domenica 22 settembre - Aggiornato alle 23:53

La rivoluzione di Oddo non dà i frutti sperati, Buonaiuto e Iemmello i migliori: il Pagellone

di Mario Mariano

Per festeggiare degnamente le cento presenze in panchina da allenatore Oddo ha prima dovuto attuare la rivoluzione e poi tornare sui suoi passi. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. Dopo 20 minuti giocati a tutto gas, con lo Spezia molto sorpeso, il buio quasi di colpo. Ovvio che aver cambiato cinque elementi rispetto alla partita con la Juve Stabia ha mandato in tilt gli automatismi; si sono viste coppie sulle corsie nuove di zecca e quel debutto di Nzita che non ha una spiegazione razionale, dato che Oddo aveva detto alla vigilia che «la prima partita è la più importante», per poi rincarare: «Le scelte non sono legate al turnover».

LA CRONACA

Idee confuse Se questa è ancora una fase di esperimenti, allora tutto è concesso, visto che Falcinelli e gli altri sono arrivati da poco, ma la sensazione è che l’abbondanza di scelte abbia un po’ confuso le idee ad Oddo. Il pareggio di Iemmello, per altro meritato ancorché sul filo di lana, è lì a dimostrarlo: a pagare con la panchina era stato non certo chi nelle precedenti prestazioni aveva lasciato perplessità. Iemmello si è così preso una doppia rivincita, visto che anche i suoi ex tifosi spezzini lo avevano deriso al suo ingresso in campo. Le pagelle scandiscono le prestazioni dei singoli e tengono conto di quanto le decisioni della panchina influiscono sull’andamento della gara e sul risultato. Forse mai come questa volta Oddo è riuscito a porre rimedio a decisioni che avevano lasciato perplessi anche in quei primi 20 minuti in punta di bulloni.

LE FOTO DELLA PARTITA

Vicario: Nulla da eccepire questa volta; per poco non gli riesce il terzo miracolo in occasione del pareggio dello Spezia. Tiene aperta la partita con interventi spettacolari ma al tempo stesso efficaci. Voto: 7

Rosi: Rimedia alle difficoltà in fase di non possesso con qualche cross efficace e non è un caso che il pareggio arrivi da una suo raid offensivo. Non è stato l’unico, forse gli è stato ricordato che si può sempre fare meglio. Anche alla sua età. Voto: 6+

Gyomber: Ha deciso di tornare all’antico, quando il pallone gli scottava tra i piedi, quando l’intervento ruvido e scomposto era una soluzione ricorrente per provare a fermare l’avversario. Voto: 5-

Sgarbi: La sensazione è che non ci sia alchimia tra lui e Gyomber, eppure basterebbe poco per smentire i maliziosi: per esempio cercandosi più spesso nel palleggio, invece ciascuno pensa a stesso. Esco o temporeggio, questo è il dilemma durante l’assalto delle aquile. Voto: 5+

Nzita: Sopraffatto, forse causa debutto nel primo tempo. Italiano chiede ai suoi di passare proprio da quella parte. Meglio, decisamente meglio nella ripresa, con qualche sovrapposizione e una spinta sufficiente. Voto: 5.5

Dragomir: Costretto a non allontanarsi troppo dal compagno di corsia in affanno, non combina granché. O meglio: causa il rigore e non trova l’occasione per recuperare. Sinceramente non si capisce la scelta iniziale di Oddo. Voto: 5 – (dal 25′ st Fernandes: un cambio che trasforma l’intensità offensiva e disorienta gli avversari; spinge sulla destra, ma non disdegna di essere un po’ ovunque. Voto: 6.5)

Carraro: Assist al bacio per Buonaiuto, piedi buoni, ma non chiedetegli il contrasto perché quello è il suo punto debole: o si fa saltare o commette fallo. In più si fa ammonire, segno che non è capace di tackle deciso e composto. Voto: 6

Kouan: Sicuramente il migliore nel primo tempo: attacca e difende, serve palloni e tenta la conclusione. Avendo speso molto nella ripresa limita il raggio d’azione. Non prende cartellini e anche questo conoscendo la sua esuberanza è un merito. Voto: 6.5

Capone: In altri tempi si sarebbe detto tanto fumo e poco arrosto, ma poi finisce anche il fumo e diventa impalpabile. Voto: 4.5 (dal 35′ st Melchiorri: mette timore agli avversari e non solo perché ha una tradizione favorevole contro le maglie bianconere. Voto: ng)

