mercoledì 20 marzo - Aggiornato alle 08:19

Il cardinale Bassetti sul lavoro: «Giovani non vi arrendete»

Il sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro Claudio Cominardi: «Il reddito di cittadinanza è un riattivatore sociale anche se non è sufficiente»

Il cardinale Bassetti

«Il lavoro è qualcosa che fa parte della nostra persona». L’ha evidenziato il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nel suo intervento al convegno “Dignità e lavoro” tenutosi a Perugia il 16 novembre, promosso dalla Caritas diocesana a cui hanno partecipato anche numerosi studenti. Il convegno è nato sulla scia del progetto “Sosteniamo il lavoro” finanziato dall’8xmille della Chiesa cattolica, che ha coinvolto diverse realtà produttive del territorio, offendo una prima opportunità occupazionale dignitosa a 16 giovani e adulti. Il progetto proseguirà per altri due anni dando la stessa opportunità a 40 persone. «I giovani in cerca di lavoro non devono arrendersi», ha detto il cardinale Bassetti nel raccontare che «non pochi di loro mi chiedono: ‘Vescovo aiutami a trovare un lavoro, perché io mi sto arrendendo…’. Un giovane non può arrendersi e la speranza che tutti portiamo nel cuore deve concretizzarsi con il sostegno delle istituzioni chiamate a fare la loro parte affinché nessuno si arrenda, perché a tutti deve stare a cuore il futuro di voi giovani. E questo “stare a cuore” è il grande messaggio che don Lorenzo Milani trasmetteva ai suoi ragazzi: «Tu mi premi perché prima di ogni cosa, della scuola, del lavoro, tu sei una persona che mi sta a cuore e il tuo bene diventa il mio bene. Lo Stato, la Chiesa non hanno altri beni se non quello di favorire la crescita umana e professionale di voi giovani per darvi una prospettiva nella vita».

Il cardinale Bassetti ha apprezzato molto la presenza al convegno di esperti, di rappresentanti del mondo imprenditoriale e sindacale nazionale ed umbro e soprattutto del governo con il sottosegretario di Stato al ministero del Lavoro e delle politiche sociali Claudio Cominardi. Sono intervenuti alla giornata perugina sul lavoro don Ivan Maffei, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e sottosegretario della Cei, il referente di Caritas italiana don Andrea La Reggina, l’assessore comunale di Perugia alle politiche sociali Edi Cicchi, il segretario confederale Cisl Andrea Cuccello, l’economista Leonardo Becchetti, ordinario presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, i manager di Umbragroup Spa e Gi Group Spa Carlo Odoardi e Antonio Bonardo, il direttore della Caritas di Perugia diacono Giancarlo Pecetti e due tirocinanti di “SoSteniamo il lavoro”, Camilla Bizzarri, presso l’azienda Agricolus, e Noura Koulali, presso la Conad di Castel del Piano (Pg).

Il sottosegretario di Stato Cominardi è intervenuto sul reddito di cittadinanza, sostenendo, in sintesi, che «il lavoro è un tema centrale, ma al centro va messa sempre la persona, perché sono decenni che si parla di disoccupazione e poco si fa per sostenere l’occupazione. Le Istituzioni europee lo chiedono attraverso una loro raccomandazione del 1992 rivolta agli Stati membri, quella di dotarsi di uno strumento di sostegno al reddito per contrastare le diseguaglianze, ma non è sufficiente perché bisogna investire nell’innovazione e nella formazione. Occorre dare delle ore del proprio tempo da mettere a disposizione delle comunità locali e dimostrare che sta cercando effettivamente lavoro. Oggi si è poveri facendo due o tre lavori e questo vuol dire che siamo sotto ricatto e quindi non si può per forza accettare qualsiasi lavoro ed è per questo che ribadisco che bisogna mettere al centro la persona».

Significative sono state le testimonianze delle due tirocinanti del progetto “Sosteniamo il lavoro”, frutto della collaborazione tra Caritas diocesana e gli Uffici diocesani per i problemi sociali e per la pastorale giovanile, con il sostegno di Gi Group Spa, Terzo sapere – Anspi. Nel caso delle due giovani si è concretizzato il tema del convegno “Dignità e lavoro”. «Siamo state scelte perché donne, mogli e madri – hanno detto – e questo ci ha dato molta dignità, forza e speranza nel nostro lavoro sostenendoci nella gestione delle nostre famiglie e di noi stesse. In questo progetto abbiamo incontrato delle persone che hanno ascoltato le nostre difficoltà aiutandoci a superarle dandoci il loro sostegno. Siamo passate da un futuro molto incerto alla realizzazione del nostro sogno, quello di essere autonome trovando un lavoro dignitoso».

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