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Teatro in Umbria: gli spettacoli di gennaio, da Zorzi a Celestini fino a Preziosi

Il programma nei teatri della regione: in cartellone anche Giobbe Covatta a Norcia e la danza contemporanea. Serena Dandini rinviato

Beatrice Visibelli e Andrea Zorzi

di A.G.

Si apre il sipario sul 2019 nei teatri dell’Umbria e già dai primi giorni di gennaio si avvicendano proposte che spaziano dagli autori contemporanei alla danza, fino al musical. Dal pallavolista Andrea Zorzi ad Ascanio Celestini, passando per le note di Schubert e Gershwin, la mappa del teatro toccherà Marsciano, Perugia, Solomeo, Spoleto, Gualdo Tadino, Gubbio, Bevagna, Narni, Tuoro, Panicale, Terni, Todi, Gubbio, Norcia, Magione e Foligno. Lo spettacolo ‘Serendipity – Memorie di una donna difettosa’ con Serena Dandini, inizialmente previsto al teatro Clarici di Foligno giovedì 10 gennaio, è stato rinviato all’11 febbraio.

Marsciano Andrea Zorzi detto “Zorro” – il pallavolista due volte campione del mondo e tre volte campione europeo con l’indimenticabile Nazionale di Julio Velasco – sale per la prima volta sul palcoscenico con ‘La leggenda del pallavolista volante’, in cartellone il 9 gennaio al teatro Concordia di Marsciano. Attorno a lui, la verve esplosiva dell’attrice Beatrice Visibelli disegna un paesaggio narrativo carico di ironica allegria, dando vita alla moltitudine di personaggi che hanno accompagnato la vita e la carriera di questo autentico mito dello sport italiano. Lo spazio del palco si trasforma in un campo da pallavolo, con un crescendo di momenti a tratti ironici ed esilaranti, a tratti malinconici o persino drammatici. Lo spettacolo sarà replicato al teatro Luca Ronconi di Gubbio giovedì 10 gennaio, preceduto da un incontro con Andrea Zorzi alle 18.00.

Perugia In programma al teatro Morlacchi da mercoledì 9 a venerdì 11 gennaio ‘Pueblo’, nuovo spettacolo di Ascanio Celestini, in cui il regista e protagonista crea ancora una volta un ritratto dei margini della società e invita lo spettatore a identificarsi con i suoi protagonisti, accompagnato dalle musiche originali composte da Gianluca Casadei. Lo spettacolo sarà replicato al teatro Torti di Bevagna sabato 12 gennaio e al teatro degli Illuminati di Città di Castello sabato 23 marzo. Dal 16 al 20 gennaio il Morlacchi ospiterà ‘Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco’, con Alessandro Preziosi. Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, lo spettacolo è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica, che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Il testo, firmato da Stefano Massini con la sua drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici, è vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la «scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva». Il serrato e tuttavia andante dialogo tra Van Gogh – internato nel manicomio di Saint Paul de Manson – e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso. Lo spettacolo è aperto contrappunto all’incalzante partita dialogica. Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale incarnata con intensità da Alessandro Preziosi, si lascia vivere già presente al suo disturbo. Alessandro Preziosi incontrerà il pubblico venerdì 18 gennaio (ore 17.30) presso il caffè del teatro, per il consueto appuntamento curato dal Professor Alessandro Tinterri, docente di Storia del teatro e dello spettacolo e di Storia e critica del cinema dell’Università di Perugia.

Solomeo In scena al teatro Cucinelli venerdì 11 gennaio  ‘La morte e la fanciulla’, spettacolo vincitore del premio Danza&Danza 2017 come miglior produzione italiana dell’anno. Sul quartetto in re minore di Franz Schubert, la compagnia Abbondanza/Bertoni torna a riflettere sull’umano e su ciò che lo definisce: la vita e la morte, l’inizio e la fine sono i miracoli della nostra esistenza. Un esempio di scrittura musicale che aspira all’infinito e accompagna l’ascoltatore oltre un’idea razionale, verso l’ignoto e il trascendente.