Buonaiuto: il migliore in campo e non solo perché è efficace nel gol e nel dare l’assist a Iemmello; palla al piede è capace di tutto, di attrarre avversari e così liberare compagni, se in giornata di grazia è imprendibile. Voto: 7.5

Falcinelli: Gli viene concessa fiducia perché è il buonsenso che regola sempre le scelte, ma il bonus si sta assottigliando. Un quarto d’ora di intensità è troppo poco, a meno che in quel tempo non si capitalizzi in maniera proporzionale. Voto: 5 (dal 17′ st Iemmello: Parte dalla panchina per una scelta tecnica, ma Oddo capisce che il solo che ha fisicità e vede la porta è lui e pone rimedio. Quarto goal in campionato, il migliore perché unisce gesto tecnico e potenza. Voto: 7)

Oddo: Lo abbiamo già detto, è stato capace di smentirsi e di non essere saccente. Va capito per i ripetuti gesti di umiltà: tornare sui propri passi non è mai facile per nessuno. Le rivoluzioni si fanno piano piano; gli servirà per il futuro. Voto: 6

Chiuse Comunità Montane, trasferite tutte le funzioni e bloccato turnover. «Ora investire o si muore»

Si è svolto martedì 17 settembre un incontro tra l’amministrazione dell’Afor (Agenzia forestale Rrgionale), le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl regionali e la Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria). Un primo passaggio dopo l’ufficializzazione del trasferimento, dal 1° luglio, di tutte le funzioni e del personale delle ex Comunità montane, che ha visto coinvolti circa 170 dipendenti.

La nota sindacale «Fino ad ora – riporta una nota dei sindacati – Afor e Comunità Montane hanno garantito insieme importanti servizi a tutela della collettività. Ora il processo di razionalizzazione, iniziato nel 2011, si è concluso. In questi anni la Regione ha posto in atto interventi che avevano l’obiettivo di generare economie di scala ed un efficientamento delle strutture. La legge regionale n. 18 del 2011 d’istituzione dell’Agenzia forestale ha previsto il blocco totale del turnover in attesa della conclusione del processo di riordino delle ex Comunità montane. Si è quindi avuta una drastica riduzione degli organici, tra l’altro già iniziata negli anni precedenti per le limitazioni al turnover nella pubblica amministrazione ed aggravata in quest’ultimo anno per i pensionamenti derivanti da ‘quota 100’. Con i pensionamenti dell’ultimo decennio, per i quali non è stata prevista alcuna sostituzione, sono però venute a mancare professionalità essenziali (agronomi, geologi, ingegneri, ecc.): figure infungibili, dovendo essere iscritte ad albi o ordini professionali e, quindi, non sostituibili con personale amministrativo. Oggi, il blocco assunzionale totale non solo non ha più una logica, ma può condurre a disfunzioni se non addirittura ad una paralisi di alcuni uffici: se si vuole continuare ad erogare i servizi, garantendone anche la qualità, è il momento di tornare ad investire, sbloccando selettivamente le assunzioni, quantomeno per i profili infungibili, ed aprendo un confronto sul piano del fabbisogno per il prossimo triennio. Su questo tema, nonché sull’organizzazione dell’Agenzia e sulle materie oggetto di contrattazione, faremo ulteriori approfondimenti a partire dal prossimo incontro programmato per il 1° ottobre».

Umbria dei territori dice sì a Di Maio: «Tutti insieme per un Patto civico»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta firmata dal coordinamento dell’Umbria dei Territori, l’aggregazione di liste civiche che ha dato vita, con altri soggetti, alla coalizione ‘Civica, Verde e sociale’ in vista delle prossime elezioni regionali

Umbria dei Territori plaude all’apertura del Movimento 5 Stelle alle liste civiche, segno questo di un modo diverso di fare politica che può spalancare le porte a una nuova stagione per l’Umbria.

Umbria dei Territori è nata due anni fa come federazione di liste civiche i cui esponenti si sono impegnati nelle competizioni elettorali delle proprie città e sono stati eletti: alcuni di noi sono consiglieri comunali, altri assessori o sindaci. Ciò che ci accomuna è la responsabilità verso i nostri territori che si è concretizzata in atti di impegno politico concreto. Abbiamo cominciato a ritrovarci e impegnarci perché crediamo che l’enorme capitale creato dal civismo in Umbria non vada disperso ma coagulato. Quando parliamo di civismo intendiamo liste civiche i cui componenti, eletti nei consigli comunali, lavorano da anni nei territori insieme a tanti amici e simpatizzanti, e si impegnano in battaglie a favore dei cittadini come solo il civismo, nella sua libertà anche dai partiti, può fare.

