giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 16:19

Contro il Gubbio il Perugia fa un passo indietro nel gioco ma vince usando più cinismo

Mario Mariano

di Mario Mariano

Di sicuro, c’è uno se non due passi indietro riguardo al gioco rispetto alla trasferta di Nocera Inferiore, magari contro un avversario di spessore tecnico inferiore, così come poche state le occasioni da rete create. Ma il calcio non è una scienza esatta, bensì un «gioco illogico» che permette di ottenere il massimo(cioè i tre punti) con meno della metà delle conclusioni in porta rispetto a domenica scorsa. Il calcio delle contraddizioni, delle smentite e delle profezie alla rinfusa fa dire che Umberto Eusepi, divoratore di goal in precampionato (ed i suoi errori sottorete hanno pesato nello esonero di Lucarelli) è assurto ancora una volta al ruolo di protagonista, realizzando il primo goal da centravanti classico: stop, girata e calcio a mirare l’angolo basso della porta. Diamo atto a Camplone di aver trovato la ricetta giusta, l’attaccante staziona molto di più in area avversaria invece di andare a recuperare pallonai a centrocampo, e questo il tecnico pescarese lo aveva capito da subito. Camplone che ama riconoscere fortunatamente gli errori, non ha più insistito sulla preparazione atletica firmata da Lucarelli perché ha capito che quella funziona, tanto è vero che anche contro il Gubbio la squadra ha finito in crescendo, addirittura in attacco.

Gubbio in partita Assegnati i meriti, diciamo anche che il Gubbio è rimasto in partita per tanto tempo, forse troppo, visti gli obbiettivi diversi delle due squadre. Restando al Perugia i problemi maggiori, addirittura stridenti con le altre zone del campo, sono venuti dalla pessima forma di Sini e dalla impossibilita di trovare una soluzione alle praterie che si aprivano sulla sua fascia dove a turno si infilavano Malaccari e Caccavallo. Un allenatore cinico avrebbe mandato Sini sotto la doccia dopo venti minuti di gioco, mentre Camplone ha provato a richiamare Nicco a dare una mano al compagno in netta difficoltà, ma il piemontese ha proseguito a pensare alla fase offensiva. Forse un centrale avrebbe dovuto supportare la fase di mutua assistenza a Sini, ma i sincronismi da quella parte non hanno funzionato. Lo spettacolo è stato inferiore alla partita d’andata dello scorso campionato, ma l’impatto con un Curi con più di diecimila presenze, con la curva Nord al completo e la gradinata almeno per metà ha evocato tempi più lieti per il calcio cittadino. Essersi ripetuti è impresa di non poco conto e di questo va dato atto alla società e ovviamente alla gente che ha riposto.

Koprivec: Stava per riproporsi la stessa situazione di domenica a Nocera, ma ha saputo aspettare e costringere Baccolo a girare al largo, cioè ad allargarsi e dunque a sbagliare una occasione ghiotta per un Gubbio determinatissimo nel primo tempo. Incolpevole sul goal dell’1-1, trascorre una serata si relativa tranquillità. Voto: 6

Daffara: Preso ed utilizzato,con tutte le relative difficoltà del debuttante. Anche lui in affanno nella ripresa quando viene spostato sulla fascia sinistra. Da rivedere, ma è chiaro che ha più mestiere di Sini e Conti messi insieme. Voto: 6

Massoni: Il Gubbio in attacco non fa sfraceli, gioca a folate, non ha attaccanti da area di rigore (Marotta serviva, eccome), ma ugualmente perviene al pareggio, perché Caccavallo sceglie il tempo della battuta. Un sostegno a Sini avrebbe dovuto darlo,ma ha evidente temuto di aprire varchi al centro. Voto: 6

Scognamiglio: Stesso discorso fatto per Massoni. Non ha la possibilità di spingersi in avanti a tentare le conclusioni sui calci piazzati. Voto: 6

Sini: Mai sparare sulla croce rossa! Il giovanotto non aveva demeritato a Nocera, c’è da tenere conto anche della bravura dell’avversario e del fatto che nessuno gli viene in aiuto. Una serataccia da dimenticare possibilmente alla svelta, confidando negli astri per evitare una rescissione, visto anche che appartiene alla precedente gestione. Voto: 5 (dal 19′ st Vitofrancesco: Rallenta i ritmi per far girare a vuoto i centrocampisti che provavano ad infilarsi nella zona che gli assegna Camplone. Non è un fulmine, ma giusto in chiusura si produce in una accelerazione che lo porta a sfiorare il goal con un grande botta dalla distanza che centra il palo. Voto: 6+)

Sprocati: Non chiedetegli la continuità, non rientra nelle sue corde. Gioca ad intermittenza (guitto un paio di cross), ma ha il grande merito di essersi fatto trovare al posto giusto nel momento giusto per mettere il pallone in rete per i primi tre punti. Voto: 6 (dal 21′ st Mazzeo:  è dura entrare ad una manciata si minuti dalla fine e rendersi protagonisti. La sensazione è che presto vedremo una staffetta al contrario, prima dentro lui e poi Sprocati. Voto: 6-)

Nicco: Tante fascine e tanta legna. Traducendo, palloni recuperati e poi rilanciati, o portati fino all’area avversaria. Tenta anche il tiro dalla distanza, stavolta senza fortuna. Voto: 6.5

Filipe: Meno in vista rispetto a domenica, fatica a trovare posizione e ritmo nel primo tempo ma riemerge nella ripresa. Cuce il gioco, con il fraseggio condito anche da qualche acelerazione. Voto: 6

Moscati: Averlo ripreso è stata una operazione utile e necessaria alla causa. Il livornese è generoso, aiuta tutti. Gli si può concedere di sbagliare qualche cross. Voto: 6.5

Eusepi: Macchinoso all’inizio, ma staziona di più in area e viene premiato trovando lucidità e coordinazione per il goal che fa saltare l’impianto difensivo del Gubbio, reparto nettamente più forte. Voto: 6.5

Fabinho: Per noi ancora una volta il migliore in campo, perché è devastante sulle fasce, crea sempre la superiorità numerica, praticamente i suoi cross sono inviti a nozze per chi si fa trovare pronto alla battuta. Valeva la pena aspettare che se la  prendesse comoda prima di rientrare dal Brasile. Voto: 7.5

Camplone: Un passo indietro nel gioco, ma maggior cinismo come aveva sollecitato alla vigilia. Cambi necessari e non solo per accontentare il aggiro numero di giocatori. Voto: 6.5

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