martedì 21 novembre - Aggiornato alle 03:42

Valnerina, la canapa tra innovazione e design: 11 prototipi al Fuorisalone di Milano per la rinascita dell’Umbria

Dal museo di Sant’Anatolia un progetto che coinvolge l’università milanese: riflettori puntati su materiali all’avanguardia e design

L'assessore regionale Fernanda Cecchini e il sindaco di Sant'Anatolia Tullio Fibraroli

di Angela Giorgi

Accendere le luci su una materia che fa parte del bagaglio di saperi dell’Umbria, oggi ripensata attraverso ricerca, innovazione e sperimentazione. Da Sant’Anatolia di Narco, la tradizione della lavorazione della canapa incontra il design con undici prototipi all’avanguardia che saranno presentati al Fuorisalone di Milano tra il 4 e il 9 aprile. L’iniziativa, ideata dal museo della canapa di Sant’Anatolia insieme al Politecnico di Milano e in collaborazione con Regione Umbria, Polifactory e Ghénos communication, è finalizzata a sostenere la Valnerina nel suo percorso di ricostruzione dopo il terremoto e a promuovere la creatività artigianale che contraddistingue tutta l’Umbria.

Tradizione e innovazione per il futuro della Valnerina Con l’assessore regionale all’agricoltura e alla cultura Fernanda Cecchini, il sindaco di Sant’Anatolia Tullio Fibraroli e il direttore del museo Glenda Giampaioli, giovedì al museo della canapa è stata ufficialmente presentata la speciale “call for ideas” indetta da Fabric-action per sviluppare soluzioni innovative impiegando la canapa, tra design, tecnologie digitali e nuovi processi di fabbricazione e produzione di oggetti. «La canapa rappresenta tradizione e storia del nostro territorio», ha dichiarato l’assessore Cecchini. «La ricerca permette oggi di attualizzare le tecnologie: se un pezzo di mondo scegliesse di riconsiderare la produzione della canapa, sperimentazione e nuovi saperi darebbero la possibilità di rientrare sul mercato con una produzione sostenibile anche per lo sviluppo rurale. Attraverso la canapa, anche in Umbria possiamo scommettere sulla diversificazione delle attività produttive. Come dico spesso, l’uomo vive di bisogni e di sogni: la presenza dei nostri prototipi al Fuorisalone è un’occasione per dare un messaggio alla Valnerina di guardare avanti».

Undici prototipi Tra i prototipi che saranno presentati al Fuorisalone (undici in tutto, di cui otto in concorso e tre con menzione speciale), altalene, moduli fonoassorbenti rivestiti in canapa, cappelli, lampade, skateboard, strumenti musicali e perfino una culla, tutte produzioni a impatto zero ed eco-friendly. La realizzazione dei progetti è attualmente affidata al Polifactory, il “makerspace” del Politecnico di Milano. Dopo l’esposizione durante la Milano design week, come gesto di solidarietà i prototipi saranno donati al museo della canapa e presentati successivamente in altre occasioni di rilievo internazionale.

Ricerca, produzione e turismo Oltre alle ormai consolidate collaborazioni con le università, in prima linea quella di Camerino, e con centri di ricerca come il CNR, è stato recentemente chiuso un accordo fra Assocanapa e un produttore umbro, non ancora rivelato ma non appartenente all’ambito tessile, per creare il primo centro di trasformazione della canapa in Umbria, che coinvolgerà tutte le fasi del processo e che contribuirà a far ripartire tutto l’indotto legato alla lavorazione del materiale. Da sempre, Sant’Anatolia è anche polo di attrazione per un turismo di qualità: fino ad agosto 2016, il museo contava in media oltre 5.000 presenze l’anno. Subito dopo il sisma, sono state annullate circa quattrocento prenotazioni.

Turismo «Abbiamo colto i segnali di ripresa», ha detto il sindaco Fibraroli. «Il settore si sta progressivamente risollevando, grazie all’attenzione di un turismo molto selezionato, che si sposta alla ricerca delle peculiarità del territorio e delle innovazioni tecniche che si sperimentano a Sant’Anatolia di Narco». Il museo della canapa è un museo etnografico collocato sulla dorsale appenninica che, per la sua posizione strategica e la sua vocazione a testimoniare il “saper fare”, racconta tutta la Valnerina. «Al museo arrivano produttori, ricercatori e studenti, soprattutto di antropologia, design industriale, moda e costume per approfondire le tecniche connesse alla lavorazione della canapa», ha spiegato il direttore Giampaioli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *