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‘Still Life’, le note di UmbriaEnsemble incontrano il patrimonio artistico dell’Accademia di belle arti

La rassegna musicale debutta con tre concerti domenicali, da gennaio a marzo, tra Cinquecento e Novecento

Still Life

di Dan. Nar.

Still Life. Nel senso anglosassone del termine. Natura silenziosa, non morta, ma destinata a durare ben più della vita di ogni singolo uomo. Forse, in qualche modo, tutte le opere d’arte sono “still life”, anche se apparentemente parlano. Ed è con paradosso solo apparente che per valorizzare quanto più possibile tale patrimonio è stato pensato a qualcosa che silenzioso non è, come la musica, ma è da sempre presenza labile, immateriale. Le note di UmbriaEnsemble e le opere dall’Accademia di Belle Arti di Perugia si incontrano così in questo suggestivo progetto artistico-culturale: un itinerario disegnato quindi come un contrappunto fantastico tra arte e musica destinato ad esplorare alcune gemme del Museo dell’Accademia.

Arte e musica Prende così vita ‘Still Life’, il progetto congiunto dell’Accademia di Belle Arti ‘Pietro Vannucci’ di Perugia e UmbriaEnsemble. Una forma diversa di intrattenimento culturale che unisce una parte musicale e una storico-artistica centrata sul patrimonio dell’Accademia, proprio per dare risalto ad alcune eccellenze custodite fra le mura dell’antica istituzione attraverso le note classiche. Tre gli incontri in programma (20 gennaio, 17 febbraio, 17 marzo 2019) che si terranno sempre nella Biblioteca storica dell’Accademia, alle ore 11, con ingresso libero fino ad esaurimento posti. Ogni appuntamento sarà focalizzato su un’epoca: Cinquecento-Seicento; Settecento-Ottocento; Novecento. Ad ogni epoca verrà abbinata un’opera presente in Accademia cui si affiancheranno, per confronto, alcune riflessioni su altre selezionatissime opere di artisti di chiara fama, situate in tutto il mondo. Parteciperà anche un’altra formazione artistico-musicale: il Quartetto Viotti.

Presentazione A presentare l’iniziativa sono stati giovedì 17 gennaio il direttore dell’Accademia, il professor Emidio De Albentiis, e Cecilia Berioli, direttore artistico di UmbriaEnsemble. «La convergenza di intenti tra un’antica Istituzione di alta formazione artistica come l’Accademia – ha sottolineato De Albentiis -, e uno dei migliori e più acclamati quartetti perugini di musica classica, l’UmbriaEnsemble, noto ormai in tutto il mondo, ha portato all’ideazione di un progetto come ‘Still Life. Il patrimonio dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. Capolavori artistico-musicali tra Cinquecento e Novecento’. Sorelle da sempre, la musica e l’arte visiva, pur se ciascuna apparentemente così caratterizzata, possono instaurare un rapporto spirituale e formale in grado di far nascere suggestioni poetiche, trasalimenti dell’animo, emozioni estetiche capaci di risuonare a lungo nella nostra interiorità più riposta». «Con la rassegna Still Life – ha evidenziato Cecilia Berioli – UmbriaEnsemble ha interpretato quello che è l’aspetto più caratteristico del gruppo di artisti umbri: la passione per la ricerca culturale ed artistica superando i confini tra le discipline, in un orizzonte linguistico aperto a fertili sinergie. E con l’Accademia di Belle Arti di Perugia l’intesa è stata immediata e totale».

Primo concerto Si inizia con il Cinquecento-Seicento. Domenica 20 gennaio apre la rassegna, in un viaggio nella musica e nell’arte del XVI e XVII secolo, UmbriaEnsemble nella sua formazione di quartetto d’Archi (Angelo Cicillini e Cecilia Rossi, violini; Luca Ranieri, viola; Maria Cecilia Berioli, violoncello) ed il chitarrista Stefano Palamidessi. Introdurranno musicalmente il pubblico nell’atmosfera rinascimentale e barocca. Il 1573, tra l’altro, è l’anno di fondazione dell’Accademia. L’opera protagonista sarà l’Ercole Farnese «di cui la ‘Vannucci’ possiede un celebre gesso ottocentesco – ha poi spiegato il direttore De Albentiis nel presentare l’appuntamento nel dettaglio – cui si affiancherà la disamina di alcune nature morte del pittore seicentesco Evaristo Baschenis». Si ascolteranno le melodie di John Dowland (oggi amate anche dal pubblico più trasversale grazie al successo delle loro rielaborazioni in chiave “pop”), gli anonimi e popolarissimi “ground” come “Greensleeves”, fino alle “Antiche Danze ed Arie” di Ottorino Respighi, raccolta novecentesca di nobili melodie rinascimentali, efficace testimonianza della vivacità e della forza emotiva di epoche diverse tra loro, ancora ben presenti nella nostra quotidianità.

Effetti d’ambientazione Un’energia in piena sintonia con un laboratorio artistico e formativo come l’Accademia di Belle Arti di Perugia, pienamente coinvolta in questo progetto nelle sue varie espressioni, dalla dirigenza, al corpo docente. Gli effetti d’ambientazione saranno curati dal videomaker Maurizio Esposito, uno dei giovani diplomati dell’antica istituzione. Un aperitivo chiuderà il primo appuntamento. Per info: www.umbriaensemble.it.

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