Perché il civismo vero è libero e disinteressato, è un autentico moto democratico che parte da cittadini che ci mettono faccia, cuore, competenze e coraggio pur di cambiare le cose, e non esiste a comando né tantomeno solo sotto elezioni!

Le donne e gli uomini civici di Umbria dei Territori si impegnano con continuità nelle città e nei comuni, dal nord al sud della regione. Uomini e donne che sottraggono tempo al lavoro, alla carriera e alla famiglia per portare, gratuitamente, le proprie competenze al servizio delle città e dei territori.

Il percorso di unificazione di questi tanti e importanti sforzi civici di tutta l’Umbria era stato intrapreso molti mesi fa e oggi il riconoscimento da parte di una forza politica nazionale è una gratificazione ma soprattutto è l’occasione per metterci ancora una volta a disposizione.

A disposizione per l’Umbria: sgombriamo il campo dalla velleità di fare nomi o proporre candidati, che non è assolutamente il nostro metodo. Abbiamo criticato il percorso di questo tipo che hanno fatto altri, anteponendo le singole personalità al rispetto delle forze politiche e del programma da costruire insieme.

Ma ora finalmente il tavolo per l’Umbria può riunirsi. E noi siamo pronti a portare tutto il patrimonio del civismo umbro che ha continuato a credere in un percorso condiviso e finalizzato all’unità, di rinnovamento per l’Umbria che riparte dalla partecipazione e dai suoi territori.

Umbria dei Territori ha lanciato appelli a tutte le forze politiche per ricondurre tutti all’unità nel mentre ha condensato intorno a un metodo e a una idea di Umbria importanti forze politiche.

UdT si è spesa e si sta spendendo per una coalizione ampia che sia una piattaforma civica aperta a chiunque voglia rendersi attore di una seria riforma della politica. Frutto concreto di questo lavoro è l’alleanza con Verdi, Socialisti, Altra Umbria e Movimento delle idee e del fare.

Vogliamo ringraziare il capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio per aver scritto, per l’Umbria, parole chiare, che aprono di fatto una nuova strada politica, e, per noi totalmente condivisibili nelle intenzioni e nei passi concreti che sino ad oggi abbiamo compiuto.

Oggi, alla luce della straordinaria possibilità che in Umbria si disegni un nuovo percorso politico capace di futuro, affermiamo ancora più convintamente che le nostre città e l’Italia tutta, in un momento storico così delicato e incerto a livello mondiale, devono chiamare a governare i cittadini con le migliori energie e competenze, chiedendo loro un impegno civico, protempore e libero da condizionamenti partitici, legato solo ai valori costituzionali e fondanti delle nostre comunità e al territorio.

È l’ora di far sentire il peso del PATTO CIVICO che segnerà, con una riforma profonda e vitale, il rilancio della vera politica, che si mette al servizio delle persone e dell’ambiente e si occupa innanzitutto degli ultimi e di chi più ha bisogno.

È l’ora del coraggio!

 

Come cambia il servizio civile: Legacoop offre 175 posti. L’intervista ad Andrea Radicchi

E’ stato pubblicato lo scorso 4 settembre 2019 il bando 2019 del servizio civile universale (Scu) che offre a circa 40mila giovani la possibilità di svolgere un anno di servizio civile e che sarà aperto per le candidature fino alle ore 14 del prossimo 10 ottobre 2019. Le domande possono essere presentate solo online. Come primo passo occorre scegliere il progetto tra quelli finanziati. Dalla pagina dedicata sul website Legacoop Umbria è possibile consultare tutti i progetti disponibili. Dopo questo step si può dare il via alla procedura di iscrizione. Da quest’anno per poter presentare la domanda è necessario possedere uno Spid di secondo livello (Sistema pubblico di identità digitale) che si può facilmente richiedere attraverso diversi provider. Dalla metà di ottobre i candidati dovranno sostenere un colloquio che verterà su esperienze, motivazioni e conoscenza del progetto. L’esperienza di servizio civile dura 12 mesi ed è rivolta a ragazze/i dai 18 ai 29 anni non compiuti con un impegno di 25 ore settimanali ed un rimborso di euro 439,50 erogati direttamente dal Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale. Legacoop Umbria mette a disposizione 175 posti su 29 progetti in tutto il territorio regionale.

L’intervista ad Andrea Radicchi, responsabile del servizio civile per Lega Coop Umbria. 

