mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 10:54

«Con il contributo dell’Umbria possiamo cambiare l’Europa per renderla più forte»

L’intervento di Camilla Laureti: «Da questo viaggio esco convinta della forza del territorio umbro e della sua importanza per il Continente»

Camilla Laureti

di Camilla Laureti*

Eccoci qui, siamo alla fine di questa bellissima corsa, tra poche ore si vota per le elezioni europee. In queste settimane ho attraversato la nostra regione in lungo e in largo. Un viaggio intenso, fatto di realtà molto diverse: imprese e associazioni, scuole e centri anziani, esempi di accoglienza e situazioni difficili. Ma è stato, soprattutto, un viaggio di volti, di idee, di luoghi. Penso a Carla, che vive a Montone, uno dei nostri piccoli comuni, ma sa bene cosa è l’Europa e che mi ha riportato l’importanza di connettere i nostri borghi con il mondo, tra globale e locale. Penso ai lavoratori delle Acciaierie di Terni, preoccupati per il futuro dell’AST, che chiedono all’Europa di proteggere e rilanciare la nostra industria nell’economia globale. Penso ai ragazzi incontrati a Magione e Corciano e all’entusiasmo con cui mi hanno raccontato i loro Erasmus e che ci indicano la strada da seguire se vogliamo sentirci veramente cittadini europei. Penso ai volti dei lavoratori della ex-Merloni, che da anni chiedono certezze e futuro e che solo con l’Europa potranno ripartire grazie a fondi e progetti europei di riqualificazione. E, ancora, al senso di comunità che ho respirato a Gubbio nel giorno dei Ceri, una tradizione da difendere e valorizzare anche grazie all’Europa.

L’Umbria in Europa Un viaggio in cui ho incontrato energia e sorrisi e, magari solo pochi metri più in là, lacrime e rabbia. Ovunque, però, ho trovato la voglia di esserci, di partecipare, di guardare avanti. Un’Italia europea, generosa e pronta a battersi, lontanissima dall’immagine di chiusura e sconforto che troppo spesso abbiamo. Proprio per questo esco convinta della forza di questo territorio e della sua importanza per l’Europa. Sì, perché l’Umbria – e con lei tutta l’Italia centrale, le Marche, il Lazio e la Toscana – è quella in cui si è costruita tanta parte della nostra identità di cittadini europei. Basta pensarci. È qui, in questo pezzo d’Italia, l’Europa dei santi e dei cammini, da San Benedetto a San Francesco. È qui l’Europa della cultura, da Giacomo Leopardi a Leonardo Da Vinci. È qui l’Europa della politica, da Machiavelli ad Altiero Spinelli, sino al filo che, dal confino di Ventotene, si dipana sino alla Roma del Trattato della Comunità. Sono qui città d’arte e borghi, imprese innovative e tradizionali, Università e centri di ricerca, una rete forte e sorprendente dell’associazionismo insieme a manifestazioni culturali e festival che parlano al mondo.

Un passaggio stretto Ed è con l’Europa che questa terra può ricominciare a crescere, cogliendo tutte le opportunità che si aprono per imprese, cittadini, associazioni: dai Fondi europei all’Erasmus, sino alle nuove misure che metteremo in piedi come l’indennità europea di disoccupazione. Non c’è solo questo, però. Perché il patrimonio storico, economico e spirituale che abbiamo è quello che serve a ridare slancio ad una storia europea che vive oggi uno dei suoi passaggi più stretti. Siamo, insomma, un’Italia che può aiutare l’Europa a cambiare: a renderla più vicina ai territori, più semplice nel rapporto con i cittadini, più solidale nella difesa dei diritti. E più forte: in politica ed economia. Un’Europa che protegga i nostri interessi sul grande scacchiere internazionale e si contrapponga alle aggressioni politiche dei Trump e dei Putin. Un’Europa che si batta per un commercio internazionale senza dazi e che aiuti le nostre imprese a competere ad armi pari con le forze economiche di questo tempo. Perché una cosa è chiara: gli Stati europei da soli non ce la faranno e chi, come Salvini, vuole un’Europa debole, vuole alla fine un’Italia debole. La sfida davanti a noi è un’altra. Cambiare l’Europa e farla più vicina e più forte. Perché un’Europa più forte vuole dire un’Italia più forte.

*Candidata Pd alle europee nella circoscrizione del Centro Italia 

I commenti sono chiusi.