martedì 19 giugno - Aggiornato alle 12:24

Terni, con Girotto e Mangalavite non solo jazz per Visioninmusica

Sul palco del Gazzoli l’orgoglio argentino, ma anche il rispetto per l’ambiente e l’amore per la famiglia

 

Il jazz è morbido e rilassato, è un ritmo da conversazione quello che portano sul palco di Visioninmusica i due artisti di Cordoba. Il duo non fa il pieno di pubblico ma peggio per chi se l’è perso. Non solo musica ma anche battute divertenti, ricche di orgoglio argentino; e tra una samba e un tango il sassofonista Javier Girotto e il pianista Natalio Mangalavite a Terni spostano l’attenzione del pubblico anche su temi impegnati come il rispetto per l’ambiente (madre Terra) e i valori della famiglia, la sua importanza nella crescita e nell’educazione dei figli, anche quella musicale.

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Visioninmusica 2018 Del resto la serata di venerdì, quarto appuntamento nel calendario della kermesse ideata da Silvia Alunni si è aperta col messaggio del presidente dell’Avis comunale di Terni Patrizio Fratini: «Nel 1927 chi aveva bisogno di sangue doveva pagare il corrispettivo di circa 800 euro a chi lo donava di braccio in braccio vista l’indisponibilità, all’epoca, di sostanze buone per la conservazione. Un medico, stanco di veder morire pazienti, fece un appello per trovare donatori volontari. Risposero in 17, era nata l’Avis, l’associazione che oggi fornisce al sistema sanitario nazionale il 75% del sangue necessario. Le donazioni sono in calo, facciamo di più».

Girotto e Mangalavite A lanciare i due musicisti è stata poi la direttrice artistica Alunni. Estàndars è il concerto tratto dall’ultimo disco realizzato nel 2017, è la performance che l’esigente pubblico di Visioninmusica apprezza: «Siamo voluti andare oltre i nostri brani – avverte Girotto – e abbiamo voluto omaggiare l’Argentina. La parola ‘estándar’ è l’equivalente spagnolo del termine ‘standard’, utilizzato in contesto anglofono per indicare composizioni jazz di grande successo che, interpretate ed incise innumerevoli volte, sono divenute brani di repertorio, riconosciuti come patrimonio musicale comune». I due hanno chiuso con ‘Roma nun fa’ la stupida stasera’, in un’atmosfera calda e avvolgente come la voce di Mangalavite.

 

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