17 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:43

Omicidio stradale, a rischio i sindaci per le strade colabrodo. Anci Umbria: «Non è giusto»

Lettera del presidente De Rebotti a Fassino: «A noi la responsabilità penale ma chi ci dà le risorse per sistemare le vie?»

Omicidio stradale, a rischio i sindaci per le strade colabrodo. Anci Umbria: «Non è giusto»
Francesco De Rebotti

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il presidente Anci Umbria, Francesco De Rebotti, ha inviato al presidente nazionale dell’associazione dei Comuni italiani Piero Fassino in merito alla nuova legge sull’omicidio stradale

Caro Presidente,

noi Sindaci siamo sicuramente soddisfatti della nuova legge sull’omicidio stradale che, come sappiamo, risponde ad una forte domanda dei cittadini, soprattutto, delle Associazioni delle vittime che vedono finalmente riconosciuta una loro legittima richiesta.

Con questo provvedimento si è coperta una grande lacuna normativa ma, nel contempo, si è aperto in seno agli enti locali umbri un forte dibattito in merito alle possibili imputazioni penali che, in caso di incidenti stradali, possono colpire i primi cittadini.

In particolare, mi riferisco alla circolare inviata dal ministero dell’Interno a Prefetture, Questure, Carabinieri, Polizia e Finanza dopo l’approvazione della nuova legge che chiarisce: “…il reato ricorre anche se il responsabile non è un conducente di veicolo”, ma a chi avrebbe dovuto garantire la “tutela della sicurezza”: dai proprietari e gestori delle strade ai produttori di auto.

Il riferimento della circolare ministeriale è all’articolo 14 del Codice della strada, quello che individua “poteri e compiti degli enti proprietari delle strade”. Articolo che afferma: “Gli enti proprietari, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono:

a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi;

b) al controllo tecnico della efficienza delle strade e relative pertinenze;

c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta.

Come sappiamo, gli enti proprietari delle strade sono lo Stato, le Regioni e i Comuni; le novità introdotte dalla nuova legge sull’omicidio stradale combinate con ciò che prevede il Codice della strada, possono comportare l’effetto collaterale di essere noi stessi perseguiti in caso di cattivo stato delle nostre strade.

Noi non vogliamo in alcun modo esonerarci da quelle che sono le nostre responsabilità, ma essere perseguiti per fatti che esulano dalle nostre dirette capacità credo che sia profondamente ingiusto. Come Anci sono anni che chiediamo la possibilità di intervenire sulle nostre strade, avendo piena consapevolezza dello stato di degrado che alcune carreggiate hanno e ora, si aggiungono anche le strade provinciali!

Una domanda viene spontanea: con quali mezzi e con quali risorse?

Sul tema della sicurezza stradale, come Anci Umbria, siamo in prima fila, infatti, insieme alla Regione siamo impegnati in un’azione di monitoraggio sulla incidentalità delle nostre strade, sugli strumenti in capo alla Polizia Locale e su tutte le forme di collaborazione con le Forze di sicurezza. Tutto questo senza mai dimenticare l’importante e fondamentale lavoro che fanno i Comuni attraverso le proprie polizie locali, lavoro svolto sopra le proprie forze a causa della mancanza di organico.

Tutto questo mi preme evidenziarlo, perché possa rafforzare la tua azione, non solo a difesa dei Comuni, ma anche, a difesa dell’immagine di noi Sindaci, come già stai facendo, anche attraverso la sottoscrizione della lettera indirizzata tra gli altri al Presidente Mattarella, perché, imputarci certe responsabilità diventerebbe non solo drammatico, ma profondamente ingiusto in quanto, è bene ricordare, noi siamo i rappresentanti dei cittadini e non le loro controparti o ancor peggio parafulmini dell’inefficienza dell’intera macchina statale.

Ringraziandoti per il tuo lavoro ti invio un fraterno saluto.

Francesco De Rebotti

©Riproduzione riservata

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