domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:42
26 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:20

Norcia, una squadra di psicologi per aiutare le vittime del terremoto ad uscire dall’incubo

L'obiettivo è tentare di ripristinare la percezione di sicurezza e protezione di sopravvissuti, sfollati, feriti e persone che hanno perso i loro cari e le loro abitazioni a causa del sisma

Norcia, una squadra di psicologi per aiutare le vittime del terremoto ad uscire dall’incubo

Centoventiquattro psicologi del Centro Italia sono stati mobilitati in favore delle vittime del terremoto. Sfollati, sopravvissuti, feriti e familiari di persone morte potranno rivolgersi a queste figure. Una squadra è già operativa a Norcia. Dei 124 professionisti alcuni sono umbri e sono stati segnalati dall’Ordine alla Protezione civile. Informa una nota: «Effettuato il primo soccorso, per le fasi successive ci organizzeremo con squadre e turni per realizzare sportelli specifici per adulti e minori al fine di aiutarli a rielaborare il tragico evento nella maniera più adatta possibile». Mariano Pizzo, che coordina il gruppo di lavoro per la psicologia delle emergenze dell’Ordine umbro, aggiunge: «Si tratta di interventi di prevenzione per aiutare persone normali, con reazioni normali, a fronteggiare un evento catastrofico che sicuramente ha provocato una ferita psicologica. L’obiettivo principale sarà aiutare la popolazione a elaborare l’evento contenendo le intense emozioni che suscita, facendogli riconquistare per quanto possibile un senso di sicurezza e normalità».

Stress acuto Prosegue il comunicato: «Lo stress acuto che può manifestarsi anche a seguito di terremoti, se non adeguatamente trattato e curato, può generare nel tempo disagio psicologico. Lo psicologo compie il pronto soccorso psicologico, che non è di natura clinica, e tratta prima di tutto le vittime che sono identificate con un codice verde dal punto di vista sanitario (che non richiede un intervento sanitario urgente) e segue principalmente azioni come l’entrare in contatto con la vittima, ripristinando la sua percezione di sicurezza e protezione, facilitando il suo ricongiungimento familiare e cercando di contenere professionalmente le emozioni espresse favorendo la calma». Questo tipo di attività principali «rispondono ai bisogni psicosociali immediati delle vittime del sisma, che si aggiungono alla necessità di soddisfare i propri bisogni primari».

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