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giovedì 3 dicembre - Aggiornato alle 14:31

Sogni e viaggi in musica per Manuel Magrini: il nuovo album del giovane pianista umbro

Per ‘Dreams’ (Encore Music) il musicista assisiate è stato affiancato da Francesco Ponticelli al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria

Manuel Magrini

di Danilo Nardoni

Un lavoro che svela in maniera quasi caleidoscopica la pulsante vena creativa del giovane pianista assisiate. Si chiama “Dreams” il nuovo album di Manuel Magrini uscito venerdì 30 ottobre. Pubblicato dalla Encore Music e prodotto da Roberto Lioli e Vittorio Bartoli presso il LoaDistrict di Roma, Dreams vede anche il prezioso contributo offerto da Francesco Ponticelli al contrabbasso e da Bernardo Guerra alla batteria.

Sogno e viaggio Presentato in anteprima lo scorso anno sul palco del prestigioso Ronnie Scott’s Jazz Club di Londra, il lavoro si dipana all’insegna di due temi preminenti che fungono da collante per le nove tracce che compongono l’opera: il viaggio e, appunto, il sogno. Un album il cui titolo funziona pertanto da eloquente ‘nomen omen’, dove il sogno è indissolubilmente legato al viaggio, inteso come desiderio e aspirazione. E, viceversa, il viaggio al sogno come realizzazione dello stesso. Prosegue dunque sul limite dell’ineffabile e dell’immaginifico il percorso artistico e concettuale del pianista Manuel Magrini, giunto alla sua seconda fatica discografica a distanza di quattro anni dal suo disco di esordio in piano solo, Unexpected.

Brani L’incipitaria ed evocativa ‘Rain in Oslo’ svela alcuni tratti distintivi dello stile di Magrini, quali le componenti poliritmiche e i frequenti ostinati, ricorrenti poi nell’eclettica e composita ‘Time Flow’. Le toponimiche ‘Manhattan Dream’ e ‘Abu Dhabi Dream’ si distinguono, rispettivamente, alla luce di un climax strumentale corale e orecchiabile, e alla base di una struttura eterea ed ermetica, lungo la quale contrabbasso e pianoforte dialogano armonicamente tra loro. Hope si sviluppa lungo un tema lineare e cantabile che ascrive la sezione improvvisativa centrale e funge da preludio al solo di batteria finale. Impreziosiscono il disco ‘Fuori dal choro’ e ‘Après un Rêve’: il primo brano, vincitore del Premio Luttazzi 2017, reca con sé peculiarità tipiche dello choro brasiliano in un frenetico oscillare di tempi pari e dispari, mentre il secondo è un’intima e delicata rivisitazione della celebre romanza di Gabriel Fauré, contenuta nelle Trois Mélodies op. 7. Al di là dei sogni e la conclusiva ‘A Little Lullaby’ figurano già in Unexpected, qui riproposte e adornate da una nuova veste musicale. Un album, Dreams, nel quale sogno e realtà si mescolano, fornendo al proprio autore il colore vivo e cangiante che tinge le variegate pagine della propria partitura.

Magrini Manuel Magrini è nato il 4 Dicembre 1990 ad Assisi. Inizia i primi studi classici nella scuola di musica di Cannara (PG), suo paese di origine. Nel 2003 entra al conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia. Si interessa presto alla musica jazz e inizia a studiarla ed approfondirla seguito dal maestro Ramberto Ciammarughi nel laboratorio di improvvisazione al “Novamusica” di Città di Castello. Successivamente, nel 2018, consegue la laurea biennale Jazz al conservatorio di Perugia con lode e menzione d’onore. Manuel ha suonato già in rassegne importanti della scena musicale come Umbria Jazz, Torino Jazz Festival, “Giovani Titani” di villa Celimontana, la Casa del Jazz di Roma, Young Jazz festival, Festival dei Due Mondi di Spoleto, Bologna Jazz Festival, Iseo Jazz e tanti altri. Dal 2014 fa parte dell’Orchestra Nazionale dei Giovani Talenti del Jazz organizzata dal Teatro Puccini di Firenze, Siena Jazz e Music Pool, costituita dai migliori studenti del dipartimento di jazz di tutti i conservatori d’Italia. Manuel ha già collaborato con musicisti conosciuti e storici della musica italiana e internazionale come Ares Tavolazzi, Ellade Bandini, Gabriele Mirabassi, Paolo Fresu, Fabio Zeppetella, Enrico Rava, Dario Deidda, Fabrizio Sferra, Maurizio Giammarco, Massimo Manzi, Paolo Damiani, Enrico Intra, Rosario Giuliani, Nicola Piovani, Vadim Brodsky, John Arnold, Rick Margitza, Steve Thornton, Ralph Alessi e Johnathan Kreisberg.

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