Il bando 2019 prevede novità, la prima: non più servizio civile nazionale ma universale; a cosa è dovuto questo cambio?

La parola universale ha il merito di rendere più ampia la valenza del servizio civile ed è ben rappresentata dalle novità del nuovo bando: diverse tempistiche per i progetti; riduzione dell’orario settimanale a fronte di un rimborso economico di euro 439,50; attestazione delle competenze acquisite dai volontari ed infine l’affiancamento di un tutor negli ultimi 2/3 mesi di servizio civile per un orientamento nel mondo del lavoro. Sono tutti questi aspetti insieme che rendono universale il nuovo servizio civile.

Quale è il valore aggiunto che Legacoop Umbria offre?

Il servizio civile è un’esperienza importante per i giovani ed io la consiglio perché permette ai ragazzi di sentirsi cittadini attivi, prendendosi cura del prossimo e rappresenta anche un primo passo nel mondo del lavoro. Il valore aggiunto di Legacoop Umbria sta nella sua natura associativa e cooperativa. I giovani, oltre che intraprendere un’importante crescita personale, entrano in diretto contatto con operatori ed educatori, oltre che con i meccanismi del mondo del lavoro. Risulta essere quindi una duplice esperienza, personale e professionale. Un 25% dei ragazzi continua poi a lavorare nella cooperazione e impara a conoscere i valori che essa persegue.

Quali sono poi le prospettive per il futuro dei giovani?

Innanzitutto Legacoop Umbria ha sottoscritto convenzioni con alcuni dipartimenti per il riconoscimento di crediti formativi universitari ed anche con enti di formazione che certificheranno le competenze dei volontari, le quali potranno essere inserite nel proprio
curriculum. L’anno di servizio civile favorisce un percorso di crescita consapevole con risultati molteplici: molti ragazzi si iscrivono a nuovi percorsi formativi o corsi di specializzazione inerenti al mondo del sociale, altri vengono assunti dalle imprese cooperative in cui hanno effettuato il servizio, altri ancora trovano un impiego in altre imprese grazie alle competenze acquisite. In questo senso acquisisce ancor più valore il claim dello spot del servizio Civile, ‘Una scelta che ti cambia la vita’.

Per informazioni aggiuntive è possibile contattare Legacoop Umbria ai recapiti telefonici 07544643 o via mail scrivendo a [email protected]

Dalla consulta degli studenti di Perugia gli auguri per il nuovo anno scolastico

di Lorenzo Mazzanti
presidente della Consulta Provinciale degli studenti di Perugia

Tornare tra i banchi non è mai un gesto qualunque e lascia sempre in noi emozioni differenti, di anno in anno. La scuola è una palestra di vita, un luogo di scambio di idee e valori oltre che di semplici nozioni. Viverla con passione e determinazione significa inseguire i propri sogni con cognizione di causa e strumenti all’altezza. Averne a cuore il futuro, però, significa difenderla da chi, ripetutamente e sfacciatamente, preferisce abbandonarla a sé stessa. Una scuola debole, povera di capitale umano e di sistemi educativi all’avanguardia, gioca esclusivamente a favore di chi ci vuole ignari ed inconsapevoli di ciò che ci accade intorno. Abbiate a cuore i consigli dei vostri insegnanti, persone che hanno vissuto in prima persona la vita che ci aspetta fuori da qui, oltre alla scuola. Ma non dimenticatevi di incuriosirvi, di creare una coscienza critica personale che sappia osservare la società da punti di vista differenti. Abbiate il coraggio di cambiare ciò che di iniquo e di deforme caratterizza la nostra scuola, non lasciate che siano altri a decidere come vivere all’interno di un mondo che ci appartiene. Non dimenticate gli ultimi, coloro che non hanno la possibilità di integrarsi facilmente, e combattete per loro affinché nessuno possa sentirsi studente di sere inferiore. Non trascurate la partecipazione attiva di tutti, confrontatevi e mettevi sempre in discussione. Abbiamo degli strumenti preziosi per farci sentire e dobbiamo utilizzarli al meglio, coinvolgendo nelle decisioni la totalità dei ragazzi e delle ragazze che rappresentate. Ponete l’accento, voi più di chiunque altro, sulle tematiche ambientali e sullo sviluppo sostenibile. Non abbiamo un pianeta di riserva nel quale rifugiarci e non possiamo accettare che qualcuno ci tolga ossigeno per meri interessi economici. Difendete la meritocrazia, combattete quel sistema clientelare basato su amicizie e parentele che fa spazio all’incompetenza e alla corruzione. Combattete, con tutti i mezzi disponibili, la disparità di genere, la mentalità secondo cui una donna non può e non deve essere parte attiva della società oltre alla violenza verbale e fisica nei confronti dei più deboli. Non siate timidi, rendete voi stessi protagonisti di una parentesi che vi appartiene e che nessuno può scipparvi per interessi ambigui e poco nobili. La scuola siete voi, il mondo ci aspetta.

