martedì 21 novembre - Aggiornato alle 14:57

Il cardinale ordina 6 diaconi a Perugia, agli studenti: «Scuola, palestra di altruismo»

Il messaggio di Bassetti al primo suono della campanella per il nuovo anno scolastico

 

«Cari figli voi siete, per la nostra Chiesa, innanzitutto un “dono” dall’alto, un “dono” nello Spirito santo: eletti e chiamati dal vescovo e dalla Chiesa. E beati voi, se non soltanto oggi, ma per tutta la vita conserverete, come la Vergine Maria, il senso della sorpresa, dell’ammirazione e della lode e se risplenderà su di voi, come ci ha detto il salmo, la luce del volto di Dio». Con queste parole il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti si è rivolto durante l’omelia ai sei candidati al diaconato (quattro transeunti e due permanenti), che ha ordinato nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia la sera del 12 settembre, nel giorno della solennità del Ss. nome di Maria. In questa giornata, nel capoluogo umbro, la Chiesa fa festa alla Madonna delle Grazie, a Colei che ogni anno in cattedrale viene rinnovato l’atto di affidamento della comunità diocesana alla sua protezione, attraverso la recita da parte dell’arcivescovo della preghiera scritta dal cardinale Gioacchino Pecci (papa Leone XIII) quand’era vescovo di Perugia, davanti alla splendida immagine mariana dipinta da un allievo della scuola del Perugino su una colonna della navata centrale.

L’ordinazione I due nuovi diaconi permanenti sono Giovanni Mirabassi e Stefano Rivecci, e i quattro transeunti, che saranno ordinati sacerdoti nel corso dell’anno pastorale appena iniziato, sono Federico Casini, Giovani Le Yang, Augusto Martelli e Pietro Squarta, seminaristi del Pontificio seminario regionale “Pio XI” di Assisi.

Il messaggio Il cardinale Bassetti, rivolgendosi ai sei neo diaconi, ha detto: «Figli carissimi, voi venite consacrati per il “servizio delle mense” e il servizio della carità, ma ricordatevi bene che è dall’Eucaristia, dall’essere ministri del calice, che è segno del dono totale di Cristo, che trae origine il vostro servizio particolarmente verso i poveri, i più bisognosi, gli ultimi, i profughi… Purtroppo viviamo in un mondo che ha cancellato dal vocabolario quotidiano la categoria del dono, perciò è diventato un mondo di inimicizia, di egoismo e spesso di morte. Il vescovo vi esorta a combattere tutta questa mentalità con un’unica arma: facendo vostra la categoria della gratuità… Solo un puro di cuore è capace di donare la propria vita per Cristo e per i fratelli…. Voi siete chiamati ad offrire quello che manca alla nostra società, che crede di avere tutto, ma purtroppo manca dell’essenziale: di amore, gioia, pace, serenità. Tocca a noi cristiani risvegliare la nostalgia di ciò che si è perso per la strada: la nostalgia di Dio».

Agli studenti Al suono della prima campanella del nuovo Anno scolastico (per la gran parte degli istituti scolastici del perugino è avvenuto il 13 settembre), il cardinale Gualtiero Bassetti ha voluto rivolgere a «studenti, docenti, personale della scuola e genitori», come lo stesso porporato scrive, un «messaggio augurale dopo aver incontrato tanti di voi nel corso dei quattro anni della Visita pastorale recentemente conclusa: abbiamo trascorso del tempo insieme nel dialogo, nella condivisione di esperienze e attese, nella consapevolezza delle difficoltà e delle gioie presenti in ogni scuola».

Primo suono campanella Il cardinale in questo suo messaggio di «incoraggiamento» annuncia l’«intenzione di proseguire il cammino iniziato, recandomi in quegli istituti che non ho potuto visitare, soprattutto nella città di Perugia. Inoltre, vi do fin d’ora appuntamento alla prossima Settimana della Scuola, che si terrà dal 5 all’11 marzo 2018». La precedente ha riscosso grande interesse tra gli studenti, i docenti e i dirigenti scolastici nel coinvolgere diverse scuole.

Altruismo «Papa Francesco – prosegue il presule nel suo messaggio –, parlando da Barbiana (dove il 13 settembre il cardinale Bassetti si è recato con il clero diocesano in pellegrinaggio, n.d.r.), cioè dalla piccola scuola di un grande prete e maestro, don Lorenzo Milani, ha detto che la cosa essenziale da insegnare e da apprendere ‘è la crescita di una coscienza libera, capace di confrontarsi con la realtà e di orientarsi in essa guidata dall’amore, dalla voglia di compromettersi con gli altri, di farsi carico delle loro fatiche e ferite, di rifuggire da ogni egoismo per servire il bene comune’. La capacità di accogliere l’altro e di decidere di fare del proprio meglio per il bene comune – continua Bassetti –  ha nella scuola una formidabile palestra, soprattutto in questa stagione, che vede crescere in modo più rilevante proprio nelle nostre classi la percentuale di studenti immigrati di prima, seconda e persino terza generazione».

 

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