Spoleto e Narni La compagnia di danza contemporanea MM contemporary dance company, diretta da Michele Merola, presenta a Spoleto (Teatro nuovo Gian Carlo Menotti, 12 gennaio) e Narni (teatro comunale Manini, 13 gennaio) ‘Gerswhin suite – Schubert frames’, uno spettacolo che riunisce due tra le sue migliori produzioni. In ‘Schubert frames’ il coreografo Enrico Morelli ha voluto affidarsi agli straordinari capolavori di Franz Schubert, realizzando un lavoro denso di immagini poetiche, che diventano tutt’uno con la musica e ne sposano la ricchezza compositiva, legandosi intimamente alla sua inesauribile varietà e a ciò che essa esprime. Nella seconda parte Michele Merola, partendo dalle celeberrime musiche di Gershwin e dalle suggestioni provenienti dalle opere pittoriche di Edward Hopper, porta in scena ‘Gershwin suite’. Sul palco sfilano l’intimità dei passi a due e degli assoli, ma anche le scene di insieme, dove voglia di vivere e riscatto dal quotidiano prendono il sopravvento. In scena tanta varietà assume i modi di un set cinematografico, grazie anche a una scenografia che cambia in continuazione, proprio come in un set, e a una coreografia che tocca più tasti, grazie alla versatilità del coreografo, capace di declinare la propria creatività e il proprio talento al passo con i tempi della contemporaneità.

Gualdo Tadino e Tuoro sul Trasimeno Andrà in scena al teatro Talia di Gualdo Tadino (12 gennaio, con due repliche alle 18 e alle 21) e al teatro comunale dell’Accademia di Tuoro (13 gennaio) ‘Variegato. Un(a) varietà di suoni e parole’. Grazie agli arrangiamenti musicali originali, all’incisività dei testi e all’interpretazione del trio Le Capinere, lo spettacolo proietta il pubblico in un’esperienza emotiva unica, ricca di momenti intensi e di colpi di scena inattesi. Ambientato nel corso degli anni Trenta e Quaranta, lo spettacolo ripercorre le canzoni più belle e significative di quel tempo. Teatro, canto, poesia, proiezione cinematografica, trasformismo, immagine, ritmi, sonorità romantiche o pittoresche e ben diciotto personaggi interpretati dal trio si alternano sul palcoscenico, creando quadri emozionali sempre diversi. Il trio Le Capinere riesce ogni volta, con cambi di scena velocissimi ed efficaci, a trasportare e coinvolgere il pubblico di tutte le età in un viaggio ricco di emozioni, di simpatia e dal finale imprevedibile.

Panicale In scena al teatro Cesare Caporali il 12 gennaio ‘Sempre domenica’, spettacolo vincitore del premio In Box. Un lavoro sul lavoro, un lavoro sul tempo, l’energia e i sogni che il lavoro quotidianamente mangia, consuma, sottrae. Sul palco sei attori su sei sedie, che tessono insieme una trama di storie, che aprono squarci di esistenze incrociate. ‘Sempre domenica’ è un coro di anime, una sinfonia di destini.

Terni Il teatro Secci ospiterà, martedì 15 e mercoledì 16 gennaio, ‘Ben Hur. Una storia di ordinaria periferia’, spettacolo che affronta il tema dell’immigrazione in modo nuovo e brillante. Gianni Clementi riesce a presentare l’attualità con semplicità, suscitando nel pubblico momenti di riflessione, ma anche di ilarità. Sergio, interpretato da Nicola Pistoia, che firma la regia dello spettacolo, è uno stuntman caduto in disgrazia dopo un avvio di carriera eccellente con Spielberg. Oggi si ritrova infortunato e in attesa di risarcimento. Così, per sbarcare il lunario, si arrangia a posare vestito da centurione per i turisti davanti al Colosseo. Sua sorella Maria (Elisabetta De Vivo) è separata, per arrotondare gli spiccioli del fratello è costretta a lavorare in una chat erotica.

Todi In programma al teatro Comunale martedì 15 gennaio ‘Il Maestro e Margherita’. Un eterogeneo gruppo di attori dà vita alle straordinarie, magiche e perturbanti pagine di Michail Bulgakov, dando corpo a una delle più strazianti e straordinarie storie d’amore della letteratura, quella tra il Maestro e Margherita e quel loro rimanere fatalmente impigliati, imprigionati quasi, l’uno nel corpo e nella mente dell’altra. In questo romanzo si passa dal registro comico alla tirata tragica, dal varietà più spinto all’interrogarsi su quale sia la natura dell’uomo e dell’amore. Basso e alto convivono costantemente, creando un gioco quasi funambolico, pirotecnico, in cui ci si muove sempre sulla soglia dell’impossibile, del grottesco, della miseria e del sublime. A volte si ride, a volte si piange, spesso si ride e piange nello stesso momento.

