giovedì 25 maggio - Aggiornato alle 23:49

Il terrorismo in Kenya, all’Università per stranieri di Perugia proiezione del documentario «Buio a mezzogiorno. Al Shabaab nel nord est del Kenya»

Mercoledì 19 aprile sarà presentata la pellicola dedicata al feroce attacco di al-Shabaab all’unica università del Kenya. Interventi degli autori Loy e Simmons

Mercoledì 19 aprile all'università per stranieri di Perugia presentato il documentario di Loy e Simmons
Angelo Loy e Tommy Simmons

di A.G.

‘Buio a Mezzogiorno. Al Shabaab nel nord-est del Kenya’ è il documentario di Angelo Loy e Tommy Simmons incentrato sull’attacco perpetrato nel 2015 dai miliziani di al-Shabaab ai danni dell’unica università del Kenya. Il documentario sarà presentato mercoledì 19 aprile (ore 11.00) nella sala Goldoni di palazzo Gallenga (Università per stranieri di Perugia).

Raccontare l’Africa Ad aprire i lavori sarà il Rettore Giovanni Paciullo. A seguire, interverranno gli autori del documentario Angelo Loy e Tommy Simmons e Federica Guazzini, docente di Storia e istituzioni dell’Africa dell’Università per stranieri di Perugia. Tommy Simmons ha fondato Amref Italia nel 1987, dopo aver conosciuto il lavoro dell’organizzazione in Africa, e l’ha diretta fino al 2015. Grazie alla sua esperienza trentennale sul campo, Simmons oggi supporta l’area comunicazione dell’organizzazione, con attività di produzione video e contenuti vari. Angelo Loy è biologo e regista. Inizia a occuparsi di cinema nel 1996, coproducendo il lungometraggio ‘Once we were strangers’. Dal 2001 collabora con Amref con un lavoro di ricerca sulla comunicazione, allo scopo di individuare modi diversi e originali per raccontare l’Africa attraverso i media. Tra i suoi lavori, ‘Tv slum’, film documentario girato da ragazzi di strada di Nairobi (Kenya), e ‘Sillabario Africano’, una serie di venti episodi scritti e filmati da settanta tra ragazzi e ragazze degli slums di Nairobi.

L’attacco all’università Il 2 aprile 2015 i miliziani di al-Shabaab, con brutalità e violenza mai viste, attaccarono nel nord-est del Kenya (Garissa) l’unica università presente sul territorio, uccidendo 143 studenti – tutti “non locali” – e sei membri delle forze dell’ordine, diffondendo un senso di terrore devastante. Nelle settimane successive all’attacco, l’università è stata chiusa e il personale “non locale” ha iniziato ad abbandonare scuole, centri sanitari e ospedali della zona, con un conseguente indebolimento dei servizi sociali, ancora forte e tangibile. Con il massacro di tanti ragazzi innocenti, i terroristi hanno raggiunto l’obiettivo di impoverire e rendere ancora più isolate le vaste zone aride e semi-aride del nord-est del Kenya, emarginando in modo ancora più estremo le popolazioni islamiche che le abitano.