martedì 24 ottobre - Aggiornato alle 11:44

Terremoto, in mostra la Madonna restaurata di Savelli di Norcia

La statua lignea, recuperata grazie a una raccolta fondi Fai, è ora esposta alla Rocca di Spoleto per «Tesori dalla Valnerina»

Restaurata e in mostra a Spoleto la Madonna di Savelli di Norcia
La Madonna prima del restauro

di A.G.

Un’altra opera messa in salvo durante il sisma del 2016, che oggi torna a essere fruibile grazie a un accurato lavoro di restauro. La ‘Madonna in trono con Bambino’, proveniente dalla chiesa di San Michele Arcangelo di Savelli di Norcia, dopo il recupero reso possibile da una raccolta fondi del Fai e presentato a Perugia il 10 ottobre alla presenza del sottosegretario Mibact Borletti Buitoni, confluisce nella mostra ‘Tesori dalla Valnerina’. Allestita alla Rocca Albornoziana – Museo nazionale del Ducato di Spoleto, l’esposizione raccoglie alcune opere messe in sicurezza e restaurate dopo il terremoto del 2016.

Da Santo Chiodo alla Rocca Grazie al lavoro di restauro condotto di Giovanni Manuali, la Madonna di Savelli diventa oggi «simbolo e punto di riferimento di una comunità», come ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura Fernanda Cecchini. «L’Umbria, dopo il sisma di venti anni fa, ha fatto una scelta importante, dotandosi di un deposito per i beni culturali a Santo Chiodo di Spoleto – ha aggiunto l’assessore, ricordando la possibilità di visite guidate – un “ospedale” dove sono stati ricoverati migliaia di beni culturali prima di tornare ai luoghi di provenienza». Proprio durante una visita guidata al deposito di Santo Chiodo, la Madonna è stata scelta quale bene culturale da restaurare su cui indirizzare i fondi raccolti dal Fai Umbria. «Abbiamo voluto dare un segnale di affetto, vicinanza e condivisione alle comunità colpite dal terremoto», ha affermato la presidente del Fai Umbria, Nives Tei. 

TESORI DALLA VALNERINA, LA MOSTRA PROROGATA FINO AL 5 NOVEMBRE

Riscoprire il territorio Nel presentare il restauro felicemente concluso, la soprintendente all’Archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria, Marica Mercalli, non dimentica le altre 80 opere ancora bisognose di intervento: «In stretta collaborazione con l’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, stiamo cercando sponsorizzazioni». I restauri intervengono spesso anche su situazioni di degrado non attribuibili al terremoto.  «Il sisma – ha concluso la soprintendente – è anche l’occasione per studiare meglio queste opere, contribuendo alla conoscenza e alla valorizzazione dell’arte della nostra terra». Una terra che trova nel proprio patrimonio culturale la forza di resistere: «Il patrimonio culturale è collettivo», ha dichiarato il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni. «Se è bene comune, c’è una responsabilità comune. Il terremoto è stato un laboratorio, pur se drammatico, efficace perché ha unito tutti con l’obiettivo di recuperare il patrimonio ferito e la cui ferita ha provocato smarrimento, perché ha sbriciolato il senso della propria identità culturale. Tutti hanno collaborato per cercare di fare quanto più possibile».

Raccolta fondi La raccolta fondi per il restauro prosegue: chi desidera contribuire può farlo tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato al Comitato Fai Umbria Iban IT83X0570403000000000030567 indicando nella causale “contributo liberale restauro statua lignea”.

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