I giornalisti umbri ricordano Dante Ciliani: «Tuo messaggio non è svanito»

di Roberto Conticelli*

Quattro anni fa, oggi, piangevamo la scomparsa di Dante Ciliani, straordinario interprete del ruolo di guida operativa e morale dei Giornalisti umbri. Ne piangevamo la morte sopraffatti dal dolore, ma consapevoli fin da allora che il suo messaggio non sarebbe svanito. Oggi, a distanza di quattro anni, pur nel dolore inevitabilmente accompagnato alla ricorrenza, possiamo affermare che Dante vive ancora nell’impegno di chi fa Giornalismo in Umbria e di quanti come noi tentano, con alterne fortune, di gestirne le sorti.

Siamo, grazie a Dante, una delle regioni d’Italia nelle quali la Formazione professionale marca indici positivi nonostante siano ancora presenti consistenti sacche di inadempienza; riusciamo ancora a realizzare corsi formativi a costo zero e con docenti sempre più qualificati; da sette anni, pur con evidenti sacrifici, riusciamo a mantenere inalterata la quota annuale per non gravare ulteriormente sugli impegni di spesa di colleghi sempre meno pagati; insieme al sindacato umbro abbiamo ottenuto il riconoscimento di una Legge Regionale che, seppur insufficiente, garantisce fondi, sostegno, e uno scorcio di futuro alla categoria.

Tutto questo è stato conseguito nel solco dell’impegno che Dante Ciliani ci ha indicato con la sua vita e la sua dedizione ai Giornalisti e all’Ordine.

In questi mesi siamo impegnati in una nuova missione, quella di superare gli incomprensibili steccati ideologici, politici e sociali che nel frattempo si sono frapposti tra chi fa informazione professionale e il pubblico dei fruitori, cioè i lettori, i telespettatori, i radioascoltatori e i navigatori on line. Lo facciamo con il format “Giornalisti tra la Gente” che già ci ha portato in varie località umbre a confrontarci direttamente e senza infingimenti con la società civile. Abbiamo la presunzione di ritenere che Dante stesso, precursore del contatto diretto tra Giornalisti e utenti della professione, avrebbe apprezzato e magari sorriso.

Grazie, Dante, non ti dimentichiamo

*Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

Ricostruzione, i terremotati di Norcia: «Vergogna, noi figli di un Dio minore»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato Rinascita Norcia inviata a tutte le autorità dal sindaco fino a presidente della Repubblica, passando per il presidente del Consiglio e l commissario straordinario per la ricostruzione

Nella ricorrenza del 3° anniversario del drammatico terremoto del 24 agosto 2016 e nel valutare l’impegno delle Istituzioni per la rinascita dei nostri centri montani ubicati nell’epicentro sismico, vogliamo usare il termine che qualche cittadino ha voluto apporre sulle transenne del perenne cantiere della Basilica di San
Benedetto a Norcia, e cioè “VERGOGNA”.

Un termine che il Comitato condivide poiché esprime la rabbia dei cittadini verso i ritardi nell’opera di
ricostruzione, di rinascita ma anche per denunciare lo scarso impegno e le incapacità dimostrate dai
soggetti preposti ad aiutare i terremotati. Una situazione che fa dire ad alcuni che siamo “figli di un Dio minore” visto che a Genova, patria di Grillo e roccaforte della Lega, dopo 1 anno sono già partiti i lavori di ricostruzione del Ponte Morandi.

Come si fa a non dire “vergogna” se dopo 3 anni a Norcia opere pubbliche, sicuramente meno complesse
da ricostruire ma indispensabili per la città come l’Ospedale, le Scuole, la Casa di Riposo, il Distretto
Sanitario, la Caserma, il Museo della Castellina, l’Antiquarium, la sede dell’Archivio Storico, la Biblioteca, il
Teatro, le porte, le mura urbiche, le torri e i castelli non solo non si stanno ricostruendo, ma non se ne
conosce neanche il progetto di ristrutturazione???

