martedì 25 giugno - Aggiornato alle 04:09

Ex lavoratori che rilevano e rilanciano l’impresa: in Umbria c’è chi ce la fa

Bernardoni (Legacoop) spiega la strada della cooperativa che salva l’azienda: «I casi di Stile, Fail e Wald, noi diamo un supporto»

Andrea Bernardoni tra Cajarelli della Cgil e Marcelli della Cisl

di Andrea Bernardoni*

La lunga crisi economica che ha interessato l’Italia e l’Umbria negli ultimi dieci anni ha prodotto profonde ferite nel tessuto produttivo nazionale e regionale. Importanti imprese sono andate in difficoltà, molte sono fallite con gravi conseguenze economiche e sociali per i lavoratori e per i territori in cui erano localizzate.

Una parte di queste imprese andate in crisi sono state salvate dai lavoratori, uniti in forma cooperativa, che da operai si sono trasformati in imprenditori.

Al 2014 quelle recuperate in Italia erano più di 250 di cui oltre 20 in Umbria.

Queste imprese sono denominate «worker’s buyout» espressione che identifica la situazione in cui un’impresa in difficoltà viene rilevata dai suoi ex dipendenti che si riuniscono in cooperativa e investono l’indennità di disoccupazione per rilanciarne la produzione. Una sfida difficile che però, nella grande maggioranza dei casi, ha successo come testimoniano i bassi tassi di default registrati a livello nazionale.

Come Legacoop accompagniamo i lavoratori che intendono costituire una cooperativa per salvare la propria impresa, mettiamo a disposizione dei lavoratori, a titolo gratuito, consulenze specialistiche e li supportiamo nel confronto con gli istituti di credito con i quali collaboriamo come Banca Etica e società finanziarie specializzate come Coopfond (il fondo di investimento che interviene nel capitale delle società cooperative e che ha una specifica di linea di intervento per supportare la nascita e lo sviluppo delle imprese recuperate). Recentemente importanti imprese manifatturiere della nostra regione come Stile, Fail e Wald ce l’hanno fatta riuscendo in questo modo a salvare un patrimonio di competenze e 100 posti di lavoro che altrimenti sarebbero andati dispersi.

Questo modello rappresenta un esempio di come sia possibile percorrere nuove strade per tornare a crescere. Dopo anni di crisi economica è sempre più forte l’esigenza di individuare nuove politiche industriali sia in Italia che in Umbria. Per diffondere la pratica delle imprese recuperate è necessario che i lavoratori, le organizzazioni sindacali, i professionisti e le istituzioni considerino la costituzione di una cooperativa formata dagli ex-lavoratori la prima opzione da mettere sul campo e non l’ultima strada da percorrere quando tutte le altre vie non possono più essere intraprese.

*Responsabile ufficio economico e finanziario Legacoop Umbria

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