martedì 21 novembre - Aggiornato alle 03:41

Brand Umbria, ‘Scorched or blackened’ in finale a Venezia per il The Plan Award del Forum di architettura

L’installazione, commissionata dalla Regione Umbria all’Accademia di belle arti di Perugia, selezionata per il prestigioso premio

'Scorched or blackened' installata a Spoleto durante il Due Mondi

di D. N.

Rientra nella rosa dei finalisti del prestigioso premio The Plan Award 2017 il progetto ‘Scorched or blackened’, commissionato dalla Regione Umbria all’Accademia di belle arti ‘Pietro Vannucci’ di Perugia. L’installazione ha partecipato in passato alla design week 2016 all’Università Statale, nell’ambito della mostra evento di Interni Open Borders.

Sezione Industrial design Per la sezione Industrial design, ‘Scorched or Blackened’ si piazza ora tra i migliori concorrenti del premio internazionale fondato e promosso dalla rivista The Plan (vanta nel proprio comitato editoriale nomi di architetti prestigiosi quali Elizabeth Diller, Manuel Aires Mateus e Stefano Boeri), che nasce con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la qualità del lavoro di progettisti, accademici, critici e studenti nei settori di architettura, design e urbanistica, ampliando il dibattito sulle tematiche più attuali nell’ambito della progettazione. La cerimonia di annuncio e di premiazione dei progetti vincitori del The Plan Award 2017 è in programma il 17 maggio, in occasione del Forum Internazionale di Architettura Perspective 2017 che si tiene al Lido di Venezia, presso la sala conferenze dell’Hotel Excelsior.

Branding territoriale Ancora un’altra vetrina internazionale quindi per la promozione del progetto inserito nel piano di branding territoriale promosso dalla Regione per comunicare non solo le qualità del territorio ma anche la creatività, il lifestyle, il saper fare artigiano, tra tradizione e innovazione, propri dell’Umbria, dove l’arte in molteplici declinazioni è fonte di ispirazione per la vita e le produzioni economiche contemporanee. Una installazione che è stata protagonista anche nell’ultima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, all’interno della ex chiesa di Santa Maria della Manna d’Oro, in piazza Duomo, che è al contempo contenuto e contenitore, capace di evocare aspetti forse insoliti, ma certo tra i più emozionali dell’Umbria (dalla foresta fossile di Dunarobba alla chiesetta della Porziuncola di Assisi, dallo studiolo ligneo di Guidubaldo da Montefeltro a Gubbio all’occhio alato di Tomaso Buzzi a Montegabbione, dalla Calamita Cosmica di Gino De Dominicis a Foligno al Grande Nero di Alberto Burri a Perugia).

L’installazione L’opera è decorata con diciannove caratteri alfabetici “monk” (il nuovo font lanciato dalla Regione Umbria in occasione di Expo Milano 2015) che ripropongono in forma di anagramma l’ambiguità costitutiva che aleggia sull’installazione: schorched or blackened. L’interno è segnato da una lunga teca vetrata in cui sono esposte le sperimentazioni artistiche di quattro docenti della storica Accademia ‘Pietro Vannucci’ che mostrano l’uso innovativo di altrettanti materiali tradizionali propri dell’artigianato regionale storico: Arthur Duff/ceramica, Marco Fagioli/legno, Pietro Carlo Pellegrini/carta, Paul Robb/vetro.

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