mercoledì 20 marzo - Aggiornato alle 08:21

‘Giornalisti schierati’, Conticelli: «Accuse generiche, pronto a confronto pubblico»

Il presidente dell’Ordine regionale replica alla consigliera regionale Carbonari: «Se ha prove le porti altrimenti insinuazioni immeritate»

Roberto Conticelli

di Roberto Conticelli

L’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria prende atto delle recenti dichiarazioni di un consigliere regionale, Maria Grazia Carbonari, la quale in un’intervista parla – testualmente – di «stampa sempre schierata», evidenziando come, a suo giudizio, la «stampa in Umbria non è stata mai libera».

I giornalisti umbri non solo non si sottraggono al confronto con la società civile e con le forze politiche, ma addirittura vanno organizzando in questi mesi incontri pubblici su argomenti come fake news, diritto alla rettifica e diritto all’oblio. Riteniamo dunque che delle distorsioni del giornalismo si debba parlare, ma nell’ambito di un dialogo improntato alla civiltà e alla correttezza delle opinioni. Accettiamo accuse dettagliate e comprovate, magari da formulare in contesti preposti e non di fronte a un microfono, respingendo però affermazioni generiche che non appartengono a una categoria, la nostra, che crede per forza di cose nel valore della verità sostanziale dei fatti.

La signora Carbonari  fornisca quindi elementi di prova rispetto alla supposta mancanza di libertà della stampa umbra, mettendoci in condizione di intervenire con i controlli deontologici del caso: questo le compete in quanto rappresentante di una pubblica istituzione. In assenza di tali elementi, tuttavia, le parole del consigliere regionale si risolverebbero in un’accusa generica e insussistente, decisamente sconcertante e immeritata da professionisti che si dibattono in una crisi senza precedenti, che hanno in prevalenza stipendi da fame, nessun privilegio, e che nonostante ciò assicurano il flusso informativo quotidiano da ogni località dell’Umbria, venendo incontro all’esigenza del singolo cittadino di essere messo a conoscenza dei fatti.

Sono pronto, come presidente dell’Ordine o come cronista da oltre trent’anni in attività, a sostenere un confronto pubblico con la signora Carbonari e con quanti vorranno intervenire – ci si augura con argomenti più e meglio supportati rispetto a questi – sul ruolo della stampa in Umbria e sulle sue attuali condizioni operative.

*Presidente Ordine dei giornalisti dell’Umbria

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