mercoledì 16 ottobre - Aggiornato alle 17:42

Young Jazz, tutti i linguaggi che uniscono: dai bambini ai giovani protagonisti della scena musicale italiana

Il festival entra nel vivo. Dopo i laboratori, tra musica, gioco e riciclo, ecco i concerti più attesi da Giovanni Falzone ai C’mon Tigre

Giovanni Falzone

Entra nel vivo Young Jazz Festival, che ha preso il via il 2 ottobre con le prime iniziative a tema “Changes”, lasciando ora spazio anche ai ‘cambiamenti’ in musica con la consueta proposta dei lavori più interessanti che il mondo del jazz italiano ha prodotto negli ultimi anni. Molti gli under 35 che nei prossimi giorni, fino al 6 ottobre, si esibiranno a Foligno. Sono attesi nei luoghi più suggestivi della città, come Auditorium Santa Caterina, Spazio Zut, Spazio Astra, i C’mon Tigre, Giovanni Falzone Open Quartet, Vittorio Cuculo Jazz 4et con Gegè Munari, Satoyama, Jacopo Ferrazza Trio, Camilla Battaglia, duo O-Janà.

Musica, gioco e riciclo Come anticipazione al festival, Young Jazz ha già avviato nei giorni scorsi i primi incontri del workshop “I linguaggi musicali che uniscono” a cura di Pasquale Mirra e Danilo Mineo. Protagonisti sono i bambini che utilizzeranno degli strumenti fatti da loro con materiali riciclati anche per una performance finale in programma giovedì 3 ottobre all’Auditorium Santa Caterina (ore 18:30, ingresso libero). Sarà quindi l’evento conclusivo del laboratorio (riservato a bambini dai 6 ai 10 anni) che si è tenuto allo Spazio Zut. In questo progetto la musica diventa componente di un trattamento che mentre è squisitamente educativo, appare anche terapeutico, in quanto stimola il bambino a liberarsi e a vivere la propria storia individuale a configurarsi come entità responsabile di talune azioni mimiche, gestuali, ritmiche, in definitiva a conoscersi meglio mediante la stimolazione che il suono, proposto nelle più diverse e varie eccezioni è capace di suscitare. L’insegnamento della musica non può limitarsi alla conoscenza dell’esecuzione musicale, ma deve rappresentare un aspetto della cultura generale ed essere integrato nella totalità del progetto educativo.

Mirra e Mineo Un progetto che è sempre una scommessa anche per i curatori che, come spiegano loro stessi, ogni volta si mettono in discussione. Danilo Mineo, percussionista, che si occupa della costruzione degli strumenti a partire da materiali di riciclo afferma: “Questo progetto di musica e gioco è nato con Mirra dieci anni fa, grazie a dei laboratori nelle scuole primarie del territorio emiliano. Negli anni lo abbiamo portato fuori dalle scuole, anche nei festival di musica, specialmente in quelli come Young Jazz attenti a certe tematiche. L’intento e finalità è coinvolgere e sensibilizzare i bambini alla musica attraverso il gioco e creando strumenti e oggetti sonori partendo dal riciclo di materiali. Il bambino così scopre il suono, utilizzando e manipolando dei materiali che attraverso questa attività acquisiscono altre funzioni. Si stimolano i bambini grazie alla creatività e all’improvvisazione. Si fanno conoscere prima di tutto gli strumenti musicali convenzionali che mettiamo a disposizione, poi l’altro passaggio è riprodurre qualcosa dal punto di vista sonoro, che hanno già vissuto, rimaneggiando però nuovi materiali per sensibilizzarli anche ad un pensiero ecologico. C’è poi anche l’aspetto dell’integrazione e della condivisione di una esperienza per mettere bambini di nazionalità diverse a confronto. Formare un gruppo, ascolto reciproco, manualità: cerchiamo di stimolare tutti questi aspetti che sono distanti da certe consuetudini del quotidiano”. Pasquale Mirra, vibrafonista, si occupa invece della fase della conduzione per far suonare dai bambini gli strumenti creati per una sorta di orchestra di strumenti a percussione: “L’evento finale lo chiamiamo performance perché è la rappresentazione di quello che i bambini hanno vissuto nei giorni laboratoriali. Il fine non è tanto quello legato alla musica, ma ad aspetti importanti tanto quanto e forse più della musica, come la condivisione di esperienze diverse. Nelle giornate i bambini si incontrano, vedono strumenti da tutto il mondo e poi iniziano a costruire con materiali di riciclo tra i più svariati. Sensibilizzati da questo arrivano pure con strumenti costruiti a casa di propria iniziativa. Questo ci sembra un elemento importante tanto quanto il fatto di vedere insieme bimbi di nazionalità diversa per un arricchimento reciproco. I bambini rappresentano il futuro e questi sono i motivi per cui portiamo avanti da 10 anni questa iniziativa. La priorità resta il gioco che per noi è fondamentale”. Per Mirra c’è anche un altro motivo per cui portano avanti questo progetto: “I musicisti sono quelli che godono di meno del valore della musica, linguaggio che può arrivare ovunque e che è comprensibile a tutti. Quello che insegniamo ai bambini è tanto ma quello che impariamo è molto di più. Spesso ci dimentichiamo dei valori che la musica può avere e con i bambini li riscopriamo. Loro infatti accrescono la nostra possibilità di rapportarci con altri musicisti e vivere la musica con i valori di condivisione. Riscontriamo quindi queste idee in festival come Young Jazz e questo facilita il nostro lavoro”.

