sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 15:46
15 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:32

Omicidio di Borgo Bovio, parla il perito del tribunale: «Il coltello è idoneo a uccidere»

Il documento parla anche di «circostanza sfortunata»: la discussione il 13 ottobre

Omicidio di Borgo Bovio, parla il perito del tribunale: «Il coltello è idoneo a uccidere»
Il tribunale di Terni (foto Rosati)

di Massimo Colonna

L’arma utilizzata nella rissa dell’8 dicembre scorso a Borgo Bovio era «idonea a causare la ferita» che poi è risultata mortale. Anche se il caso di specie «si può considerare anche una mera circostanza sfortunata». Sono queste le conclusioni a cui arriva il perito tecnico incaricato dal tribunale di Terni di analizzare l’arma utilizzata nell’ambito dell’omicidio di Borgo Bovio, che ha portato alla morte del 21enne Oltjan Nela. Intanto viene aggiornato anche il procedimento con rito abbreviato sul caso: il 13 ottobre è prevista la nuova udienza in cui si potrebbe arrivare alla discussione e alla sentenza di primo grado.

La perizia «Il signor Oltjan Nela – si legge nella perizia stilata dal professor Luigi Cipolloni – a seguito degli eventi dell’8 dicembre 2015 ebbe a riportare una ferita da punta e taglio all’addome con lacerazione dell’intestino e della parete dell’aorta con conseguente stato di shock emorragico irreversibile. Il coltello appare di per sé idoneo alla produzione della lesione addominale e della parete aortica».

La partita del coltello La discussione tra accusa e difesa riguarda proprio la capacità del coltello di aver causato la morte del giovane. Secondo la difesa di Marjel Mjesh, ventenne connazionale della vittima accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, rappresentata dal legale Massimo Proietti, l’arma non era idonea a causare la morte. Tesi questa supportata anche da un perizia di parte effettuata dal professor Mauro Bacci. Ora però il lavoro del professor Cipolloni va nel verso opposto.

Gli altri organi «L’azione lesiva principale – si legge nella più recente perizia – venne condotta a livello addominale ove sono certamente presenti anche altri organi, oltre all’aorta effettivamente lesa, la cui lesione può potenzialmente determinare la morte del soggetto pur se appare indubbio che la lesione vascolare effettivamente prodottasi nel caso di specie possa essere considerata una mera circostanza sfortunata conseguente ad un colpo inferto all’addome con notevole violenza».

Le parti La tesi del professor Cipolloni è in linea invece con quanto sostenuto dalla procura, che lavora tramite gli uffici del sostituto procuratore Raffaele Pesiri che ha condotto le indagini con gli agenti della squadra mobile del vicequestore aggiunto Alfredo Luzi, e dalla parte civile, rappresentata dai legali Francesco Mattiangeli e Giovanna Scarcia che lavorano anche con la consulenza del perito Fabio Suadoni. A questo punto resta da capire la decisione del gip del tribunale di Terni: il 13 ottobre è in programma la nuova udienza in cui, nel procedimento di rito abbreviato, si potrebbe arrivare anche alla discussione e alla sentenza.

@tulhaidetto

©Riproduzione riservata

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