Per non parlare delle 81 chiese nel Comune, non una di queste è stata riaperta al culto e più i paesi sono
danneggiati più le loro chiese sono state lasciate nel più completo stato di abbandono, neanche messe in
sicurezza (San Pellegrino, Castelluccio, Nottoria, Frascaro, Ancarano, Campi, Ocricchio, Casali di Serravalle).

Il Sindaco, che riteniamo in questa situazione drammatica dovrebbe stare dalla parte dei cittadini, definisce “atto vandalico” scrivere “vergogna” su un pannello di cantiere e non spende una parola per denunciare i ritardi negli interventi di recupero di questi beni culturali. Fà un atto vandalico chi lascia in questi anni all’intemperie la Basilica di San Benedetto, dove sotto uno strato di macerie vi sono ancora dipinti significativi della vita del nostro Patrono e probabilmente qualche altare miracolosamente salvo.

Nella Cattedrale di Santa Maria Argentea, sotto le macerie, ci sono ancora l’organo antico del 700, varie opere d’arte, un coro ligneo e altari. Nell’Oratorio di Sant’Agostinuccio, dove i teli provvisori di copertura del tetto sono venuti via, nessuno prende provvedimenti e le infiltrazioni stanno rovinando il prezioso soffitto a cassettoni. Per non parlare degli affreschi e degli altari in molte Chiese delle frazioni non tutelati, come quelli di San Pellegrino, Ancarano, Campi, Castelluccio, Nottoria. Tutto ciò mentre in località distanti dal cratere si stanno ricostruendo chiese con i fondi del sisma.

“Vergogna”, perché a 3 anni dal sisma molte strade sono da ristrutturare e perché si parla nuovamente di
chiudere la Galleria di Forca Canapine. Il Sindaco dice che la scritta e i lenzuoli bianchi di denuncia promossi dal nostro Comitato danneggiano il turismo, perché danno una cattiva immagine. Il Comune, a proposito d’immagine, potrebbe sicuramente pulire meglio le strade, ripulirle dalle erbacce, dalle foglie, pulire le chiaviche otturate, fare bagni pubblici funzionali, realizzare parcheggi ecc. Riteniamo che il danno per il turismo sia in primis dovuto alla mancata ricostruzione delle case, delle infrastrutture, dei beni culturali e degli alberghi, che mostrano una città né sicura, né attraente e potrebbero causare anche la fuga degli operatori turistici verso altre zone. Chi fa impresa vuole i fatti, non le farse come quella di mettere una gru vicino ad un albergo la settimana prima delle elezioni per poi non iniziare a ricostruire. Riteniamo sia una “vergogna” che importanti imprese dell’agroalimentare siano in procinto di chiudere perché non sono state messe in condizione di ricostruire con rapidità la loro struttura.

Al Sindaco di Norcia vorremmo dire che a fronte di una preoccupante carenza di spazi per ospitare strutture sanitarie, sociali, culturali e centri di aggregazione, il comune non è riuscito a spendere milioni di euro generosamente donati dalla collettività nazionale ed internazionale; i fondi di solidarietà utilizzati per realizzare le strutture dell’emergenza, non hanno dato benefici alla comunità, perchè poi sequestrati dalla
magistratura (vedi Boeri).

Tutta questa situazione porta a ricercare le cause dei ritardi: la normativa sbagliata, troppo farraginosa e burocratica; la carenza di personale addetto al rilascio delle pratiche di ricostruzione; lo scarso impegno dimostrato dagli addetti alla ricostruzione verso i Comuni dell’epicentro sismico a favore di zone del cratere meno danneggiate.

Eclatanti sono i casi delle scuole di Perugia, Foligno e Giano dell’Umbria (fuori cratere), dove gli studenti potranno frequentare da settembre scuole completamente ricostruite con i fondi degli sms solidali mentre a Norcia, oltre a non esserci ancora il progetto del nuovo polo scolastico, ancora non sono pronti i moduli prefabbricati che avrebbero dovuto sostituire quelli della prima emergenza smantellati a giugno. Quindi, i
ragazzi delle superiori, dovranno essere ospitati in altri Container provvisori, ancora da riadattare.

Molte delle opere pubbliche e chiese che verranno ricostruite, sono a chilometri di distanza dall’epicentro
sismico, ai confini della Toscana o lungo l’ Adriatico. Si pone quindi il problema di dare priorità in questa
fase alle pratiche dell’abitazioni e delle aziende presenti nell’epicentro sismico.

E’ necessario creare, come nel 1997, le precedenze per le zone più colpite; è una vergogna che l’Ufficio
Speciale della Ricostruzione di Foligno, già carente di personale, venga impegnato per lo svolgimento delle
pratiche fuori dal vero cratere, addirittura per smaltire le vecchie pratiche del sisma del 1997.

