mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 22:18

Chiuse Comunità Montane, trasferite tutte le funzioni e bloccato turnover. «Ora investire o si muore»

La nota dei sindacati che denunciano il rischio di molti uffici e servizi per assenza di professionisti non sostituibili con amministrativi

Si è svolto martedì 17 settembre un incontro tra l’amministrazione dell’Afor (Agenzia forestale Rrgionale), le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl regionali e la Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria). Un primo passaggio dopo l’ufficializzazione del trasferimento, dal 1° luglio, di tutte le funzioni e del personale delle ex Comunità montane, che ha visto coinvolti circa 170 dipendenti.

La nota sindacale «Fino ad ora – riporta una nota dei sindacati – Afor e Comunità Montane hanno garantito insieme importanti servizi a tutela della collettività. Ora il processo di razionalizzazione, iniziato nel 2011, si è concluso. In questi anni la Regione ha posto in atto interventi che avevano l’obiettivo di generare economie di scala ed un efficientamento delle strutture. La legge regionale n. 18 del 2011 d’istituzione dell’Agenzia forestale ha previsto il blocco totale del turnover in attesa della conclusione del processo di riordino delle ex Comunità montane. Si è quindi avuta una drastica riduzione degli organici, tra l’altro già iniziata negli anni precedenti per le limitazioni al turnover nella pubblica amministrazione ed aggravata in quest’ultimo anno per i pensionamenti derivanti da ‘quota 100’. Con i pensionamenti dell’ultimo decennio, per i quali non è stata prevista alcuna sostituzione, sono però venute a mancare professionalità essenziali (agronomi, geologi, ingegneri, ecc.): figure infungibili, dovendo essere iscritte ad albi o ordini professionali e, quindi, non sostituibili con personale amministrativo. Oggi, il blocco assunzionale totale non solo non ha più una logica, ma può condurre a disfunzioni se non addirittura ad una paralisi di alcuni uffici: se si vuole continuare ad erogare i servizi, garantendone anche la qualità, è il momento di tornare ad investire, sbloccando selettivamente le assunzioni, quantomeno per i profili infungibili, ed aprendo un confronto sul piano del fabbisogno per il prossimo triennio. Su questo tema, nonché sull’organizzazione dell’Agenzia e sulle materie oggetto di contrattazione, faremo ulteriori approfondimenti a partire dal prossimo incontro programmato per il 1° ottobre».

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