martedì 24 ottobre - Aggiornato alle 11:44

Young jazz festival fa ancora centro: a Foligno musica senza frontiere e barriere visive, uditive e sensoriali

Inclusività ed accessibilità sono state le parole chiave della 13/a edizione che si è conclusa con successo tra concerti ed iniziative ‘alterate’

Tinissima 4et in concerto allo Zut

Un festival “alterato”. Un festival che ha voluto ampliare i propri orizzonti, i propri sensi, per vedere con altri occhi, ascoltare con altre orecchie. Young Jazz, che si è svolto a Foligno dal 5 all’8 ottobre scorsi, si è evoluto, trasformato e ha fatto centro ancora una volta. Sempre attento alle tematiche sociali – impegno questo nel sociale che da sempre lo identifica e lo rende diverso dagli altri festival – Young Jazz ha voluto abbattere frontiere musicali e barriere architettoniche, visive, uditive, sensoriali, cognitive: inclusività ed accessibilità sono state le parole chiave della 13/a edizione. Concerti ed iniziative “alterate” (‘Alterazioni’ è stato infatti il tema di quest’anno) con i più talentuosi jazzisti italiani hanno conquistato un pubblico variegato.

Primo live per non udenti Grazie alla sezione ‘Jazz community’ a colpire è stato soprattutto il primo concerto jazz per non udenti e non vedenti. L’obiettivo di rendere il festival il più possibile accessibile, creando anche un evento come il concerto ‘Alteraccessibile’ per superare gli ostacoli derivanti da ogni possibile barriera, è stato raggiunto in pieno con una quarantina di persone con difficoltà di deambulazione e sensoriali (non vedenti e non udenti) che per la prima volta nella loro vita hanno potuto “ascoltare” i suoni attraverso il corpo e grazie ad una pedana sensoriale che amplifica le vibrazioni sonore per arrivare ai centri motori ed emozionali: ma non solo, in sala anche materiale cartaceo stampato in braille, una traduttrice LIS, un video che con i colori ha raccontato la musica, rendendo possibile a tutti la fruizione del concerto. Tutto questo con il live del Gabriele Evangelista 4et, in uno spazio privo di barriere architettoniche come l’auditorium Santa Caterina e grazie alla collaborazione con il Festival per le Città Accessibili, Ormesa, Contattodedo e Usl Umbria2 con il Centro Ausili del dipartimento di riabilitazione.

Incontro e alterazione «Anche quest’anno – afferma Giovanni Guidi, direttore artistico del festival – abbiamo voluto oltrepassare frontiere e confini per arrivare ad un incontro, musicale e non solo. Abbiamo portato musicisti che non trovano molte possibilità di suonare in festival internazionali e non certo per mancanza di qualità e con l’alterazione siamo intervenuti per mettere a posto anche cose che abitualmente sono disordinate». Guidi sottolinea poi «lo sforzo dei ragazzi dell’associazione, tutti volontari senza i quali anche il festival di quest’anno non si sarebbe potuto fare: una bella esperienza per chi lo fa ma anche per chi lo vive».

Clima stimolante Una «manifestazione di successo», la seconda realizzata nel periodo autunnale, anche per il presidente dell’Associazione Young Jazz Pierluigi Metelli che dopo il ringraziamento a tutti i partner, le istituzioni, i collaboratori e i volontari «che hanno reso possibile questa bellissima edizione» dichiara: «Stiamo trovando la nostra dimensione nel rispetto della nostra identità. Ho percepito anche quest’anno un clima molto positivo e stimolante che, insieme agli ottimi dati sulle affluenze ai concerti, rappresenta un solida base su cui continuare il nostro lavoro. Siamo un gruppo coeso ed affiatato e penso che gran parte del nostro successo derivi proprio da questo. Gli artisti che si esibiscono sono i nostri primi sostenitori e questo non può che renderci tutti orgogliosi. Foligno e lo Young Jazz Festival sono sempre più fucina di idee sostenibili e solidali». Il presidente ha voluto ringraziare, infine, e tra gli altri, anche a tutti i main partners sia privati (Audi Zentrum Perugia, Afam, Credito cooperativo di Spello e Bettona) sia istituzionali (Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Foligno, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e Umbria Jazz).

I concerti Il jazz più sperimentale, con un risvolto di forte carattere innovativo e di sostegno alle nuove generazioni, è stato ancora una volta il filo rosso che ha caratterizzato il festival, animando i luoghi più suggestivi di Foligno come lo Spazio Zut, Microclima Vini & Vinili, Auditorium Santa Caterina, Supersonic Music Club, Serendipity, Arca del Mediterraneo. Ad impreziosire il cartellone musicale sono stati il “manuale degli errori” di Manlio Maresca, il multiculturalismo del Cristiano Calcagnile ensemble, l’improvvisazione digitale del duo Marcello Giannini-Ludovica Manzo, gli emozionanti e struggenti “soli” di Francesco Bearzatti e Daniele Di Bonaventura, l’omaggio a Woody Guthrie del Tinissima 4et, il trio sperimentale tra batterie ed elettronica di Zeno De Rossi, Bernardo Guerra e dj Giesse, e il cantautorato intimo e sussurrato di Joe Barbieri. L’appuntamento ora è al prossimo anno per la 14/a edizione.

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