Giovedì 3 ottobre Allo Zut! va in scena lo spettacolo di danza contemporanea con musica dal vivo “Una crepa, nostalgia dell’oro”. La danza e la musica si incontrano e dialogano in un territorio vivo di risonanze e deformazioni. Il corpo sonoro, emesso dal contrabbasso in acustico, è parte del paesaggio e partecipa della struttura coreografica muovendo lo spazio attraverso pratiche di avvicinamento, slittamento, oscillazioni, ripetizioni, prolungamenti, blocchi, lievi spostamenti, variazioni di ritmo. Concetto di Lucia Guarino, Emma Tramontana; coreografia di Lucia Guarino; danza, Elisa D’Amico, Lucia Guarino; contrabbasso, oggetti Matteo Bortone; costumi Elisabetta Baroni; drama consulting Emma Tramontana.

Venerdì 4 ottobre Il viaggio musicale inizia venerdì 4 ottobre all’Auditorium Santa Caterina (ore 18:30 – 8 EURO) con il concerto di Camilla Battaglia. La cantante e compositrice presenta il suo ultimo gruppo Emit con il quale ha pubblicato il suo secondo album dal titolo ‘EMIT: RotatoR TeneT’. Questo nuovo lavoro celebra in musica il concetto di tempo attraverso la lente della scienza e della filosofia. Ad accompagnare Camilla – voce, tastiere/piano, elettronica – ci sono Michele Tino al sax alto, Andrea Lombardini al basso elettrico e Bernardo Guerra alla batteria. Il 4 ottobre sarà anche il giorno di uno dei concerti più attesi. Allo Zut (ore 21:30 – 10 EURO) sarà la volta di Giovanni Falzone Open Quartet. Questo progetto nasce con il desiderio di omaggiare, attraverso una serie di composizioni originali scritte per l’occasione dal trombettista Falzone, una delle formazioni più classiche in assoluto: il Quartetto. Utilizzare questo tipo di organico, storicamente inteso come il più “classico” delle formazioni, è stato un punto di partenza molto stimolante per architettare un lavoro di ricerca compositiva, dove Falzone ha cercato di miscelare il jazz con tutte le forme di scrittura e improvvisazione che durante il XX Secolo si sono avvicendate. Insieme alla tromba di Falzone, anche il pianoforte di Enrico Zanisi, il contrabbasso di Giulio Corini e la batteria di Alessandro Rossi. Il fine serata sarà allo Spazio Astra (ore 23:00 – INGRESSO LIBERO): in concerto Vittorio Cuculo Jazz 4et. Dalle 19:00 e prima del live Dj Soch e Dj Jack (Black Angus Fm) Warm Up Dj Set. Il sassofonista romano Cuculo (sax alto e soprano) è considerato dalla critica uno dei migliori nuovi talenti della scena jazz italiana. Dotato di uno stile personale e di un notevole virtuosismo, Cucolo ha già alle spalle un curriculum importante ricco di premi e segnalazioni, e una intensa attività concertistica internazionale. Ospite d’eccezione della band sarà Gegè Munari, pioniere e maestro della batteria in Italia. Il gruppo (insieme a loro anche Danilo Blaiotta – pianoforte, Enrico Mianulli – contrabbasso) presenterà dei brani tratti dall’album “Between”, la sua più recente produzione discografica, e i più importanti brani standard del jazz americano.

