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giovedì 18 agosto - Aggiornato alle 00:41

‘Umbria che spacca’, Willie Peyote ci farà «muovere culo e cervello»: protagonista del main stage

Intervista all’artista che sarà sul palco dei Giardini del Frontone venerdì 1 luglio, secondo giorno del festival

di G.O.

Dopo l’uscita del suo ultimo disco Pornostalgia, Willie Peyote è pronto a tornare live a Perugia sul palco di Umbria che spacca venerdì 1 luglio. Willie ha raccontato a Umbria24 cosa dovremo aspettarci dal suo show, il rapporto con i Fast animals and slow kids e come la musica possa essere veicolo di messaggi sull’attualità.

Il ritorno a Perugia Peyote ha debuttato con il suo nuovo tour, Precaria orchestra sabauda, il 18 giugno a Senigallia, dove ha avuto la possibilità di tornare a suonare dal vivo dopo due anni di stop forzato causa Covid. «Ora che la situazione è più congeniale – spiega Willie – possiamo finalmente muoverci e a far partecipare corpo e voce allo spettacolo, sia per chi è sul palco che per chi è sotto, ma non la definirei una situazione normale». Ora Peyote è ben felice di tornare a suonare a Perugia, dove si era esibito l’ultima volta nel 2018 all’Urban. «Poi sono passato in città per altri motivi, ma questa volta ho la possibilità di proporre uno spettacolo con la band al completo e ne sono molto contento». Ad aprire il live di venerdì sarà Matteo Mobrici, artista milanese che si esibirà con il suo primo vero disco Anche le scimmie cadono dagli alberi.

Il rapporto con la musica Peyote ha recentemente rilasciato un singolo, Cosa ci direbbe, in collaborazione con la band perugina Fast animals and slow kids, conoscenti di lungo corso. «Con i Fask è stato facile collaborare perché siamo prima di tutto amici, abbiamo sempre condiviso il tipo di approccio alla musica. Abbiamo un percorso affine, per quanto in generi diversi, ed è stato naturale trovare un punto di incontro nella collaborazione». L’approccio alla musica di Peyote è decisamente impegnato, non è infatti estraneo a questioni importanti e messaggi sociali veicolati all’interno dei suoi testi. «Credo che la musica possa farsi veicolo di certi temi e diventare un canale per approfondire e porsi domande. Si può parlare di altro oltre che di amore ma non è un obbligo della musica, capisco chi la vive come intrattenimento. Io personalmente sono cresciuto con entrambe le cose e amo trattare di temi sociali che fanno parte della vita di tutti».

Tra presente e futuro Sul palco di Umbria che spacca Willie non porterà solo i pezzi del suo ultimo disco ma anche del precedente, Iodegradabile. Lo show sarà anche l’occasione per recuperare quelle date annullate nel corso degli ultimi due anni. Pornostalgia, nello specifico, «nasce durante la pandemia e dal ribaltamento del punto di vista dell’album precedente, che analizzava la bulimia con cui affrontiamo il futuro. Nel periodo in cui siamo stati costretti a fermarci, abbiamo capito che non siamo tanto capaci di goderci il presente, la nostalgia a volte può assumere anche un valore pornografico nel senso che non è solo rassicurante ma diventa anche una forma di eccitazione voyeuristica». Il nuovo disco di Peyote si intitola così anche in quanto ritorno al passato nel senso musicale del termine, si avvicina per il modo di scrivere e per gli arrangiamenti musicali ai dischi più vecchi dell’artista e non «agli ultimi che erano più allegri, mentre il periodo storico non hanno fatto in modo che io fossi molto allegro».

Prospettive per Ucs L’excursus nella musica di Willie Peyote di venerdì sarà, quindi, un’opportunità per divertirsi e riflettere, la scaletta è strutturata per «muovere culo e cervello contemporaneamente». Il torinese però non ha aspettative per lo show, come spiega lui stesso, «io cerco di farmi portare dal pubblico e dal momento, so che Umbria che spacca è un bel festival e la line-up è bellissima. In questo momento la gente ha voglia di vivere i concerti fino in fondo, quindi gli elementi ci sono tutti».

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