domenica 22 settembre - Aggiornato alle 14:11

‘Smanie di primavera’: finale con i lavori di Carolina Balucani e Giulietta Mastroianni

Ultimi spettacoli, in forma di studio, per la rassegna multidisciplinare che ha fatto vivere in maniera diversa l’arte in palcoscenico. Sul palco anche Matteo Svolacchia

Matteo Svolacchia in 'La Regina Coeli' (foto Michele Tomaiuoli)

di Dan. Nar.

La rassegna multidisciplinare ‘Smanie di Primavera’, voluta per vivere in maniera diversa l’arte in palcoscenico e dare spazio a sinergie e realtà giovani ed emergenti impegnate nelle arti performative, non poteva che chiudere così. Il finale del cartellone è affidato a Carolina Balucani che propone in forma di studio, da martedì 28 a venerdì 31 maggio, alle ore 21, al teatro Morlacchi di Perugia, ‘La Regina Coeli’, spettacolo vincitore del premio ‘Dante Cappelletti’ 2017, con interprete Matteo Svolacchia. Intanto, giovedì 23 e venerdì 24 maggio alle 21, Smanie di Primavera prosegue all’ex Fatebenefratelli di Perugia, con ‘Da questo buio nascono i figli’, il testo di Giulietta Mastroianni, presentato in forma di mise en espace, nato da un ciclo laboratoriale curato da Lucia Calamaro.

Mastroianni ‘Da questo buio nascono i figli’. Un piano basso e un piano rialzato, due piani separati della realtà. Una famiglia vive riunita attorno a una tv alimentata dai sogni della figlia bambina che dorme e sogna al piano di sopra. Lei e il suo immaginario sono l’antenna grazie a cui vengono intercettate e prodotte le trasmissioni in onda sullo schermo. I due piani non si intersecano, ma sono l’uno (la figlia) al servizio dell’altro (madre, padre, figlio), non c’è reciprocità. I sogni e le ispirazioni alte della bambina, rivolte verso l’anima pura e di senso del mondo, riempiono la vita schermo della famiglia, non in termini di contenuto né in termini sostanziali, ma fornendo alla famiglia la possibilità di essere e l’energia sufficiente per proseguire il piano basso della loro esistenza, fatto di ipocrisie, distrazioni, segreti, scontri e conoscenze acquisite. La famiglia vive senza coscienza e senza elaborazione interiore con un linguaggio colto e personale appreso in tanti anni di servizio televisivo. Ne conoscono i meccanismi, gli inganni, le virtù.

Balucani Per lo spettacolo di Carolina Balucani, ‘La Regina Coeli’, gli allievi dell’Accademia delle Belle Arti di Perugia, guidati dalla scenografa Marta Crisolini Malatesta, hanno realizzato la scenografia. Un ragazzo di trent’anni viene arrestato in un parco e portato in carcere. In cella immagina di essere Gesù per poter rincontrare la sua mamma. La madonna, a differenza delle altre mamme, può apparire dove vuole, anche in prigione. Gesù e la madonna si incontrano. Alla fine del gioco Gesù muore. “La nostra storia – racconta Carolina Balucani – è ispirata alle vicende di giovani ragazzi morti in carcere ed è dedicata alle loro madri. Il protagonista del monologo è un ragazzo di borgata, che si paragona a Gesù e fantastica di esserlo. Il suo linguaggio è sporco, lontano da un italiano corretto. La figura di Gesù a cui si riferisce il protagonista è mutuata dall’immaginario popolare cattolico delle statuette e dei crocifissi. La religione cattolica, rasentando il feticismo, impone da sempre come valore la sofferenza della madre e quella del figlio. La madonna è predestinata al pianto e Gesù è inevitabilmente condannato al sacrificio”.

Info e biglietti Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it.

I commenti sono chiusi.