sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 01:48
18 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:24

Omicidio Moracci, ergastolo per i due rapinatori. Famiglia: «Giustizia anche in Corte d’Assise»

Col rito abbreviato arriva la condanna del gup Santoloci più pesante delle richieste del pm Mazzullo che aveva proposto 18 anni per entrambi giovani. Testate al muro dopo la sentenza

Omicidio Moracci, ergastolo per i due rapinatori. Famiglia: «Giustizia anche in Corte d’Assise»
Il figlio di Moracci dopo la sentenza

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di Massimo Colonna

Ergastolo per Elvis Epure e Gheorghe Buzdugan, esecutori materiali dell’omicidio del 91enne Giulio Moracci. E’ questa la sentenza emessa con la formula del rito abbreviato dal giudice per l’udienza preliminare Maurizio Santoloci, che ha condannato all’ergastolo i due giovani rumeni per omicidio volontario, rapina aggravata e sequestro di persona, tutti reati consumatisi lo scorso 28 aprile nell’abitazione di via Andromeda a Gabelletta.

Tutto sull’omicidio Moracci

Omicidio Moracci, ergastolo ai due rapinatori La decisione arriva al termine dell’udienza che si è svolta dalla mattinata di lunedì nelle aule al terzo piano del tribunale di Terni. Nella prima fase dell’udienza il pubblico ministero Barbara Mazzullo aveva chiesto per entrambi gli imputati la condanna a 18 anni. Nella sua requisitoria il pm aveva spiegato le ragioni della richiesta, sostenendo che il computo tenesse conto di aggravanti e attenuanti. Per queste ultime in particolare il fatto che i due fossero incensurati (per condanne passate in giudicato) e che avessero comunque partecipato al processo in corte d’Assise sugli altri ritenuti responsabili del colpo a casa Moracci.

Momenti di tensione La richiesta del pubblico ministero aveva suscitato la reazione della parte civile, rappresentata dal legale Andrea Colacci, ossia i famigliari di Giulio Moracci: per loro la richiesta è stata troppo tenue. E in questo clima poi è arrivata la lettura del dispositivo dal parte del giudice Santoloci nel primo pomeriggio. In aula, al momento della sentenza, anche i due imputati che, da quanto trapela, al momento del pronunciamento del giudice avrebbero anche preso a testate il muro per la disperazione.

Doppio ergastolo Quella del giudice Santoloci è la prima sentenza sui drammatici fatti di Gabelletta per i quali si sta celebrando un processo anche in Corte d’Assise, di fronte a cui sono imputati i due basisti, il palo e la badante di Moracci. In questo senso il figlio di Giulio Moracci, dopo la pronuncia ha commentato: «Ci auguriamo che sia fatta giustizia anche in Corte d’Assise».

«Sentenza sproporzionata» Al termine della lettura della sentenza sono arrivate poi le reazioni delle parti. «Si tratta di una sentenza – ha spiegato Luca Maori, legale dei due condannati insieme a Giuseppe Squitieri di Roma – in cui non c’è proporzione, è sproporzionata. Nessuno mette in dubbio la pena per i due imputati, perché hanno tenuto un comportamento assolutamente non nello spirito umano e sociale, ma loro non volevano uccidere. Per questo secondo noi non c’è proporzione. Di sicuro ci appelleremo».

Una parte di giustizia In aula era presente anche Filippo Moracci, figlio della vittima, insieme all’avvocato Andrea Colacci di parte civile. «E’ stata fatta una parte di giustizia per quello che è accaduto – ha spiegato il figlio di Giulio Moracci – ma il percorso non è ancora completato. C’è ancora il processo in corte d’Assise e ci aspettiamo la stessa rigidità anche per quel procedimento».

Twitter @tulhaidetto

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