venerdì 13 dicembre - Aggiornato alle 10:41

«Se c’è un aldilà sono fottuto»: a Perugia l’omaggio al cinema ‘misterioso’ di Claudio Caligari

Il documentario sulla vita e il cinema del regista che ha commosso l’ultima Mostra del Cinema Venezia arriva al PostModernissimo. Serata speciale con autori e produttori

Claudio Caligari con Valerio Mastandrea

di D.N.

«Muoio come uno stronzo e ho fatto solo tre film»: in queste parole pronunciate dallo stesso Claudio Caligari è racchiuso tanto del suo percorso artistico e umano. Una carriera breve ma altamente significativa quella del regista di origini piemontesi scomparso nel 2015, che verrà ripercorsa giovedì 14 novembre al PostModernissimo grazie all’evento organizzato in collaborazione con Kimerafilm, Gianluca Arcopinto e Pablo distribuzione. I due registi Simone Isola e Fausto Trombetta presenteranno al pubblico il loro ‘Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e cinema di Claudio Caligari’ prodotto da Kimerafilm e Rai Cinema con Minerva Pictures, presentato in concorso nella sezione ‘Venezia Classici Documentari’ alla 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Un’opera che rappresenta una lucida e profonda riflessione su uno degli autori più “misteriosi” del nostro cinema, che ci ha lasciato prematuramente con una filmografia di soli tre titoli. Gli autori incontreranno il pubblico perugino insieme ai produttori Gianluca Arcopinto e Giulia D’Amato, prima e dopo la proiezione. La serata inizierà alle 21.30.

Tre film di culto Seguendo le tappe fondamentali della lavorazione della sua ultima fatica, “Non essere cattivo”, il documentario offre il ritratto appassionato di un uomo e di un cineasta capace di regalare, con la sua coerenza etica ed estetica, opere di grande libertà espressiva. Ai margini dell’industria, lontano dai riflettori, outsider per scelta (non soltanto sua), Caligari è entrato nel culto raccontando la tossicodipendenza di un gruppo di giovani di Ostia nel suo primo film, “Amore Tossico”, presentato alla Mostra del Cinema Venezia nel 1983. Cantore della strada, degli emarginati, senza pietismo né commiserazione, il regista è poi tornato dietro la macchina da presa solo quindici anni dopo, nel 1998, portando sullo schermo la violenza di una banda di rapinatori romani con “L’odore della notte”. Protagonisti di quel film Giorgio Tirabassi, Marco Giallini e Valerio Mastandrea. Proprio quest’ultimo, negli anni rimasto legato al regista, lo ha accompagnato nella difficile realizzazione della sua ultima opera, presentata postuma sempre a Venezia, accolta da applausi e lacrime. Vita e cinema sono nella parabola umana di Claudio Caligari due elementi indissolubili e il film la racconta, con le immagini e i ricordi di attori, tecnici e di quella troupe/famiglia che si è stretta attorno a lui consentendogli di portare a termine il suo terzo film.

Registi Simone Isola (Pontecorvo, 1982). È socio fondatore della società di produzione Kimerafilm, con la quale ha realizzato opere come Et in terra pax di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, La mia classe di Daniele Gaglianone, Non essere cattivo di Claudio Caligari, Il contagio di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, Ride di Valerio Mastandrea. Nel 2015 ha diretto il suo primo docu-film, Alfredo Bini ospite inatteso, presentato alla 72ma Mostra del Cinema Venezia nella sezione Venezia Classici, finalista ai Globi d’oro come Miglior Documentario e premiato ai Nastri d’Argento 2016 come Miglior Documentario sezione “Cinema, spettacolo e cultura”. Fausto Trombetta (Roma, 1981) è giornalista pubblicista. Dal 2002 collabora con una nota emittente televisiva locale. Nel tempo ha sviluppato una profonda conoscenza del territorio nel quale si muove e dell’umanità che lo popola. Prima di Se c’è un aldilà sono fottuto ha realizzato i docu-film indipendenti La speranza è una droga e Sotto la sabbia, sui temi del disagio sociale e dell’emergenza sanitaria in contesti ritenuti “difficili”, proiettati in numerosi festival e rassegne.

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