che sostengo, ovvero Gianpiero Bocci, queste mie riflessioni, che non vogliono essere la verità indiscutibile ma un mio modesto contributo che viene da un dialogo costante e appassionato con le persone. Ritengo infatti che Gianpiero, che conosce alla perfezione le problematiche e le potenzialità dei nostri territori, possa essere capace di mettere insieme quelle idee e quelle competenze di cui ha bisogno il nostro partito regionale, partendo proprio da chi in questo momento ha scelto legittimamente un altro percorso. E sono convinto che saprà essere un grande valore aggiunto sia per quelli che nel partito ci sono da anni e hanno contribuito a fondarlo, questo Pd, sia per coloro che si avvicineranno da ora in avanti e che daranno nuova linfa a tutti noi, se sapremo accoglierli con generosità. Chiudo citando sempre Bob Kennedy: «C’è chi guarda alle cose come sono e si chiede: perché? Io penso a come potrebbero essere e mi chiedo: perché no?». Sogno e concretezza, anche nella nostra Umbria.

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