domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:49
13 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:56

Nubifragio a Perugia, allagamenti e frane: conta dei danni. Comune: «Chiederemo stato di emergenza»

Caduti fino a 120 millimetri di acqua nel giro di tre ore. Smottamenti tra Ponte Rio e Ponte D'Oddi, voragine a San Galigano. L'avviso della protezione civile sabato: «Personale in preallerta»

Nubifragio a Perugia, allagamenti e frane: conta dei danni. Comune: «Chiederemo stato di emergenza»
Frana tra Ponte D'Oddi e Monteripido

di Ivano Porfiri

Il “day after” del nubifragio che ha travolto Perugia è quello di una città che si rimbocca le maniche e cerca di scrollarsi di dosso le conseguenze di un evento atmosferico che il Comune lo definisce di «portata straordinaria sia per quel che riguarda la vastità della zona colpita dal maltempo che per l’intensità dei fenomeni atmosferici». I dati parlano anche di circa 120 millimetri di acqua caduta in due ore e 85 mm in poco più di un’ora a Ponte Felcino. Valori «statisticamente sono associabili a tempi di ritorno di 200 anni – precisa la protezione civile regionale – quindi eventi classificabili come eccezionali». A memoria un nubifragio simile è stato quello del luglio 2013, ma aveva interessato solo parte della città. Il Comune sta inoltre definendo la richiesta dello stato di emergenza da inviare a Governo e Regione.

FOTOGALLERY: FRANE A PONTE D’ODDI
FOTOGALLERY: VORAGINI E FANGO

Nubifragio Le mappe satellitari della protezione civile nazionale mostrano un fenomeno fortissimo ma molto circoscritto grograficamente, con l’area coinvolta maggiormente che va da Magione a Casacastalda e il comune di Perugia proprio al centro. E’ stata la zona dei Ponti quella più colpita in assoluto ma anche Pian di Massiano, Santa Lucia, Ponte D’Oddi, Montelaguardia. I dati del Centro funzionale della protezione civile alla stazione di Pianello parlano di un picco di precipitazioni di 40 millimetri alle 15 di domenica, con un accumulo al suolo di 119 millimetri in due ore, equivalente di quanto in media accade in due mesi circa. A Ponte Felcino si è arrivati addirittura a 53 millimetri di precipitazioni alle 15.30 con un accumulo, però, inferiore: 85 millimetri. Ma anche la città ha fatto registrare dati rilevanti: in zona stadio 34 millimetri di precipitazioni alle 16.15 con un accumulo di 45 in tre ore.

FOTOGALLERY: PIANELLO FANGO NELLE CASE E NEI LOCALI COMMERCIALI 
VIDEO: CASE ALLAGATE
NUBIFRAGIO VISTO DAL SATELLITE

I danni Inevitabile che un simile nubifragio abbia prodotto una serie di danni, anche se il Comune afferma che «in generale, nonostante l’eccezionalità dell’evento, il sistema di deflusso delle acque nel complesso ha risposto in maniera efficiente». Oltre a quello collaterale dell’annullamento della manifestazione cittadina Perugia 1416, prima sospesa e poi rinviata a data da destinarsi, centinaia sono state le chiamate dei cittadini per allagamenti, cadute di rami, frane e smottamenti. I vigili del fuoco hanno svolto di 80 interventi nella giornata di domenica, più altri 20 lunedì. In totale impegnate 9 squadre con oltre 30 uomini e personale raddoppiato nel turno di notte. Forte impegno anche del cantiere comunale, con operai dislocati per circoscrivere i danni e fare i primi interventi. Ancora non c’è una stima dei danni, ma è facile prevedere che si possa parlare almeno di qualche centinaia di migliaia di euro.

FOTOGALLERY: BOMBA D’ACQUA
VIDEO: CITTA’ ALLAGATA
VIDEO: STRADE SOTT’ACQUA

Le zone più colpite Gli allagamenti hanno interessato le zone più “a valle”, dove l’acqua si è riversata incanalandosi e formando dei veri e propri torrenti. Allagamenti sono stati registrati dalla stazione di Fontivegge a tutta l’area tra via Cortonese e lo stadio Curi. Tantissime chiamate dalla zona dei Ponti: da Ponte San Giovanni, passando per Ponte Valleceppi, Ponte Felcino e Villa Pitignano, dove è stato inondato il sottopasso. Molte cantine invase dal fango e parecchie vetture fortemente danneggiate dall’acqua.

SOSPESA E RINVIATA MANIFESTAZIONE PERUGIA 1416
CASCATE D’ACQUA IN MEZZO ALLE CASE. VIDEO
PIANELLO: FOTO E VIDEO DEI LETTORI

Frane e voragini Dove l’acqua non si è accumulata, ha usato la sua forza per trascinarsi dietro detriti e terra. Frane e smottamenti hanno interessato tutto il territorio comunale, ma la zona forse più danneggiata è quella tra Ponte Rio (con l’immancabile chiusura del Bulagaio), Ponte D’Oddi (rimasta temporaneamente “isolata” sia dal versante di Montemorcino che da quello di San Marco e San-Galigano-Santa Lucia (una voragine si è aperta lungo il marciapiede in fondo a via Torelli mentre l’ex laghetto di Santa Lucia è stato completamente invaso dal fango).