Sabato 5 ottobre Il sabato del festival prenderà il via all’Auditorium Santa Caterina (ore 18:30 – INGRESSO LIBERO) con il concerto di Jacopo Ferrazza Trio. Il primo album per CAM JAZZ di Ferrazza, intitolato “Rebirth”, ha visto l’affermazione di uno dei più interessanti giovani bassisti/compositori del panorama europeo. Ora Ferrazza, nuovamente affiancato dal chitarrista Stefano Carbonelli e dal batterista Valerio Vantaggio, dimostra il suo valore artistico con una nuova serie di composizioni originali riunite sotto il titolo di “Theater”. La musica spazia da un jazz moderatamente convenzionale a strutture più formali che riportano ad aspetti della scrittura classica per trio. A Foligno c’è attesa anche per vedere dal vivo i C’mon Tigre. L’appuntamento è allora allo Zut (ore 21:30 – 15 EURO). Muovendosi tra tradizione e sperimentazione, C’mon Tigre è un duo attorno al quale ruota un collettivo multicolore di musicisti provenienti da più parti del mondo. C’mon Tigre nasce nel bacino del mediterraneo, e germoglia agli angoli delle grandi città raccontando l’Africa, per fascinazione, con una linea curva che parte da San Diego e finisce a Bombay. La radice è il funk, quello sporco, termine con cui gli afroamericani indicavano l’odore del corpo in stato di eccitazione. Gran finale di giornata sempre allo Spazio Astra (ore 23:00 – INGRESSO LIBERO) e ancora con il Vittorio Cuculo Jazz 4et. Insieme al quartetto di Cuculo, per il sabato sera è in programma anche il live dei Satoyama, quartetto composto da Luca Benedetto – tromba & elettronica, Christian Russano – chitarra elettrica & elettronica, Marco Bellafiore – contrabbasso, Gabriele Luttino – batteria. Satoyama nasce nel 2013 dall’incontro e dall’esperienza di quattro musicisti di diversa estrazione, con l’obiettivo di creare una musica di confine in cui mettere i propri vissuti e le loro esperienze. Creano un suono con larghe influenze jazz e progressive rock, passando anche dalla world music. La loro avventura musicale li porta a suonare in numerosi club e festival nazionali ed internazionali. Nel 2019 è uscito il terzo disco “Magic Forest” per l’etichetta Auand Records.

Domenica 6 ottobre Lo Spazio Astra (ore 12:00 – 15 EURO) sarà la location per il gran finale di Young Jazz festival, tra musica e immagini. Si parte con il documentario “Deforestazione made in Italy” di Francesco De Augustinis in collaborazione con Legambiente Foligno. A seguire brunch e concerto del duo O-Janà formato dalla cantante Ludovica Manzo e dalla musicista elettronica/pianista Alessandra Bossa. Una proveniente dalla musica classica e contemporanea, l’altra dal jazz e dalla musica di ricerca, combinano elettronica, improvvisazione e songwriting in una maniera del tutto originale.

Changes Young Jazz Festival anche per l’edizione 2019, la 15esima, cambia nuovamente e si presenta a Foligno, dal 2 al 6 ottobre 2019, con il tema ‘Changes’. Punta ai “cambiamenti”, in campo musicale e non solo: workshop musicali rivolti ai bambini, proiezioni, produzioni originali, performance di danza, senza dimenticare di affrontare problematiche ambientali e di sostenibilità nell’ambito del consolidato schema del ‘Jazz Community’, lasciando il consueto spazio al jazz delle nuove generazioni e di nuova generazione. L’evento musicale ha il patrocinio di Umbria Jazz per l’undicesimo anno consecutivo.

Info e biglietti L’infopoint e box office è a Foligno in Corso Cavour 145 (Porta Romana): fino al 5 ottobre aperto dalle ore 10:30 – 12:30 / 16:30 – 19:30. Biglietti online: www.youngjazz.it/ticket-online/. Per info e programma: www.youngjazz.it.

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