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giovedì 18 agosto - Aggiornato alle 00:24

Targa Tenco, il cantautore perugino Olden ridà voce a Siviero: tra i finalisti come ‘Miglior interprete dell’anno’

Prestigioso riconoscimento per il suo album ‘Questi anni’ con dieci brani inediti di uno dei più originali cantautori italiani. Insieme a lui nomi di grande prestigio come Beppe Barra e Mario Venuti

 

Olden

di D.N.

Non è nuovo ad operazioni musicali coraggiose. Davide Sellari si conferma uno dei migliori cantautori della scena musicale italiana e non solo. Un nuovo prestigioso riconoscimento è arrivato ora per il perugino Olden, il suo nome d’arte, che con l’ultimo cd, ‘Questi anni. Dieci brani inediti di Gianni Siviero’, pubblicato da Squilibri, entra nella rosa dei cinque finalisti per l’assegnazione della Targa Tenco come Miglior interprete dell’anno. La Giuria, composta da oltre 300 giornalisti, critici musicali ed operatori culturali, evidentemente ha inteso premiare l’intensa rivisitazione del repertorio di uno dei più originali cantautori italiani, ritiratosi dalla scena musicale da circa quarant’anni e con alle spalle una carriera a dir poco atipica.

Targa Tenco A contendersi con Olden l’assegnazione della Targa Tenco come miglior interprete dell’anno nomi di grande prestigio e seguito sul piano nazionale come Beppe Barra e Mario Venuti. Si vota fino al 9 luglio, i vincitori di ogni sezione parteciperanno alla Rassegna della Canzone d’Autore promossa dal Premio Tenco che, come ogni anno, si terrà all’Ariston di Sanremo nel mese di ottobre.

Siviero Molto caro ad Amilcare Rambaldi, che lo volle a Sanremo, nelle prime tre edizioni della Rassegna della Canzone d’Autore, dal 1974 al 1976, Siviero in effetti sembrava incamminato sulla stessa strada che stavano già percorrendo altri autori, diventati poi protagonisti della scena musicale nazionale, da Francesco Guccini a Roberto Vecchioni. Il suo primo album, Gianni Siviero, con gli arrangiamenti di Nicola Piovani, nel 1973 vince il Premio della Critica, e sulla stampa dell’epoca si accosta il suo nome a quello di mostri sacri come Jacques Brel. Poi un suo più accentuato impegno politico, al fianco di Dario Fo nell’occupazione della Palazzina Liberty di Milano, e un disco di denuncia, Del carcere, ispirato ai racconti dei carcerati assistiti da Franca Rame e Soccorso rosso. Dopo il suo ultimo disco, Il castello di maggio, del 1976, continua ad esibirsi, per lo più nei circuiti della sinistra, per poi, agli inizi degli anni Ottanta, ritirarsi definitivamente dalle scene prendendo atto che erano venute meno le ragioni che l’avevano portato su un palco. Non resta però inattivo e continua a comunicare attraverso le canzoni, assecondando una vena particolarmente feconda: sul suo sito ha pubblicato oltre duecento canzoni, suddivise in ipotetici album con varie denominazioni cromatiche, dal Disco Viola del 1978 fino al Disco Corallo del 2021.

Intensa rivisitazione Su questo enorme deposito di memorie e testimonianze in musica si è affacciato Olden, estraendone dieci pezzi che più sentiva nelle sue corde, nel cd-book entrato ora nella cinquina dei finalisti delle Targhe Tenco. Con la complicità creativa di Flavio Ferri, incline a scomporre un tema per poi ricostruirlo stratificando diverse armonie, Olden ha dato a questi brani una veste sonora del tutto nuova. Canzoni, in origine composte per voce e chitarra, sono state così rivestite con i suoni di una band rock anni ’70 (voce, chitarre, basso e batteria), e con qualche innesto elettronico al fine di esaltare quell’autenticità espressiva, che è la forza dei testi di Siviero, la bellezza della sua scrittura. In particolare, con le sue scelte, Olden ha messo in risalto la varietà di registri espressivi e di ambiti tematici presenti nel repertorio di Siviero, capace di muoversi con disinvoltura tra liriche introspezioni sentimentali e sentite invettive alla corruzione dei tempi. Allo stesso tempo, con una superba prova da interprete, ne ha esaltato anche la persistente validità, facendo risuonare come drammaticamente attuali brani composti in tempi ormai lontani, dove già si denunciava il ritardo di un paese, come il nostro, “inchiodato alla gogna”.

Olden E’ il nome d’arte di Davide Sellari, nato a Perugia dove ha mosso i primi passi come musicista e cantante, calcando i palchi più importanti della regione, dall’Urban Club alla Darsena, e ritrovandosi in molti dei club della sua città, dal Loop al Bad King. Nell’università del capoluogo umbro, tra l’altro, nel 2003, si è laureato in Scienze politiche con una tesi su Luigi Tenco e sul festival di Sanremo, quasi a prefigurare esiti ancora da venire. Da molti anni vive a Barcellona ma è rimasto molto legato alla sua città alla quale ha anche dedicato una canzone, intitolata “Perugia”.

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