FOTOGALLERY: NUBIFRAGIO SU MANIFESTAZIONE 1416
VIDEO NUBIFRAGIO SU PERUGIA 1416

Le lamentele I cittadini si sono dati immediatamente da fare con pale e e pompe dell’acqua per svuotare locali e cantine dal fango. Intanto le ditte attivate dal Comune, insieme ai vigili del fuoco, intervengono sulle frane. La lamentela più comune è quella che «si fa poca manutenzione su tombini e pozzetti, occlusi da erba e detriti e incapaci di contenere la pioggia». C’è anche chi segnala che la protezione civile aveva diramato un avviso di avverse condizioni meteo nella giornata di sabato, in verità comunque esteso all’intera regione Umbria (attesi circa 35 mm in 6 ore su tutte le zone di allerta su cui è suddivisa la regione). Di certo non era facile prevedere un evento così circoscritto e intenso.

Comune: «Eravamo in preallerta» Da Palazzo dei Priori fanno sapere come «il personale degli uffici comunali, che era già in una situazione di preallerta e pronto a rispondere ad eventuali emergenze, si è immediatamente recato nelle zone più colpite dal maltempo per cercare di circoscrivere, contenere e, laddove possibile, rimuovere le principali criticità causate dalla pioggia. La struttura comunale, in accordo e in collaborazione con Regione, Prefettura, vigili del fuoco, società di servizi (Agenzia forestale regionale, Umbria Acque, Gesenu), nonché con il contributo dei volontari, è intervenuta per garantire la sicurezza pubblica e per ripristinare il transito lungo le strade in cui si sono manifestati smottamenti e frane (come nel caso di Ponte d’Oddi, Montelaguardia, San Marino e Ponte Felcino),  per la rimozione di alberi o rami caduti e per aspirare l’acqua che ha invaso sottopassi e abitazioni. L’attività, coordinata dal sindaco Andrea Romizi, il vicesindaco con delega alla protezione civile Urbano Barelli e  l’assessore alle Infrastrutture Francesco Calabrese, è proseguita per tutta la notte ed è tutt’ora in corso. Al momento risultano chiuse  o parzialmente ostruite: la strada del Bulagaio, la strada tra Ponte Rio e San Marino, alcuni tratti di viabilità minori tra Ripa e Pieve Pagliaccia, la viabilità di accesso a Castel d’Arno e la via di collegamento tra Ponte D’Oddi e San Marco».

Fiumi La protezione civile, nella giornata di domenica, ha monitorato da vicino i fiumi: intorno alle 16, vista la rapida risalita dei livelli idrometrici del Chiascio è stato attivato il presidio idraulico per gestire eventuali criticità nelle zone maggiormente a rischio di Pianello e Petrignano d’Assisi. A causa del cantiere a monte dello sbarramento della diga di Casanuova sul Chiascio, infatti, al momento non è possibile trattenere a monte volumi di piena e la diga, quindi si comporta come se non esistesse (scarichi di fondo aperti e non regolati da parte del gestore, Ente Acque Umbro Toscane). Fiumi principali (compreso il Tevere) sotto controllo, reticolo secondario e minore, invece, con livelli in salita laddove le piogge superavano i circa 40 mm cumulati. Critica la situazione del Torrente Genna che, a causa delle copiose piogge ed un bacino idrografico di monte praticamente impermeabile, ha fatto registrare una piena importante.

Stato di emergenza Palazzo dei Priori annuncia la richiesta dello stato di emergenza a Governo e Regione. Anche il consigliere regionale Giacomo Leonelli (Pd) ha presentato una interrogazione, che verrà discussa d’urgenza, nella riunione della Seconda Commissione, in merito al «violento nubifragio di ieri che ha colpito la città di Perugia, interessata quasi complessivamente ed in particolare nella zona Nord-Est, ma anche in alcune frazioni della zona di Assisi». Leonelli chie se sussistono le condizioni per la richiesta di stato di emergenza o calamità naturaleoltre e anche di avere informazioni sulla frequenza di eventi di questa portata, sulla gestione dell’emergenza e se esiste una stima del quadro complessivo dei danni provocati. Anche la Lega Nord Umbria, attraverso i consiglieri regionali Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, intende esprimere «solidarietà e vicinanza ai cittadini colpiti da quello che può essere definito come un evento atmosferico di portata eccezionale» e annuncia che «solleciteremo le istituzioni a prendere coscienza della situazione e chiederemo al Comune di Perugia di valutare opportunamente e con estrema cautela, le azioni più adeguate alla tutela dei cittadini. Pensiamo sia opportuno valutare una stima dei danni e conoscere, seppur in considerazione della straordinarietà dell’evento, se sussistono responsabilità nella negligenza o nella incuria di manutenzioni nelle varie zone colpite».

Coc prorogato Intanto con apposita ordinanza, il sindaco Romizi ha prorogato l’apertura del centro operativo comunale di protezione civile che sta provvedendo al monitoraggio delle situazioni di emergenza e  sta verificando la funzionalità di alcuni edifici.

 

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