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Spoleto, la stagione del Teatro lirico sperimentale al via con la prima dell’opera di Guarnieri ‘Fammi udire la tua voce’

Azioni liriche per voci ed ensemble di 9 strumenti, su testo liberamente tratto dal Cantico dei Cantici: al Caio Melisso uno dei più importanti compositori italiani contemporanei

Caio Melisso, il teatro che ospiterà l'opera

di Danilo Nardoni

Si avvicina il momento dell’atteso debutto in prima esecuzione assoluta dell’opera di Adriano Guarnieri con cui prenderà vita la nuova stagione del Teatro lirico sperimentale di Spoleto. Venerdì 8 settembre alle ore 20.30 al Teatro Caio Melisso è di scena ‘Fammi udire la tua voce’, per un sinuoso lirismo musicale, vocale e strumentale quale espressione di un’affettività quasi perduta dall’individuo contemporaneo. Musica e libretto di Guarnieri, diretto da Marco Angius per la regia di Federico Grazzini. Repliche sabato 9 alle ore 20.30 e domenica 10 alle 17.

Progetto Opera Nova Dopo il successo di ‘Mahagonny – Songspiel’, andato in scena per il consueto appuntamento d’anteprima con la musica del Novecento, la 71/a Stagione del Teatro lirico sperimentale di Spoleto sta per prendere il volo con il Progetto Opera Nova, così importante per lo Sperimentale che da oltre 20 anni commissiona nuove opere da allestire in prima assoluta. Con il palco di Spoleto che è stato calcato negli anni anche da Leo De Bernardinis, Pippo Delbono, Antonio Tarantino, Mario Perrotta. Questa la mission del Lirico spoletino, dove si formano giovani e bravi cantanti, curiosi di studiare anche partiture non del tutto convenzionali e di essere, in questo modo, pronti al debutto su qualsiasi palcoscenico il futuro voglia loro riservare. Quest’anno il progetto vede protagonista proprio Adriano Guarnieri, uno dei più importanti compositori italiani contemporanei, conosciuto e apprezzato anche a livello internazionale che ha accettato la commissione dello Sperimentale perché ne condivide le finalità e ne apprezza l’alto livello artistico. Guarnieri ha fatto parte dell’avanguardia italiana (collaborazioni con Nono e Berio) ed ha progressivamente maturato un linguaggio personalissimo, quella “cantabilità metrica” tanto apprezzata dalla critica e dal pubblico. Guarnieri festeggerà proprio a Spoleto i suoi 70 anni nel bel mezzo delle repliche della sua opera, liberamente ispirata al Cantico dei Cantici ed eseguita da quattro giovani cantanti e dall’Ensemble strumentale del Lirico, diretti da Marco Angius che da anni collabora con lo Sperimentale. Federico Grazzini – Opera di Seul, Opera di Roma, Teatro Regio di Parma e Macerata Opera Festival tra gli altri traguardi nel suo bagaglio – ne curerà la regia. Le coreografie sono di Pieradolfo Ciulli, spazio scenico e costumi di Andrea Stanisci, light designer Alessandro Carletti. Sovratitoli a cura di Lucia Sorci.

L’opera «Mi abbeveri di baci, la tua bocca, il tuo amore inebria più del vino». Al Cantico dei Cantici, il poema d’amore più conosciuto, più commentato e più tradotto della storia, è ispirata la nuova commissione del Lirico sperimentale di Spoleto. A dare corpo e suono a questa ispirazione sarà quindi Adriano Guarnieri che afferma: «L’opera è stata suscitata in me – afferma il compositore – dal fascino subito dalla lettura del Cantico dei cantici. La sensualità amorosa ivi espressa è sublimata ed elevata a canto dell’anima, rivolto verso un tutto immenso, comprendente: sessualità, affettività, erotismo, sentimentalità, tenerezza e dolcezza. Da ciò ne ho tradotto un sinuoso lirismo musicale, vocale e strumentale, quale espressione di una affettività insita nel Cantico, ma oggi con struggenza, quasi del tutto mancante e perduta dall’individuo contemporaneo. Un immenso vuoto esistenziale». La musica e lo spazio teatrale del Cantico dei Cantici trasposto nell’opera di Guarnieri diventano cinema: «C’è un filo rosso in tutti i lavori teatrali che ho fatto – dice Guarnieri -. Per teatro non intendo un teatro d’azione, ma un teatro quasi statico, immaginifico, di situazioni interiori, molto astratto. Non per questo molto speculativo sul piano intellettuale, ma un teatro a-figurativo, che non ha niente di narrativo e di figurativo. Il succedersi per pannelli, per sequenze, richiama anche la forma filmica e si collega al concetto di montaggio». E continua: «Il testo ha una musicalità insita, è un testo amoroso dove la parola amorosa è molto importante, perché suggerisce non solo degli affetti ma anche dei comportamenti affettivi musicali».