Come è una “vergogna” la non completa operatività dell’USR di Norcia, che dovrebbe snellire le pratiche
della zona dell’epicentro, evitando a tecnici e cittadini di fare 150 chilometri ogni volta che devono
visionare una pratica.

Al Governo che verrà, vorremmo chiedere di dare una risposta seria alla proroga e riduzione del rimborso
della busta pesante, come fatto in altri sismi. La proroga fatta a giugno fino ad ottobre oltre ad essere una
vergogna per come è stata prevista, sa tanto di presa in giro.

Inoltre vorremmo chiedere al Governo di rendere realmente operativa ed efficiente la figura del Commissario Straordinario alla Ricostruzione. E’ una vergogna che per fare un’ordinanza per la rimozione delle macerie ha impiegato otto mesi, senza prevedere poi, dove dovranno essere portate le macerie dei
privati. Finalmente la stazione di smaltimento rifiuti è di nuovo operativa, ma vi è stata la beffa poichè sono stati riassunti solo gli operai di Foligno e Spoleto, escludendo quelli di Norcia. Non è il primo caso di penalizzazione dei nostri concittadini visto che in Comune, durante l’emergenza, sono stati assunti giovani provenienti da tutta Italia, mentre i nostri giovani sono costretti ad andare via.

La ricostruzione del Centro-Italia ha un suo fondamento se riesce a trattenere in loco i propri abitanti e
operatori economici, altrimenti le case ricostruite saranno scatole vuote da utilizzare magari per la
villeggiatura. Ciò sarebbe la morte di insediamenti umani, presenze storiche e culturali antiche di millenni.

Comitato Rinascita Norcia

«Dal pensiero a mia madre alla corsa in Valnerina. Così alle 3.36 è cambiato il mio mandato da presidente»

di Catiuscia Marini

Alle 3.36 del 24 agosto 2016 una scossa tremenda di terremoto di magnitudo 6.0 ci svegliò nella notte . Ricordo tutto perfettamente, un salto enorme dal letto (io vivo all’ultimo piano di un palazzo del centro storico di Todi, nella parte ottocentesca della città), aprii le finestre e vidi lo spavento di un signore straniero che con accento americano mi chiese se fosse Earthquake…poi il pensiero a mia madre ma subito la prima telefonata a Diego Zurli e Alfiero Moretti.

Contemporaneamente mi son vestita veloce, nella terrazza sul tetto (mi ricordavo la ristrutturazione del palazzo e gli adeguamenti antisismici apportati al tetto) poi alle 4 la prima telefonata al Sindaco di Norcia che mi diceva che stavano cercando di capire sulla piazza, con tutte le persone fuori, come organizzare subito i controlli…così mentre velocemente andavo a casa di mia madre (che trovai a letto ma terrorizzata) iniziammo ad organizzare l’apertura del Centro regionale di protezione civile a Foligno. Nel frattempo mi giunse la telefonata del Viceprefetto vicario, di turno in servizio, Tiziana Tombesi, giro di telefonate ai sindaci dell’Appennino mentre alla guida della mia auto mi metto in marcia velocemente per Foligno, dopo aver provato a tranquillizzare mia madre.

Nel frattempo iniziano a giungere le prime tragiche e drammatiche notizie da Amatrice. Arrivo a Foligno alle 5.30 circa della mattina mentre in collegamento con la sala operativa di Roma capiamo la situazione tragica dell’Appennino, delle persone e delle città. I morti…comincia la tragica conta…tra le vittime Barbara Marinelli e Matteo Gianlorenzi, morti nell’hotel Roma, sono giovani umbri di Orvieto (da alcuni anni lavorano nella mia Todi); trova la morte anche Floriana Svizzeretto, narnese e direttrice del Museo civico di Amatrice, appassionata studiosa di beni culturali ed opere d’arte. Ci sono alcune decine di feriti anche nei nostri paesi che avranno bisogno di cure…i nostri paesi danneggiati del 24 agosto in primis S. Pellegrino a Norcia, Avendita a Cascia, Castelluccio e poi i primi gravi danneggiamenti che diventeranno crolli nella scossa del 30 ottobre.

