sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 19:13
27 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:23

Omicidio Lucentini: ricostruita in caserma la scena del crimine con la controfigura di Armeni

Super consulente porta nel cortile manichini, auto ed esperto di armi alto come Armeni. Studiate traiettorie, imbracciamento mitraglietta e puntamento piedi. Esito in un mese

Omicidio Lucentini: ricostruita in caserma la scena del crimine con la controfigura di Armeni
Esperti al lavoro (foto Fabrizi)

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di Chiara Fabrizi

Sono durati oltre quattro ore gli accertamenti balistici compiuti dal super consulente nominato dal tribunale di Spoleto, Marco Piovan, che giovedì mattina all’interno della caserma dei carabinieri di Foligno ha ricostruito la scena dell’omicidio di Emanuele Lucentini, l’appuntato scelto ucciso un anno fa da un colpo esploso dalla mitraglietta del collega Emanuele Armeni, in carcere per omicidio volontario premeditato.

L’accertamento: fotogallery
TUTTI SULL’OMICIDIO LUCENTINI
In udienza: fotogallery 

Ricostruita in caserma la scena del crimine Nel cortile dove erano appena arrivati i due militari che smontavano dal turno di notte, l’esperto scelto dal gup Stefania Amodeo, ha ricollocato le tre auto presenti, tra cui la gazzella e la Mercedes di Lucentini, esattamente nelle posizioni in cui sono state rinvenute. Utilizzati anche due manichini, ma soprattutto ci si è avvalsi della presenza di un esperto di armi alto 193 centimetri, ossia la medesima statura di Armeni che ha sempre sostenuto di aver esploso accidentalmente il colpo dopo essere inciampato. Sostanzialmente una controfigura del militare in carcere, voluta e portata da Piovan, che ha quindi ripetuto con molte variazioni tutti i movimenti che Armeni avrebbe potuto compiere scendendo dall’auto e inciampando.

Controfigura di Armeni La simulazione è servita a verificare la plausibilità della versione dei fatti fornita agli inquirenti, che non hanno mai creduto alla ricostruzione, tanto da contestare al militare l’omicidio premeditato, pur senza rivelare ancora il movente, destinato a rappresentare il momento cruciale del processo che si sta celebrando a Spoleto. All’accertamento di giovedì mattina ha partecipato anche il procuratore capo Alessandro Cannevale, che insieme al pubblico ministero Michela Petrini ha seguito il delicatissimo caso. Nel cortile della caserma di Foligno, naturalmente, anche gli avvocati e i consulenti sia della difesa, rappresentata dall’avvocato Michele Montesoro, che della famiglia di Lucentini assistiti dagli avvocati Giuseppe Berellini e Maria Antonietta Belluccini.

Risultati entro un mese Ampio, viene riferito, il contraddittorio tra le parti durante le fasi di studio delle traiettorie con relative misurazione per le quali si è tenuto conto, oltre che delle altezze di Armeni e Lucentini, del bossolo trovato sopra al tettino dell’auto del militare morto, ossia a poco più di un metro e mezzo di altezza. Nell’analisi, inevitabilmente, anche il segno lasciato dal proiettile sul muro di recinzione della caserma. Le simulazioni, filtra, non avrebbero permesso di trovare conferme alla versione dei fatti fornita da Armeni, così come le prime prove compiute sulla mitraglietta da cui è stato esploso il colpo non avrebbero fatto rilevare malfunzionamenti. Ma è chiaro che l’esito degli accertamenti, proseguiti alle 16 al poligono di tiro di Marmore (Terni), sarà consegnato da Piovan entro un mese. In aula si torna a metà luglio con la super consulenza.

Twitter @chilodice

 

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