mercoledì 13 novembre - Aggiornato alle 23:17

Assunzioni in Regione, dottorandi e ricercatori ai candidati: «Riconoscete i nostri titoli»

Lettera aperta dell’Adi in vista del voto: «Il dottorato di ricerca è il più alto grado di formazione, ma non viene tenuto in considerazione»

L'ingresso del Dipartimento di Economia e Scienze politiche (foto ©Fabrizio Troccoli)

Pubblichiamo la lettera aperta dell’Adi (l’Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia) in cui l’associazione, in vista delle regionali del 27 ottobre, pone a tutti i candidati presidente un tema molto importante come quello delle selezioni del personale della Regione.

Adi Perugia, sezione locale dell’Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia, rappresenta dottorandi, assegnisti e ricercatori a tempo determinato dei due atenei della nostra regione. L’obiettivo che ci poniamo è di tutelare e valorizzare il percorso formativo, lavorativo e accademico dei nostri iscritti, collaborando con professori e personale tecnico-amministrativo. Il prossimo 27 ottobre, gli elettori umbri individueranno il nuovo governatore, che avrà il compito di guidare la Regione fino al 2024. In vista di questo importante snodo, che vi vede impegnati in qualità di candidati a tale carica, intendiamo segnalarvi un tema di grande rilevanza su cui chiediamo un impegno diretto: la valorizzazione del titolo di dottore di ricerca nell’ambito delle selezioni del personale della Regione, delle società controllate e degli enti strumentali.

Titolo non valorizzato Il dottorato di ricerca è il più alto grado di formazione previsto dall’ordinamento universitario italiano ed europeo ed è garanzia di elevate capacità di ricerca, relazionali e di gestione. Il decreto legislativo 165 del 2001 (articolo 35 comma 3), prevede per il reclutamento nella Pubblica amministrazione la  «possibilità di richiedere, tra i requisiti previsti per i specifici profili o livelli di inquadramento, il possesso del titolo di dottore di ricerca, che deve comunque essere valutato, ove pertinente, tra i titoli rilevanti ai fini del concorso». Eppure, a quasi vent’anni di distanza, il titolo di dottore di ricerca non trova adeguata valorizzazione nel mondo del lavoro, nel settore pubblico come in quello privato; nel caso dei bandi di concorso per titoli ed esami di pertinenza regionale, non è affatto tenuto in considerazione.

Serve un impegno Come Adi stiamo portando avanti, a livello nazionale e locale, una campagna per la valorizzazione del titolo, convinti che le conoscenze e competenze in possesso di un dottore di ricerca meritino un’attenzione particolare da parte della Pubblica amministrazione. Nello specifico, siamo riusciti a ottenere l’approvazione di mozioni in questo senso nelle Regioni Lazio e Toscana. Alla luce di questo, chiediamo a Lei, qualora sia eletto governatore o diventi consigliere regionale, un impegno concreto ai fini del riconoscimento del valore del titolo di dottore di ricerca nelle procedure per l’accesso nei ruoli della Regione Umbria, delle società da essa controllate e dagli enti alla stessa strumentali, prevedendolo tra i requisiti di accesso per specifici profili o livelli di inquadramento e/o valutandolo tra i titoli rilevanti ai fini della partecipazione alle predette procedure di reclutamento. Le chiediamo di condividere e sostenere questa proposta. Da parte nostra, ci impegniamo a collaborare e ad apportare tutto il contributo che sarà richiesto per raggiungere questo obiettivo.

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