martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:26
16 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:31

Norcia, dopo le scosse il maltempo: pioggia e fango nella tendopoli di San Pellegrino

Disagi per gli sfollati assistiti dalla protezione civile: «Siamo impauriti e per gli anziani anche solo uscire per andare in bagno è una difficoltà»

Norcia, dopo le scosse il maltempo: pioggia e fango nella tendopoli di San Pellegrino
Una tendopoli a San Pellegrino (foto Fabrizi)

MULTIMEDIA

Guarda il video

di Chiara Fabrizi

All’indomani delle tre forti scosse in rapida sequenza e dopo una notte di paura, ad abbattersi su Norcia e non solo è il maltempo. Per tutta la mattina la pioggia battente è caduta sulla zona creando i maggiori disagi all’ottantina di sfollati ospitati nella tendopoli di San Pellegrino, allestita in un campo alle porte del paese gravemente danneggiato dal terremoto e classificato come zona rossa. Il fango si è già formato in alcune zone del campo d’accoglienza dove le passerelle sono state già montate da giorni, ossia dal primo temporale che risale al 30 agosto scorso.

TUTTO SUL TERREMOTO
La paura di Ceciali, 85 anni: video

Freddo e umidità A patire di più sono i numerosi anziani assistiti dai volontari della protezione civile regionale, molti dei quali hanno trascorso la mattinata di venerdì nel tendone adibito a mensa, raccontando anche delle cure a base di antibiotici, delle punture di cortisone e degli sciroppi resisi necessari negli ultimi giorni: «L’umidità ormai ci dà il tormento – raccontano un gruppo di anziane – per non parlare del freddo che arriva appena cala il sole. Pensa che ogni notte – racconta con dignità una ottantenne – ho bisogno di andare bagno anche quattro volte e alla mia età uscire all’aperto, attraversare il campo per raggiungere i servizi igienici e dopo tre settimane così gli effetti si fanno sentire».

Infiltrazioni  Nella tendopoli di San Pellegrino, la pioggia ha già provocato le prime infiltrazioni in alcune delle tende della protezione civile che si è provveduto a dotare di un secondo telone, ma per tutti è chiaro che così non si può andare avanti. Per gli abitanti di San Pellegrino, come per tutti gli altri sfollati, la soluzione di medio periodo è l’autonoma sistemazione (contributo affitto da 600 euro) o il trasferimento in alberghi e agriturismi di Norcia, in attesa delle casette prefabbricate attese non prima di cinque, sei mesi. Ma nonostante il tormento dell’umidità e il freddo delle notti le soluzioni non convincono: «Ieri con quelle tre scosse forti – spiega Sesto Amici – abbiamo ricominciato da capo con crolli, boati e pianti. Qui nessuno vuole andare in albergo perché – dice – abbiamo paura dei terremoti, lì non ci sentiamo al sicuro».

@chilodice

 

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250