Qui ricordo i gesti, i volti dei cittadini, dei sindaci, delle forze dell’ordine, dei dipendenti pubblici; poi la forza della solidarietà e del volontariato; la fatica amministrativa e la costruzione dei percorsi. Ho viva la paura delle persone, il silenzio degli anziani, gli occhi terrorizzati dei bambini, la paura razionale degli adulti. Sono nate conoscenze, legami, amicizie, ho scoperto la tenacia, la forza, la resistenza, la capacità di reazione delle persone…i sentimenti duri e leali della gente di montagna. A tutti loro e soprattutto ai familiari delle vittime va il mio pensiero e la mia solidarietà.

Tutto appare lento, difficile, burocratico. Un solo consiglio a chi verrà a guidare la Regione: dire sempre la verità anche quella meno piacevole, il terremoto non consente propaganda e bugie. Un abbraccio a tutti gli amici e le amiche della Valnerina. Non potrò mai dimenticare quella difficile esperienza istituzionale che mi ha dato forza umana e mi ha impresso forti cambiamenti nel mio modo di pensare e vedere le cose.

«Regionali, il Pd costruisca una coalizione larga aperta anche al Movimento 5 stelle»

di Carla Casciari*

Né di sì populisti, ne di no popolari. Abbiamo bisogno di fatti e coerenza per dare risposte ai cittadini con la responsabilità e l’orgoglio di non voler consegnare la nostra regione alla destra populista che oggi vede in Salvini un leader irrispettoso. La mia esperienza politica di movimentista mi ha insegnato che l’energia propulsiva al cambiamento se non fa massa critica sui contenuti si disperde negli individualismi disfattisti e nei no qualunquisti. Ora il momento di coagulare, di costruire una coalizione, l’unica rappresentativa di tutte le persone con anima progressista e riformista che su diritti, sull’ambiente, sulle politiche per l’immigrazione, sulla presenza da protagonista in Europa, sulle politiche di sviluppo e sul welfare hanno una visione comune. E allora, se non ora, quando? Per le prossime imminenti elezioni regionali del 27 ottobre occorre costruire una piattaforma non solo con il civismo vero (e non quello di ex uomini e donne di partito) ma tendendo anche la mano a elettori, amministratori, classe dirigente del Movimento 5 Stelle. Ritengo che la cultura dell’odio e del rancore non appartenga a coloro che, sebbene delusi dai partiti di centro-sinistra, hanno votato Movimento 5 Stelle.

Una coalizione larga E come hanno dimostrato questi 14 mesi di governo giallo-verde, troppo distanti appaiono le posizioni che, con la faciloneria di chi è attratto dal governare la res publica, sono state appuntate nei capitoli del patto di governo, strumento ormai in soffitta. In attesa di chiarire gli equilibrismi che Salvini e Di Maio proporranno dopo la crisi aperta nell’afa ferragostana, ma già ritrattata per non far tornare gli italiani al voto, in Umbria si può fare una coalizione larga aperta a quei pentastellati che, ormai delusi, cercano un luogo dove portare il loro costruttivo contributo, che sono certa sarà molto utile anche per la ‘rigenerazione’ di cui sento tanto parlare dentro il Pd umbro. Quindi, in attesa della costituente delle idee del segretario Zingaretti, prevista a novembre, il Pd umbro può e deve accelerare i tempi. Se concordiamo sul pericolo Salvini, se l’obiettivo è difendere l’Umbria, terra di San Francesco, di Aldo Capitini, di Altiero Spinelli, è l’unità che può fare la differenza, nelle imminenti elezioni regionali del 27 ottobre prima che nel governo nazionale

*Consigliere regionale Pd

«Incuria e vetri di bottiglie rotte al parcheggio Sant’Antonio di Perugia»

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di una nostra lettrice

Segnalo lo stato di incuria e di scarsa manutenzione del parcheggio Perugia Sant’Antonio situato appunto in Perugia, viale Sant’Antonio.
Sono giorni o forse settimane che lungo la rampa di uscita dal livello 1 (il livello scoperto) ci sono pezzi di vetro di bottiglie rotte. Nessun operatore o addetto alla manutenzione ha provveduto alla loro rimozione.
E’ un’incuria inaccettabile, oltre che causare possibili danni agli pneumatici delle autovetture, è segno di trascuratezza e di degrado che non sono un bel biglietto da visita in una città storica e con grande affluenza turistica.
A maggior ragione inaccettabile in uno spazio dove la sosta è a pagamento.
Allego delle foto scattate martedì 13 agosto e ad oggi la situazioni è identica.

Ho segnalato, tramite mail, la situazione alla Soc. Saba Italia spa che gestisce il parcheggio ma dubito che cambierà qualcosa!

Ringrazio. Saluti.
Lettera firmata