martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:42
1 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:09

Operazione anti-anarchici, arresti e perquisizioni in tutta Italia: coinvolta l’Umbria

La polizia ha fatto scattare le manette per sette appartenenti alla Fai. All'origine l'inchiesta per il ferimento di Roberto Adinolfi

Operazione anti-anarchici, arresti e perquisizioni in tutta Italia: coinvolta l’Umbria
Poliziotti della Digos (foto Fabrizio Troccoli)

Dalle prime ore dell’alba è in corso una vasta operazione, chiamata ‘Scripta Manent’ della Polizia contro la Fai – Federazione anarchica informale. La Digos di Torino, coordinata dal servizio centrale Antiterrorismo della direzione centrale della polizia Prevenzione, su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, sta dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare con il contributo operativo delle Digos di Pescara, Roma e Viterbo.

Arresti e perquisizioni Nell’ambito dell’operazione, sono stati arrestati sette anarchici e sono indagati altri otto. I poliziotti, con l’ausilio di unità cinofile antiesplosivo, hanno sottoposto a perquisizione oltre trenta anarchici e ventinove abitazioni dislocate in Piemonte, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania e Umbria. Contestato agli arrestati il reato di associazione con finalità di terrorismo, attribuendo loro l’esplosione di tre ordigni. Uno presso il quartiere Crocetta di Torino del 5 marzo 2007 e due ordigni presso la Caserma allievi carabinieri di Fossano del 2 giugno 2006. Gli ordigni, in entrambi i casi, erano programmati per esplodere a breve distanza l’uno dall’altro «al chiaro scopo di arrecare grave danno all’incolumità delle forze dell’ordine intervenute sul posto». L’operazione trae origine dal ferimento dell’ingegner Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare, per mano di appartenenti al cosiddetto “Nucleo Olga”, espressione del cartello eversivo “Fai”. Arresti sono stati effettuati anche a Viterbo e perquisizioni a Roma.

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