mercoledì 21 novembre - Aggiornato alle 19:08

«Ho comprato pensando di aiutare Norcia invece sono stato ingannato»

Lettera di un lettore ravennate che denuncia un episodio di pubblicità ingannevole a un mercatino: «Ho scoperto dopo che era una mia concittadina»

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di un nostro lettore di Ravenna a proposito della vendita di prodotti norcini che lasciano intendere la provenienza da Norcia

Alla fiera “sapori d’autunno” a Mesola (FE) in data 03/11/18 ho acquistato presso una bancarella alimentare ad insegna “Da xxxx – Norcia – Umbria”: confesso di averlo fatto anche col nobile intento di aiutare un commerciante probabilmente vittima degli esiti del terremoto.

Una vera sorpresa la successiva lettura dello scontrino fiscale: io ravennate in gita a Mesola ho acquistato da una mia concittadina, tale xxxx iscritta alla CCIAA di Ravenna al numero xxxx. Davvero una sorpresa! Ho realizzato di essere il classico pollo caduto nelle maglie di una pubblicità ingannevole: quella esposta allo stand e quella riportata sui sacchetti di carta con cui mi è stata confezionata la merce, riportanti in calce il nome di Norcia, come se fosse la reale sede dell’azienda.

In realtà l’azienda è di Alfonsine, in provincia di RA, poi navigando in rete risulta la stessa xxxx avesse nel 2010 un banco al mercato storico di Modena con insegna “Il Cinghiale di xxxx – Specialità di Norcia”. Si tratta quindi – legittimamente – di una commerciante di prodotti norcini, che è cosa differente dall’essere (e dal pubblicizzarsi come) una commerciante norcina.
Allego alcune immagini che non lasciano dubbi, a mio parere.

La pubblicità ingannevole è fastidiosa: scopro grazie alle utilissime pagine web della CCIAA di Prato, che è anche normata legalmente nel D.Lgs. 74/1992 e successivi.

Saluti,
Enrico Bonfatti (Ravenna)

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