Direzione Dopo la scorsa Stagione, nella quale ha diretto un’opera di repertorio, ‘Un ballo in maschera’, il direttore d’orchestra Marco Angius torna alla musica contemporanea, nel dirigere la quale la sua è senz’altro una bacchetta di gran pregio, per affrontare questa prima esecuzione assoluta sul podio dell’Ensemble strumentale dello Sperimentale. «Le azioni liriche di Guarnieri – racconta Angius – tentano di dare una risposta al dilemma in cui è presa da sempre la musica d’oggi: essere coerente con l’assunto della propria natura di ricerca e indagine su linguaggi inauditi, da un lato, e mantenere un contatto con l’interlocutore cioè il pubblico e la storia dall’altro. La grande sfida della creatività contemporanea trova il suo terreno elettivo nel teatro e nelle frontiere sempre aperte della sua drammaturgia musicale. L’argomento biblico offre senza dubbio un terreno molto stimolante per un compositore d’oggi. Non è tuttavia entro l’orizzonte significante di un testo che si gioca la sfida compositiva quanto piuttosto nelle implica-zioni rappresentative espresse dall’esplorazione senza tregua dei confini del suono in cui è condotto lo spettatore: al vortice inesorabile della scrittura di Guarnieri, che spinge tutti gli interpreti sulla soglia umana dell’eseguibilità sostenibile, si affianca dunque un aspetto più visionario e ineffabile, quello dell’invenzione musicale attuale e attuabile, calibrata nel minimo dettaglio e nello stesso tempo liberata dal gesto sonoro più estremo. Dopo anni di tragedie e condanne all’ascolto ecco giungere l’idea di un nuovo sacrificio: quello che eleva l’ascolto inquinato del presente a dimensione catartica collettiva».

Regia e cantanti La regia di questa edizione di Opera Nova, il progetto che da più di vent’anni promuove nuove composizioni sul palcoscenico del Lirico spoletino, è affidata a Federico Grazzini, le coreografie sono di Pieradolfo Ciulli, spazio scenico e costumi di Andrea Stanisci, light designer Alessandro Carletti. «L’azione, la musica e il testo poetico nell’opera di Guarnieri – scrive Grazzini nelle sue note di regia – costituiscono un’esperienza unica ed avvolgente per lo spettatore che diventa testimone della tensione erotica e drammatica che lega i personaggi. Azioni liriche evocate dai musicisti sempre in scena dove la musica si fonde con il teatro in un’esperienza collettiva al cui centro si trova la sacralità delle relazioni e dell’amore. Abbiamo deciso di doppiare con il movimento di quattro danzatori-attori le voci dei quattro interpreti». In scena, i giovani cantanti del Lirico Annalisa Ferrarini (Amante 1), Federica Livi, (Amante 2), Marco Rencinai, (Amante 3), Alec Avedissian (Amante 4) e i danzatori Chiara Ameglio, Alessandra Bordino, Luciano Ariel Lanza, Stefano Roveda. «Nonostante le difficoltà musicali, sono entusiasta di come stanno andando le prove. Inoltre lavorare con il maestro Angius, specialista in questo genere, è una garanzia. È dal 2015 che mi cimento nell’opera contemporanea a Spoleto, ormai al Lirico Sperimentale mi sento a casa, così come in questo tipo di repertorio, davvero affascinante», racconta anche il tenore Marco Rencinai. Al quale fa eco il soprano Federica Livi: «Devo dire che l’esperienza allo Sperimentale, già avviata lo scorso anno, è un percorso formativo che si sta dimostrando davvero utile. Infatti è grazie a questa Istituzione che ho potuto conoscere ed esercitarmi nel repertorio contemporaneo». «Sapevo fin dall’inizio che quella cui andavo incontro era una sfida interessante – racconta orgogliosa Annalisa Ferrarini, altra voce femminile di Fammi udire la tua voce. – E sento di aver imparato molto».

L’immagine E la teoria degli affetti che suscita l’opera si ritrova anche nei poster dello spettacolo realizzati con due immagini offerte dal celebre artista Mimmo Jodice: le Grazie del Canova. Jodice, concedendo l’immagine per il poster dello spettacolo si è unito così al folto gruppo di artisti che negli anni hanno realizzato poster per lo Sperimentale quali Emanuele Luzzati, Arnaldo Pomodoro, Toti Scialoja, Pietro Consagra, Francesco Clemente, Ruggero Savinio.

Presentazione Sarà possibile incontrare il compositore Adriano Guarnieri e gli interpreti di ‘Fammi udire la tua voce’ alla conferenza di presentazione che si terrà sempre venerdì 8 settembre alle ore 17 nella Sala Conferenze del primo piano della Biblioteca Comunale ‘G. Carducci’ (Palazzo Mauri, Spoleto).

Info e biglietti Per prenotazioni e acquisto biglietti: www.ticketitalia.com; Spoleto, Box 25, piazza della Vittoria 25 tel.

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