venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:02
29 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:34

Omicidio Bellini, l’assassino è un operaio 44enne: «Delitto consumato in ambito passionale»

Il procuratore Liguori: «Quadro probatorio robusto». Il cadavere ripescato nelle acque del Velino. La svolta nelle indagini dalle tracce di sangue e dai tabulati telefonici

Omicidio Bellini, l’assassino è un operaio 44enne: «Delitto consumato in ambito passionale»
Recupero salma Bellini

di Massimo Colonna

Halan Andriy, ucraino, classe 1972. È lui l’uomo finito in manette con l’accusa di aver ucciso Sandro Bellini, il 53enne operaio scomparso dal 18 maggio scorso. Si tratta di un operaio incensurato e da diversi anni in Italia. E’ stato arrestato nel tardo pomeriggio di sabato dai carabinieri, che hanno eseguito l’ordinanza firmata dal gip Simona Tordelli. Doppia svolta nel caso Bellini dunque perchè dopo l’arresto i sommozzatori del nucleo specializzato dei carabinieri di Genova hanno anche ritrovato il corpo della vittima, domenica mattina intorno alle 9, nelle acque del Velino e a due passi da dove era stata bruciata l’auto dello stesso Bellini. Anche di questo è accusato l’ucraino: di aver incendiato l’auto e di aver occultato il cadavere.

Recupero salma: fotogallery
«Quadro indiziario rasenta la certezza»: video
«Vi racconto le indagini»: video

Cadavere trovato
A dare una svolta alle indagini i riscontri dei carabinieri sulle tracce di sangue e sui tabulati telefonici, elementi che hanno portato ad un «quadro probatorio robusto», come lo ha definito il procuratore capo Alberto Liguori. «Devo riconoscere – ha spiegato Liguori – che le mie attese sull’operato dei carabinieri sono state più che soddisfatte. E’ stato portato avanti, in questi ultimi giorni, un lavoro importante basato su tecniche investigative tradizionali ma anche moderne. Il tutto in un contesto di massima garanzia per tutte le persona coinvolte nella vicenda e con il superamento del primo vaglio dell’autorità giudiziaria, ossia con la firma del gip sull’ordinanza di custodia».

Dai cani molecolari ai Ris: le indagini

La svolta dal sangue L’impulso decisivo alle indagini è arrivata, come hanno spiegato i carabinieri in conferenza stampa, dai riscontri avuti da una maglia e da un paio di pantaloncini ritrovati nella casa in cui il presunto omicida viveva, per la relazione che aveva con una donna anche lei straniera. Indumenti che erano stati lavati. Le tracce di sangue, consistenti – il che lascerebbe pensare ad un atto violento di una certa portata –  erano sia di Bellini che dell’arrestato. In sostanza i carabinieri, come ha spiegato il comandante provinciale Giovanni Capasso, in questi giorni hanno pressato la donna in quanto certi del fatto che da quella casa potessero uscire elementi utili. Come poi è successo. «Si tratta – ha spiegato Liguori – di quei famosi riscontri individualizzati che ci hanno permesso di configurare un quadro più completo anche attraverso i tabulati telefonici».

I riscontri telefonici In particolare le indagini sui telefoni e sulle celle agganciate per la localizzazione Gps hanno permesso agli inquirenti di arrivare a definire la «movimentazione dei personaggi coinvolti in particolare nei giorni della scomparsa del Bellini». Dunque tramite i telefoni è stato possibile ricostruire i movimenti dei sospettati. Su questo fronte le indagini proseguono ancora per capire in particolare la tempistica esatta della scomparsa, del delitto, dell’incendio alla macchina e dell’occultamento.

Delitto passionale Secondo gli inquirenti l’omicidio è avvenuto in un ambito passionale, come del resto si era sempre sostenuto sin dall’inizio. In particolare Bellini avrebbe avuto una relazione con la donna coinvolta nella vicenda che era sostanzialmente separata in casa con l’operaio edile finito agli arresti. Il movente dunque sarebbe da ricondurre a questa situazione.

L’arresto e l’autopsia A firmare l’ordinanza di custodia in carcere è il giudice per le indagini preliminare Simona Tordelli. I carabinieri hanno eseguito l’arresto nel tardo pomeriggio di sabato, andando in casa dell’uomo, a Terni, che si è dimostrato sorpreso di trovarli. Non ha opposto resistenza ed è stato trasportato in una cella del carcere di vocabolo Sabbione a disposizione dell’autorità giudiziaria. Intanto lunedì è fissata l’autopsia sul corpo di Bellini: anche questo un passaggio cruciale per le indagini: ci sono ancora dei punti da chiarire infatti. Ossia come è stato ucciso, se qualcuno ha aiutato Andriy nel delitto e giorno presunto della morte. Il corpo è riaffiorato dalle acque del Velino in un punto vicino a dove la sua auto era stata data alle fiamme.

Twitter @tulhaidetto 

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