domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 21:05
30 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:56

Omicidio Lucentini, consegnata la super perizia: non fu colpo accidentale

L'esperto Marco Piovan ha depositato circa 180 pagine di documenti al vaglio di difesa, parte civile e accusa. Si torna in aula il 12 luglio

Omicidio Lucentini, consegnata la super perizia: non fu colpo accidentale
Avvocati e periti in aula (foto Fabrizi)

Il consulente Marco Piovan, nominato dal giudice Stefania Amodeo nell’ambito del procedimento a carico di Emanuele Armeni, il carabiniere che il 16 maggio del 2015 ha ucciso il collega, l’appuntamento scelto Emanuele Lucentini, ha depositato la perizia con cui sostanzialmente viene sostanzialmente smentita la versione del colpo esploso accidentalmente. La notizia è stata riportata dal quotidiano La Nazione.

L’accertamento: fotogallery
TUTTI SULL’OMICIDIO LUCENTINI
In udienza: fotogallery 

Depositata la super perizia L’esperto balista ha consegnato le 120 pagine di perizia più altre 60 di allegati a margine degli accertamenti tecnici compiuti sia sull’arma, una M12 S2, che nel cortile della caserma dei carabinieri di Foligno dove è stata ricostruita la scena dell’omicidio. In particolare, Piovan rispondendo ai quesiti posti dal giudice, avrebbe rilevato che in base a prove e verifiche non sono risultati malfunzionamenti della mitraglietta e conseguentemente non sarebbe possibile che l’M12 S2 si sia armata nella fase di estrazione dall’auto di servizio, ossia nell’alloggiamento sotto al sedile passeggero. Sempre secondo il super consulente il caricamento accidentale dell’arma come sostenuto da Armeni, accusato di omicidio volontario e premeditato in base a un movente che la procura della Repubblica di Spoleto non ha ancora rivelato, non sarebbe compatibile.

Omicidio Lucentini Il militare in carcere dal luglio scorso ha infatti spiegato di aver esploso il colpo dopo aver inciampato scendendo dal Radiomobile. Piovan nella perizia sostiene che l’unica ricostruzione verosimile in base alle traiettorie, al colpo sul muro di recinzione della caserma e al bossolo rinvenuto sul tettino della Mercedes di Lucentini, è che Armeni abbia alzato l’arma all’altezza della spalla e pure non è escluso che abbia puntato orizzontalmente. I risultati di tutti gli accertamenti saranno comunque relazionati in aula direttamente dal perito nell’ambito dell’udienza convocata per il prossimo 12 luglio al tribunale di Spoleto.

 

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