domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:58
11 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:20

Oliviero Toscani ai giovani di Perugia: «Fate ciò che amate o sarete mediocri»

L’incontro del fotografo con gli studenti del corso di laurea in Ingegneria edile-architettura: «Per migliorare il mondo bisogna essere sovversivi»

Oliviero Toscani ai giovani di Perugia: «Fate ciò che amate o sarete mediocri»
Oliviero Toscani a Perugia

di Elisa Marioni

E’ Oliviero Toscani l’ospite scelto per festeggiare i primi dieci anni del corso di studi in Ingegneria edile-architettura dell’Università degli Studi di Perugia. Il celebre fotografo è intervenuto alla conferenza alla Sala dei Notari e ha parlato agli studenti, con un discorso dal titolo “La ricerca del consenso crea mediocrità”. La parola d’ordine? Mai uniformarsi.

L’incontro con gli studenti I tanti giovani presenti in sala non erano abbastanza per Oliviero Toscani – troppi posti vuoti – ma comunque attenti e affascinati dalle sue parole. Parole scandite con il solito modo irriverente, rivolte soprattutto a loro, quelli che sono ancora in tempo per «non essere mediocri». Perché la mediocrità è ciò che fa più paura a Toscani e il segreto per allontanarla, a detta sua, è fare sempre ciò che si ama: «Tutto il resto vi riuscirà mediocre, non solo nel lavoro ma anche nella vita». Bando alla paura di essere diversi e di seguire le proprie passioni, quindi. E tenersi sempre alla larga dai buoni consigli, che non dovrebbero mai «offuscare la voce interiore». Ma una domanda sorge spontanea: come si fa a inseguire il proprio sogno a prescindere dalle difficoltà economiche che sempre più spesso si presentano? «Non morirete di fame» è la sua secca, provocatoria risposta.

L’architettura Ad una conferenza per festeggiare il decennale di un corso di laurea che sforna ingegneri e architetti, non poteva mancare qualche riferimento a questo mondo, che Toscani conosce da vicino. «Mia madre mi avrebbe voluto ingegnere – rivela – quanti di voi hanno scelto questa facoltà perché costretti?». Nessuna mano si alza e questo gli piace. Dice di essere sempre stato un «grande fan» dell’architettura, che però ormai non sa più rischiare, diventando così il campo in cui «la vigliaccheria è più visibile». E allora si scaglia contro chi copia, nella disperata ricerca del consenso: «Per migliorare il mondo bisogna essere sovversivi, la paura di essere criticati porta a fare scelte sempre più banali. Alla mediocrità».

La speranza «I ribelli, i problematici, gli scombussolati, i provocatori». Sono loro i giovani in cui Oliviero Toscani ripone speranza per un mondo migliore. «Chi di noi ha il coraggio di sfuggire al politicamente corretto? Siamo ripresi perché scomodi per chi vuole il mantenimento dello status quo».

Il decennale Il corso di laurea in Ingegneria-edile architettura ha appena compiuto dieci anni vincendo molte sfide, grazie ad uno stretto rapporto con le competenze del territorio. Un percorso di cinque anni per la creazione di una figura professionale che può essere architetto e ingegnere al tempo stesso. Ma non mancano le difficoltà. Lo ammette Annibale Luigi Materazzi, direttore del dipartimento di Ingegneria civile e ambientale ma, come Toscani, ribadisce che è bene che i giovani si preparino a sfide nuove. «Bisogna migliorare e modificare il percorso di studi per adattarlo ai cambiamenti –dichiara –sono fiducioso che torneranno tempi belli, ma di sicuro diversi».

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