Gubbio Spazio alla danza contemporanea il 18 gennaio, al teatro comunale Luca Ronconi, con la Rbr dance company e lo spettacolo ‘Indaco e gli illusionisti della danza’. Proiezioni su originali fondali, mutazioni sceniche inattese, giochi di luci e soluzioni registiche altamente tecnologiche sono solo alcune delle sorprese dello spettacolo. Un concentrato di ingegno e creatività scenica che incanta piacevolmente il pubblico e lo proietta in un’atmosfera rarefatta dalle magiche illusioni ottiche, pur trattando temi universali e di forte attualità. Al centro della composizione coreografica è il rapporto uomo-natura, la ricerca delle proprie origini, il bisogno di autenticità, in un continuum di emozioni che legano struttura narrativa e tecnologia illusionistica, in un perfetto equilibrio tra eleganza, poesia ed energia fisica.

Norcia In ‘La divina commedia’, in scena presso il Centro polivalente il 16 gennaio, Giobbe Covatta ci presenta la sua personale versione della Divina Commedia, totalmente dedicata ai diritti dei minori. L’inferno come luogo di eterna detenzione non per i peccatori ma per le loro vittime: le vittime sono i bambini ovvero i più deboli, coloro che non hanno ancora cognizione dei loro diritti e non hanno possibilità di difendersi. I contenuti e il commento sono spassosi e divertenti ma, come sempre accade negli spettacoli del comico napoletano, i temi sono seri e spesso drammatici. Conoscere i diritti dei bambini riconosciuti dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, conoscere i modi più comuni con cui questi diritti vengono calpestati equivale a diffondere una cultura di rispetto, di pace e di eguaglianza per tutte le nuove generazioni.

Magione In scena al teatro Mengoni venerdì 18 gennaio ‘In nome del Padre’: Mario Perrotta, accompagnato nella drammaturgia dall’illuminante supporto psicanalitico di Massimo Recalcati, veste i panni del padre nel primo capitolo di una nuova trilogia dedicata alla famiglia. Nel corpo di un solo attore tre padri, diversissimi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa. A distinguerli gli abiti, il dialetto o l’inflessione, i corpi ora mesti, ora grassi, ora tirati e severi. Tutti e tre di fronte a un muro: la sponda del divano che li separa dal figlio, ognuno il suo. I figli adolescenti sono gli interlocutori disconnessi di questi dialoghi mancati, l’orizzonte comune dei tre padri che, a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, smussano le loro differenze per ricomporsi in un’unica figura. Uno sguardo sul presente per indagare quanto profonda e duratura è la mutazione delle famiglie millennials e quanto di universale, eterno, resta ancora.

Foligno Doppio appuntamento allo spazio Zut domenica 20 gennaio. Due “soli” dalla comune matrice di ispirazione giapponese, che viene sviluppata però con un linguaggio coreografico molto diverso e personale. Per ‘Luna Cenere Kokoro’, parola giapponese  che possiamo tradurre come il nostro “essere interiore” ma che abbraccia due parole/concetti, quali la mente e il cuore, è la personale ricerca di un’unicità dell’essere, un percorso interiore divenuto percorso fisico nello spazio, durante il quale il corpo nudo, attraverso la sua esposizione e specifica architettura, si trasfigura e diviene veicolo poetico. ‘Kudoku’ in giapponese indica il beneficio ottenuto dalla purificazione dei sensi: per Daniele Ninarello e Dan Kinzelman (musiche dal vivo) è lo spazio, come luogo in cui esercitare e trasfigurare il corpo, sonoro e fisico, la sua precarietà, la sua impermanenza, la fatica della resistenza. A seguire, incontro con gli artisti condotto da Carla Di Donato. A partire dalla visione appena conclusa, si proporranno spunti di riflessione e si lanceranno questioni aperte al contributo degli artisti come degli spettatori, per giungere ad articolare un discorso intorno al nudo in danza oggi.

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