lunedì 10 dicembre - Aggiornato alle 22:53

«Caccia di selezione a cervidi e bovidi, dal Wwf l’ennesima falsità: creano clima di terrorismo»

Arci Caccia prende posizione dopo le dichiarazioni dell’associazione: «Piani di contenimento autorizzati dalle leggi»

Un cacciatore

di Emanuele Bennati*

Il comunicato diramato dal Wwf Umbria circa l’illegittimità della caccia di selezione a cervidi e bovidi è l’ennesima falsità atta a creare un clima di terrorismo nei confronti del mondo venatorio e a mistificare la realtà agli occhi dell’opinione pubblica. Stupisce poi l’accanimento del Wwf umbro. Che sia di valenza elettorale? La caccia è regolamentata da una legge dello Stato dal titolo «Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e il prelievo venatorio»; una normativa stringente scritta, tra gli altri, dalla “mamma” dell’ambientalismo italiano, la professoressa Laura Conti. Altro che un mondo venatorio che rivendica di cacciare sempre e dovunque come raccontano le barzellette animaliste! La legge affida compiti importanti per la gestione della fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato agli Atc dove ci sono anche gli ambientalisti e i rappresentanti del WWF in molte parti d’Italia. La caccia di selezione ai cervidi e bovidi, nello specifico, è uno strumento per garantire un giusto rapporto tra la fauna selvatica e le attività antropiche. A chi vuol fare piacere il Wwf che sbandiera notizie volte a screditare la caccia e i sele-controllori? Questi, come risaputo, operano secondo precisi piani di abbattimento distinti per classi di sesso e di età, autorizzati preventivamente dall’Ispra, dai tecnici ufficiali dello Stato italiano, non estremisti del mondo venatorio! I piani di contenimento sono previsti dalla legge 157/1992, consentiti le modifiche apportate all’articolo 18 della stessa, approvata nel 2005, quindi successivamente alla sentenza richiamata dal Wwf nel suo comunicato. Segnaliamo che dette modifiche volute dal parlamento sono anche a tutela degli ungulati di cui si parla sopra.

Salvaguardia del patrimonio Il terrorismo psicologico, non degno del “Panda”, gioca su un approccio sentimentale e non scientifico e vuole dare un’idea di caccia da bracconieri. Non è l’Italia e non lo sono i cacciatori, hanno sbagliato paese! La verità è proprio un’altra: la gestione attenta e responsabile negli ultimi trent’anni ha prodotto un patrimonio faunistico italiano in crescita e in maniera consistente. Secondo un recente rapporto pubblicato Centro interuniversitario di ricerca sulla selvaggina e sui miglioramenti ambientali ai fini faunistici (Cirsemaf), risulta che gli ungulati in Italia sono abbondantemente sopra alla media europea, entrando troppo spesso in conflitto con l’agricoltura e altre attività umane fino all’esasperazione di chi dalla terra trae il proprio sostentamento e permette agli italiani di alimentarsi. La fauna è ricchezza del paesaggio che va saputa “curare” nell’interesse di donne e uomini che, anche attraverso azioni di riequilibrio tra le specie selvatiche assicurano un futuro di conservazione del creato. Il cacciatore, oggi più che mai, assolve a un compito fondamentale per il bene della comunità. Ce la vedremo in tribunale con chi continuerà a gettare fango sulla categoria!

*Presidente Arci caccia Umbria

7 risposte a “«Caccia di selezione a cervidi e bovidi, dal Wwf l’ennesima falsità: creano clima di terrorismo»”

  1. Alex ha detto:

    Ma con tutto l’inquinamento che c’è che già crea condizioni avverse per l’habitat, che bisogno c’è di ammazzare per divertimento animali che hanno diritto quanto noi umani a vivere? Non so che felicità si provi ad ammazzare animali, specie di grossa taglia, so però che i serial killer iniziano prima ad uccidere animali poi passano agli uomini. Perché non sparare al piattello o al bersaglio? così sarebbe uno sport vero e proprio, non violenza gratuita.

    • Claudio ha detto:

      “…che bisogno c’è di ammazzare per divertimento animali…”
      Ma almeno leggere l’articolo prima di commentarlo?

      “…so però che i serial killer iniziano prima ad uccidere animali poi passano agli uomini…”
      Ma almeno accendere il cervello prima di commentare?

  2. Colombo ha detto:

    I colombi sparati dagli appostamenti con richiami vivi sono proprio una piaga per l’agricoltura.

  3. Walter ha detto:

    Certo pensare che i cacciatori si ritengano degli ecologisti e che la fauna sia in aumento, almeno per gli ungulati come dicono, ma se parliamo con gli stessi cacciatori per la parte degli uccelli e per lepri ecc.. si lamentano sempre perché ve ne sono sempre di meno e quelle cacciate sono per lo più quelle che vengono rilasciate in prossimità dell’apertura della caccia e che quindi non hanno avuto tempo per trovare un habitat adeguato quindi facili vittime dei cacciatori ecologisti. Per non parlare della caccia al cinghiali effettuata “sempre” anche nei periodi chiusi. Ho potuto vedere un cane strapazzato dai cinghiali morente in tempi in cui la caccia era chiusa ed il veterinario si stava prodigando per salvarlo ma il proprietario andava comunque a caccia di cinghiali. Per non parlare della selezione dei capi da abbattere nelle battute regolari che vengono disattese colpendo anche animali che non dovrebbero essere abbuttuti. Da poco tempo la cronaca ci ha fatto vedere un cacciatore, assessore di un comune della provincia di Perugia attaccato da un cinghiale è ricoverato per una grave ferita alla mano. Intervistato ha dichiarato che la caccia ai cinghiali deve essere fatta in maniera diversa in quanto questi animali non hanno nemmeno il tempo ed il luogo ove nascondersi essendo effettuata in ogni tempo e luogo. Tra l altro in TV ci hanno fatto vedere la caccia ai cinghiali fatta in Campania per un numero enorme di animali abbattuti e che senza una dovuta visita alle Asl la carne di questi animali viene trasformata in prodotti alimentari senza le dovute accortezze che potrebbero portare anche a malattie importanti. Per ultimo il numero degli animali presenti nelle zone viene determinato dai cacciatori e quindi seguendo tale indicazione, forse di parte che dite, la regione decide il numero di animali da abbattere. Ecco come viene regolamentata la caccia in Italia. Altro che terrorismo WWF.

    • Claudio ha detto:

      Vede Walter, se lei veramente fosse stato certo che il padrone di quel cane si dedicava al bracconaggio di cinghiali, avrebbe dovuto, seduta stante, chiamare i carabinieri forestali che l’avrebbero interrogato in proposito.
      Sarebbe stato molto più utile e serio, piuttosto che venir qui a lanciare accuse senza alcuna prova.

  4. Cacciatore ha detto:

    Sig. Walter rispondo al sul pensiero, quanto lei dice sulla le garantisco che è un approccio superficiale alla questione è molte informazioni non sono corrette, quindi la prego di informarsi in maniera corretta e capirà che non è come dice. Cordialità

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